Il Quinto Set, su Netflix: una storia emozionante non solo appannaggio degli amanti dello sport

I film sul tennis non sono più una rarità, o quantomeno non come lo erano fino a pochi anni fa, e Il Quinto Set (5ème Set), disponibile su Netflix dal 27 agosto, è l’ultima opera in ordine cronologico a parlarci di questo sport, che nell’ultimo periodo è comparso in un modo o nell’altro nel grande e piccolo schermo anche con lungometraggi apprezzati e premiati, come Borg McEnroe, ma anche La battaglia dei sessi o Wimbledon.

Le opere sullo sport e sulla competizione piacciono, in qualsiasi forma si scelga di rappresentarle, e l’industria del cinema sembra averlo capito, iniziando a produrne sempre di più.
Il Quinto Set (scritto e diretto da Quentin Reynaud) racconta la storia di Thomas Edison (Alex Lutz), un nome già di per sé difficile da portare e che risponde a quello di un ex promessa del tennis francese che ormai, all’età di 37 anni, è sul viale del tramonto e non è riuscito a sfruttare nel migliore dei modi la sua carriera. Il fisico inizia a cedere e le ginocchia non sono quelle di 18 anni prima, ma adesso sembra più determinato e maturo di un tempo e così decide di sfidare la carta d’identità e rimettersi in gioco iscrivendosi alle qualificazioni del prestigioso torneo del Grande Slam, contrariamente a quanto sua moglie Eve (Ana Girardot) e sua madre Judith (Kristin Scott Thomas) vorrebbero.

Quest’ultima, pur riconoscendo l’indiscusso talento del figlio, ha rilasciato delle interviste dichiarando che Thomas non ha la testa giusta per essere un campione ed ha smesso ormai da tempo di andare alle sue partite. Eve invece vorrebbe un marito più presente anche per potersi dedicare di più al suo lavoro anziché fare soltanto la mamma a tempo pieno, ed è stanca di vedere combattere Thomas combattere contro i mulini a vento. Egli invece, come un fiero Don Chisciotte, brandisce la sua racchetta e sfida avversario dopo avversario, con lo scopo di superare le qualifiche e arrivare il più avanti possibile nel Grande Slam.

quinto set netflix

L’uomo dietro la racchetta

Detto questo, potreste immaginare un classico copione di discesa agli inferi e ritorno, ma il protagonista Thomas Edison non è la solita fenice a cui il cinema ci ha abituato È un uomo normale, indubbiamente oltremodo determinato, tuttavia è facile intravedere sul suo volto le mille fragilità che hanno minato il suo percorso professionale e non solo, e continuano a battagliare in un animo controverso ben rappresentato dalla prova di Alex Lutz e dai suoi occhi di ghiaccio ma tremendamente espressivi.

Il tennis per lui è una ragione di vita ma ancor più importante è mostrare a se stesso e agli altri che Edison non è ancora finito, che può essere il più forte di tutti. La fermezza e l’ostinazione di un uomo che vuole essere un vincente vengono raccontate perfettamente dalla certosina regia di Quentin Reynaud, che indugia sulle mani di Edison, corrose e insanguinate dal modo stretto in cui impugna la racchetta, di fatto un’estensione del suo braccio destro perché ogni game è una battaglia e ogni partita è una guerra.

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Reynaud gira un biopic anche se non lo è affatto, e la verosimiglianza del racconto passa indubbiamente dalla sua direzione e soprattutto da quella dei protagonisti, Lutz in primis, ma Ana Girardot e Kristin Scott Thomas non sono da meno.

Il complicato rapporto del protagonista con entrambe le donne della sua vita è continuamente presente ne Il Quinto Set, pur non essendo mai ossessivo o eccessivamente ingombrante, e questo è un altro merito indiscusso del film, che tratteggia i personaggi e analizza situazioni senza perdere mai di vista l’elemento principale: il terreno di gioco. O il campo di battaglia, come forse direbbe Thomas.

I passaggi chiave delle partite che affronta il protagonista scorrono nella raccolta di highlights proposta da Quentin Reynaud in un modo che cattura e lo spettatore e lo incuriosisce verso un esito finale non scontato e che lascia interdetti, ma dimostra in primis l’intelligenza dell’autore francese e ci ricorda che Il Quinto Set è ben più di una trita storia di riscatto sportivo, ed ha anche il grande pregio di non annoiare mai nell’arco dei 110 minuti di visione.

Il Quinto Set è su Netflix dal 27 agosto 2021.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Deputy Editor e Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna la mia attuale sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.