I migliori metroidvania per gli amanti di un gameplay vintage e labirintico

Perché raccontarvi quali sono i migliori metroidvania moderni?  Perché si tratta di uno dei generi appartenenti alla vecchia scuola tornati più in voga in questi anni è sicuramente il cosiddetto “metroidvania”. Le caratteristiche principali di due grandi cult come appunto, Metroid e Castlevania, hanno infatti generato tutta una serie di titoli ispirati a questa struttura di gioco, che oggi come oggi trova sicuramente il suo palcoscenico migliore tra le produzioni indie o comunque in tutti quei progetti in cui l’estro del designer conta più della mole di risorse utilizzate.

Ma perché i metroidvania piacciono così tanto? Una risposta sicuramente complessa da dare che senza dubbio coinvolge molteplici ragioni. Si tratta di giochi che si sposano bene con moltissimi generi, che come detto prima, esprimono il loro meglio nelle 2 dimensioni e che quindi oltre a rendersi alla portata di molti team di sviluppo hanno anche un certo fascino retrò. Inoltre possiamo dire che convogliano degnamente l’esigenza di un gioco più veloce, fresco e sciolto ma allo stesso tempo in qualche modo articolato nell’esplorazione.

Con l’uscita di Ori and the will of the wisps abbiamo pensato di dare un piccolo spazio ad altri giochi magari non per forza simili, ma sicuramente che rientrano nella stessa macro categoria.

Certo sarebbe facile inserire in questa lista mostri sacri come Castlevania Symphony of the Night o Super Metroid ma abbiamo deciso di non scomodare i grandi classici e concentrarci in tutto quello che potete recuperare su piattaforme moderne.

Ecco quindi quelli che sono secondo noi i migliori metroidvania in circolazione oggi.

Dead Cells

Dead Cells è semplicemente il miglior sodalizio possibile tra struttura alla metroidvania e meccaniche rouguelike.  Un titolo che da qualunque parti lo guardi è vincente. La pixel art usata è assolutamente deliziosa, piena di personalità, colorata e soprattutto leggibile.

Il gameplay ci mette tra le mani un action adventure frizzante, veloce, preciso, snello, ma allo stesso tempo profondo, dotato di un impianto ruolistico che permette di personalizzare l’esperienza in pochi step, modificando di continuo il proprio equipaggiamento secondo il proprio stile e secondo la casualità che ci fornirà risorse sempre diverse ad ogni partita.

La componente rouguelike che impasta in maniera diversa livelli, nemici, e strumenti sul campo, rendono Dead Cells un gioco sempre fresco e interessante ogni volta che lo avviate. Una vera perla. Ve lo assicuriamo.

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Bloodstained Ritual of the Night

Beh, che dire di Bloodstained... Ok, forse non avrà la classe di un Symphony of the Night, sicuramente non la sua cifra stilistica e tanto meno risulta brillante e innovativo come il capolavoro di Konami.

Ma credetemi se vi dico che oggi come oggi rimane comunque il miglior gioco in assoluto per chi vuole quella specifica deriva del genere. Bloodstained rappresenta la Classicità dei metroidvania con la C maiuscola. Ma d’altro canto, come potrebbe essere altrimenti?! Parliamo pur sempre di un’opera fortemente voluta da Igarashi in persona, che di questo genere potremmo quasi definire il padre.

La mappa di Bloodstained è strutturalmente molto simile a quella del celebre Castello di Dracula, ovvero non dispersiva ma sofisticata e intricata, che diviene un gigantesco puzzle ambientale che richiede al giocatore di conquistare mille upgrade per proseguire.

Se in più aggiungiamo che le decine e decine di abilità che possiamo rubare ai nemici incontrati rendono la sperimentazione e la versatilità le parole chiave del combat system di Bloodstained, vi potete rendere conto che si tratta di un gioco assolutamente da non sottovalutare.

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Blasphemous – I migliori metroidvania moderni

Questo metroidvania è sicuramente uno dei migliori e più classici usciti ultimamente. Il titolo di The Game Kitchen si caratterizza per una forte impronta “soulsiana” che lo pone tra gli action platform più impegnativi di questo genere, nonché dotato di un background narrativo criptico ma affascinante.

Il mondo dark fantasy, cupo e violento che fa da sfondo alle vicende incornicia un gioco che pare uscito direttamente dalla softeca di Amiga grazie alla sua palette cromatica opprimente, apparentemente monocorde, che nasconde però una cifra stilistica di tutto rispetto.

Anche il gameplay non è da meno, esplorazione e scontri dettati da parry tempestive e affondi decisi, sono il fulcro di un gioco affascinante, difficile ma mai frustrante. Blasphemous è un titolo che merita sicuramente le vostre attenzioni.

