Dopo 2064  e in attesa di Neurodiver, l’universo videoludico di MidBoss sbarca sui lidi del fumetto con una serie dedicata ai personaggi e ai luoghi di Read Only Memories, pubblicata da IDW Pubblishing.

Quando si parla di ricerca e cura nel creare un discorso di inclusione di razza, genere e identità sessuale che diventi narrazione intelligente e capace di stimolare sia ragionamenti sul sociale che coinvolgere l’utente con una bella storia un esempio che dovrebbe emergere è quello svolto da MidBoss.

L’universo cyberpunk creato in 2064 primo e unico prodotto uscito a oggi della serie Read Only Memories è infatti ricchissimo di spunti utili a comprendere come la diversità possa essere un valore che la fantascienza può elaborare non soltanto con le angosce dello sviluppo ma, al contrario, sfruttandone le spinte positive che ora rappresentano. Fa quindi piacere sapere che, nell’attesa del secondo videogioco della serie, lo studio abbia affidato a IDW Pubblishing la pubblicazione di un tie-in a fumetti; ambientato a cavallo tra i due titoli e intitolato semplicemente come la saga.

Creare un ponte

Come già detto, quello di Read Only Memories è un mondo ricco di diversità e differenza che partono da quelle della nostra realtà e vengono riadattate dalla fantascienza con l’accento tipico del cyberpunk. Gusto che bene si sposa con i ragionamenti circa la sessualità, la razza, l’ibridizzazione dei corpi e il transumanesimo che la nostra società – forse proprio a partire da questo genere – sta iniziando a tirare in ballo. Un contesto, quello della serie di videogiochi, che ha sicuramente spazi di manovra anche al di fuori del medium di origine e degli autori di partenza.

Disegnata dal nostro connazionale Stefano Simeone (Vivi e Vegeta, Diciottovirgolatre, Ogni Piccolo Pezzo) e sceneggiata da Sina Grace (Uncanny X-Men, IceMan), la serie a fumetti di Read Only Memories racconta un caso di scomparsa affidato a Lexi Rivers tre anni dopo gli avvenimenti di 2064. La detective viene contattata da un robot senziente che dice di non avere più traccia e notizie di un umano di cui è perdutamente innamorato, facendo intendere corrispondenza e consenso nella relazione.

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Già in questo primo episodio di poche pagine è quindi già intuibile una discreta continuità tematica e narrativa con quello che era stato imbastito nel videogioco originale. L’anima non-binaria e attenta alle differenze, convertita in una storia investigativa, viene trasposta a piene mani anche nella serie a fumetti di Read Only Memories. Chi ha giocato all’avventura grafica di MidBoss riconoscerà un feeling di storia decisamente vicino a quanto proposto in origine anche in questo fumetto.

Ragionamento differente per chi invece non ha avuto il piacere di giocare 2064 a cui mancheranno inevitabilmente dei riferimenti e dei motivi per cui affezionarsi a determinati personaggi, protagonista in primis. C’è da dire, però, che il fumetto non nasconde nemmeno la sua natura di tie-in nato per i fan della serie come strumento di collegamento tra quello che già conoscono e quello che conosceranno; ed è giustissimo che sia così.

A livello estetico, invece, Read Only Memories compie un lavoro rischioso ma decisamente funzionante. Allo stile futuribile e in pixel-art del videogioco, infatti, si è preferito un approccio quasi pittorico ma al tempo stesso ipercinetico e movimentatissimo. I disegni di Simeone sono fluidi e liquidi, rendendo i personaggi quasi troppo stretti nella loro forma dando ancora più l’idea di ibridizzazione e cambiamento dei corpi. Discorso a parte per la storia extra inserita al fondo del volume, che invece presenta uno stile decisamente vicino a quello di 2064 proponendo una pixel-art bidimensionale.

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Transumanesimo e futuro

Come già ampiamente discusso in precedenza, uno dei grossi focus di Read Only Memories – riportato anche nella serie a fumetti – è il far capire come giudicare in modo negativo e a priori gli innesti robotici o le ibridizzazioni in cui in un futuro alcune e alcuni di noi potrebbero sottoporsi è un atto discriminatorio.

Il lavoro di MidBoss e IDW vuole farci capire come l’angoscia dello sviluppo rischia di creare situazioni di esclusione e fobia che sono vicinissime alle discriminazioni che attualmente occorrono nella nostra società. Il cyberpunk, quindi, deve prendersi la responsabilità di non creare eccessivi allarmismi ma, piuttosto, fornire un’educazione al transumanesimo che sia sensata e non obbligatoriamente negativa.

L’amore tra un umano e un robot o impianti che donano alle persone sembianze da gatti non devono per forza di cose spaventarci – e in tal senso Read Only Memories richiama da vicino un capolavoro del cyberpunk, Transmetropolitan, per come intende la nuova umanità – ma anzi è necessario non costruire in modo assoluto dei sistemi escludenti.

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Per concludere Read Only Memories, nella sua versione a fumetti, non compie certamente un miracolo e non si discosta particolarmente dai tantissimi tie-in di proprietà intellettuali che da sempre IDW propone. Quello che deve fare, però, lo fa in modo assolutamente soddisfacente.

 

Luca Parri
Nato a Torino, nel 1991, Luca studia scienze della comunicazione come conseguenza della sua ossessione nei confronti delle possibilità che offrono i mezzi di comunicazione e ha lavorato come grafico e consulente marketing (lavoro che ha fatto crescere esponenzialmente la sua ossessivo-compulsività per le cose simmetriche e precise). Lo studio gli ha permesso di concretizzare la sua passione per i differenti linguaggi dei media, sperimentando con mano l'analisi linguistica e semiotica; il lavoro gli ha dato la possibilità di provare a inserire la teoria nel pratico. Studio e lavoro, insieme, lo hanno portato a scrivere di, tra gli altri argomenti, grafica pubblicitaria, marketing, comunicazione e comunicazione visiva collegata al videogioco.