Chi scende e chi sale: a confronto gli spettatori di TGA e dei Premi Oscar

Due dati in controtendenza quelli degli spettatori dei Premi Oscar e dei The Game Awards, specie a giudicare dalle ultime edizioni. Se, da un lato, il premio più ambito del cinema non sembra scaldare il cuore degli spettatori come un tempo, dall’altro continuano a crescere i numeri delle persone interessate ai riconoscimenti videoludici.

Il primo dato viene sottolineato da diverse fonti. Tra queste Variety, che riporta come la premiazione degli Academy Awards sia stata seguita da 9.8 milioni di persone sul suolo statunitense, un crollo pari al 58,9% rispetto allo scorso anno. C’è anche chi ha sottolineato come questa perdita sia un andamento costante. Nello specifico Frank Pallotta, giornalista della CNN.

Se pensiamo che la premiazione del 2020 era già stata quella con il minor numero di spettatori registrati dalla nascita del riconoscimento, il dato del 2021 appare ancor più drammatico. Più della metà degli spettatori ha rinunciato a seguire i Premi Oscar. Un effetto dovuto, forse, alla pandemia e alla forte crisi del settore cinematografico in questi tempi tormentati.

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Chi piange e chi ride: The Game Awards batte gli Oscar come numero di spettatori

Dall’altra parte della barricata sorridono i The Game Awards. Benji-Sales, noto analista videoludico, ha ripreso di dati di Pallotta, sottolineando come, al contrario, gli spettatori dei TGA sia aumentati nel corso degli ultimi anni.

L’edizione del 2020 ha infatti registrato ben 83 milioni di persone interessate a seguire questo spettacolo. Un dato senza dubbio confortante, ulteriormente corroborato dalla crescita costante avvenuta nel corso degli ultimi cinque anni. Chissà se anche nel 2021 vedremo continuare questo andamento.

Come sempre lasciamo a voi lettori la parola! Che cosa ne pensate? Quali pensate siano le motivazioni dietro la crisi degli Oscar e dietro al successo dei The Game Awards? Lasciateci un commento!

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Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.