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Indivisible

Che meraviglioso cocktail di influenze ludiche che è Indivisible. Ogni tanto ci penso ancora a molta distanza dalla mia esperienza con il gioco indie di Lab Zero Games che mi portò poi alla recensione, e con il senno di poi, sono ancora più convinto abbiamo creato qualcosa di speciale.

Il fatto è che l’avventura tra il folklore indiano di Ajna sembra veramente poco inquadrabile e riesce ad unire anime difficilmente accostabili solitamente. Basti vedere i combattimenti che pescano dalla più tipica delle impostazioni “a turni” dei GDR ma allo stesso tempo trovano il modo di inserire vere e proprie dinamiche da picchiaduro in essi. 

Ma Indivisible in realtà in tutto questo trova forse il suo punto di forza proprio nell’esplorazione. Ancora più che nei combattimenti, ancora più che nella narrazione. Come mi sono divertito a girare le ambientazioni di Indivisible…

Dietro un girovagare chiaramente non lineare (altrimenti non lo avremmo inserito in questa lista) nelle colorite location del gioco si nascondono decine di sezioni platform creative e riuscitissime, che spesso e volentieri richiedono -più che ingegno- vera e propria abilità manuale per essere superate. Senza mai strafare, senza mai portare alla frustrazione. Sempre dosando bene questo spirito del gioco con le altre fondamentali componenti dell’esperienza, in modo che nessuna sovrasti l’altra ma tutto sia ben amalgamato. Adorabile. Semplicemente adorabile.

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The Messenger

Si tratta di un titolo veramente di vecchia scuola nell’estetica ma incredibilmente godibile a livello di gameplay. Certo, è un metroidvania a tutti gli effetti ma attenzione, questo non significa offra un’azione compassata o anche minimamente rilassata.

Devolver Digital, famosa per vederci lungo e produrre sempre “piccole grandi idee” di successo, ci propone uno degli esponenti del genere dal map design articolato ma studiato per seguire un certo flow fluido e lineare. D’altro canto si tratta di un vero e proprio tributo ai primissimi Ninja Gaiden e più in generale, a due grandi generazioni di videogiochi, quella 8bit e quella 16bit. Qui fuse in un’unica soluzione stilistica che è tutta da scoprire.

The Messenger è disponibile su PS4, Nintendo Switch e Windows. Non fatevelo scappare.

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Shantae and the Pirate’s Curse – I migliori metroidvania moderni

Shantae and the Pirate’s Curse è uscito qualche anno fa su Wii U e 3DS, per poi essere riproposto anche sulle piattaforme moderne. Trattasi in un metroidvania non molto convenzionale, perché nonostante riprenda la struttura del genere la declina principalmente all’interno di singoli livelli da esplorare singolarmente.

Il gioco vede Shantae, un mezzo genio già protagonista di altri giochi, alle prese con dei pirati che invadono la sua isola. I punti forti del gioco sono certamente il level design e il sopraffino aspetto estetico, che pesca a piene mai dai videogiochi d’annata giapponesi (nonostante la produzione sia californiana).

Un altro elemento da segnalare in Shantae è certamente l’umorismo, sempre sul filo tra citazionismo e doppi sensi, e le boss fight, lunghe, impegnative e ispirate.

 

La-Mulana (serie) 

In Giappone il mercato indie è una questione particolare: esiste da prima che il mondo lo scoprisse, eppure ancora oggi è estremamente chiuso e molti giochi non escono dall’Arcipelago, complice anche la barriera linguistica.

I giochi indie in Giappone si chiamano dōjinshi, e La-Mulana è il primo prodotto di questo tipo che vi presentiamo in questa lista. Si tratta di un prodotto che uscì, nella sua prima incarnazione, nel 2006, pensato come un gioco per MSX. La versione di cui vi parliamo qui, quella che vi suggeriamo di giocare, è un remake realizzato nel 2011 così da rendere il gioco più moderno. Alla vista, almeno.

Nei panni di un novello Indiana Jones sarà necessario esplorare le rovine di La-Mulana, e l’operazione è molto più complessa di quello che sembra: l’aspetto platform è piuttosto arcaico nell’esecuzione, mentre il focus è tutto sull’esplorazione e la risoluzione di puzzle, quasi sempre complessi. Ad aggiungersi alla difficoltà di base c’è poi la componente di analisi, che non riguarda solo lo scoprire le aree, ma anche lo studiarle per trovare quei pochi suggerimenti visivi che il gioco restituisce per aiutarci a venire a capo della situazione.

Se avrete pazienza, sicuramente ne trarrete gran soddisfazione.

migliori metroidvania

Cave Story

Secondo dōjinshi della lista, Cave Story è un gioco sviluppato originariamente nel 2004 da Daisuke Amaya che negli anni ha visto più riedizioni, la più recente delle quali è quella per Nintendo Switch.

Trattasi di un metroidvania non da manuale, dal momento che le aree non sono organicamente interconnesse ma collegate da un hub centrale.

L’estetica è quella anime, piuttosto chibi, nonostante il livello di difficoltà non sia dei più permissivi. Il core del gioco è invece quello dello shooter / platform a scorrimento, con timidi elementi RPG.

Cave Story è in qualche modo un classico moderno, figlio di un’epoca in cui lo sviluppo indipendente non era quello che conosciamo oggi, in cui uno sviluppatore nella sua cameretta ha impiegato cinque anni per sviluppare un gioco che poi avrebbe distribuito gratuitamente – almeno all’inizio.

Ori (serie) – I migliori metroidvania moderni

La serie di Ori, soprattutto con la recente uscita di Ori and the will of the Wisps, non può assolutamente mancare tra i migliori metroidvania.

La prima peculiarità della serie di Moon Studios, o almeno il primo elemento che salta all’occhio, è il raffinatissimo lavoro grafico, che grazie a una ricerca del dettaglio incredibile, un’art direction ispiratissima e una realizzazione ineccepibile rende le avventure del piccolo Ori una gioia per gli occhi.

Non basta però solo la bellezza per fare un gran metroidvania, infatti Ori ha anche un gameplay impeccabile, soprattutto nelle fasi platform, durante le quali il gioco da il suo meglio, con lunghe sezioni tesissime durante le quali è obbligatorio essere estremamente precisi.

Se vi piacciono i metroidvania orientati al platforming, probabilmente questa è la vostra scelta migliore.

 

Guacamelee! (serie)

La caratteristica principale di Guacamelee!, il far ridere tantissimo, potrebbe offuscare gli altri pregi del gioco di Drinkbox Studios, che sono invece tantissimi.

Guacamelee!, che intendiamo come serie, ha un’esplorazione piuttosto lineare: il mondo di gioco è interconnesso (e diviso in due varianti, il regno dei vivi e quello dei morti, attorno a cui ruotano i puzzle), ma le singole zone da esplorare sono piuttosto dritte, con pochi bivi (ma molti segreti). Il gioco si concentra invece molto sul combattimento, piuttosto raffinato e complesso per il genere.

E, infine, c’è tantissimo di cui ridere. Guacamelee! ci mette nei panni di un luchador intendo a salvare il Messico, ironizzando sui luoghi comuni del paese (senza mai risultare offensivo) e sul mercato videoludico, straripando di citazioni.

Axiom Verge

Axiom Verge è stata una grandissima sorpresa. Sviluppato anche questo da una sola persona, è uscito un po’ in sordina per poi ritagliarsi pian piano il suo spazio, arrivando ad essere disponibile su qualsiasi piattaforma, apprezzatissimo dal pubblico e con il sequel lanciato in pompa magna durante un Nintendo Direct.

Il motivo del suo successo è presto detto: le atmosfere sci-fi biomeccaniche del gioco si fondono con un’estetica a metà tra gli 8 e i 16 bit eccellente; a questo si aggiunge un sistema di sparo distante dalla principale fonte di ispirazione del gioco, Metroid, per avvicinarsi più agli sparatutto a scorrimento. Il livello di difficoltà è tarato verso l’alto, proponendo così una bella sfida.

Se vi manca Metroid, e volete un metroidvania dal gusto retrò, il cavallo su cui puntare è certamente Axiom Verge.

Hollow Knight

Hollow Knight è l’opera prima di Team Cherry, e inaspettatamente si è rivelato un metroidvania eccellente sotto ogni punto di vista. Ambientato in quello che resta di un antico mondo sotterraneo dominato dagli insetti, impersoneremo un piccolo cavaliere impegnato ad esplorare i più oscuri recessi di questo estremamente decadente reame. Non deve ingannare l’aspetto grazioso del protagonista, perché Hollow Knight è un gioco duro e cupo sotto ogni punto di vista, sia esso quello narrativo (la lore del gioco è veramente estesa) o ludico.

Sotto il profilo del gameplay ci troviamo di fronte a un metroidvania estremamente classico con una mappa veramente enorme e labirintica che si svelerà pian piano con l’acquisizione di vari poteri. Il sistema di equipaggiamento di amuleti permette la realizzazione di diverse build che possono essere cambiate a seconda del momento, mentre l’aspetto platform si rifà agli esponenti più moderni del genere, risultando in sezioni di salto veloci che pretendono precisione millimetrica. Non solo tra i migliori metroidvania, ma probabilmente il miglior esponente del genere, Hollow Knight è impossibile che vi deluda.

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