Torna Hitman e lo fa in grande stile

Il reboot di Hitman fu una scommessa da parte di Square-Enix, tanto che il gioco venne pubblicato ad episodi per limitare i rischi. IO Interactive però fece centro alla grande, e uscì un ottimo stealth pieno di possibilità, tanto che oggi sono qui a parlarvi del secondo capitolo che, ve lo dico subito, è ancora un gran gioco. 

Hitman 2 continua da dove Hitman si interrompeva. La storia, ancora una volta, non ha grandi velleità narrative ma funge da collante per le diverse missioni, che appaiono anche un po’ appiccicate sul racconto se escludiamo le ultime due, più concretamente giustificate sotto il profilo narrativo. Poco male, perché per quanto esile il susseguirsi degli eventi ci permetterà di scoprire qualcosa sul nostro serioso protagonista, aprendo la strada per un terzo capitolo.

Quello di cui veramente vi voglio parlare però è il gioco, che funziona benissimo, diverte e lascia al giocatore un mare di possibilità. Partiamo innanzitutto dalla struttura, che è la stessa del primo nonostante l’uscita non frammentata. La prima cosa che mi ha colpito è il senso di continuità che si ha rispetto a Hitman, a partire dal menù e dal Legacy Pack: è possibile acquistare questo pacchetto a parte, se non si possiede Hitman, o riscattarlo gratuitamente se si ha già acquistato il primo capitolo. In questo modo vedremo all’interno di Hitman 2 l’intera campagna del prequel, aggiornata però alle meccaniche introdotte nel sequel. Un’ottima mossa da parte di Warner Bros, che agevola chiunque voglia vivere l’esperienza tutta assieme rendendo entrambi i giochi disponibili in un unico pacchetto.

Hitman 2 quindi continua esattamente la strada che aveva imboccato IO due anni, con un gioco suddiviso in missioni ben separate tra loro, ognuna delle quali ambientata in una mappa distinta dalle altre in cui il giocatore ha solo degli obbiettivi da uccidere, e tutto il resto è lasciato alla sua inventiva. Le possibilità sono ancora una volta molte, nonostante le mappe non siano così grandi per gli standard odierni. IO ci dimostra come non sempre l’estensione sia funzionale alla buona riuscita, costruendo aree di medie dimensioni ma dense di cose da fare e di possibilità, puntando tutto sul level design: i livelli sono ben strutturati sia quando ci si vuole infiltrare senza farsi vedere dai nemici, sia quando si ha la volontà di trovare altri espedienti per far capitare degli sgradevoli “incidenti” ai nostri bersagli, e aggiunge alle possibilità le storie da seguire.

Queste ultime funzionano come una serie di step da seguire per uccidere l’obbiettivo, e oltre a guidare il giocatore raccontano anche qualcosa di utile a contestualizzare l’identità e il ruolo dei malcapitati. Sono soluzioni intelligenti, soprattutto se si attivano i suggerimenti grazie ai quali è più facile seguirle; dico intelligenti perché in questo modo IO mostra al giocatore alle prime armi alcune delle possibilità offerte dal gioco, anche se alcune di queste sono peculiari e limitate a queste storie, e aggiunge qualcosa allo striminzito apparato narrativo. Andando oltre queste storie le possibilità sono davvero infinite e specifiche per ogni livello, e mi è capitato di trovare video su internet di soluzioni che mai avrei pensato di poter mettere in pratica, così intricate che anche mi fosse venuto in mente avrei rinunciato credendo fosse impossibile che gli sviluppatori fossero arrivati a tanto.

La creatività e la voglia di sperimentare solo la base di Hitman 2, e così nonostante il numero delle missioni non sia elevatissimo la rigiocabilità diviene il vero perno del gioco, spingendo in tantissimi modi diversi il giocatore a tornare a riaffrontare le stesse missioni in modo diverso. Questo è possibile anche grazie al sistema di ricompense realizzato da IO: ogni volta che si completa una missione si sbloccano nuovi punti di accesso alla stessa, nuovi posti dove potersi fare lasciare equipaggiamento aggiuntivo e nuovi travestimenti, oltre a suggerimenti sulle storie non completate. La fantasia è davvero l’unico limite: volete fare in modo che un bersaglio fumatore faccia il botto? Bucate una bombola di gas. Vi sentite poco creativi e volete fare una cosa pulita? Aspettate che qualcuno sia da solo e soffocatelo. Vi manca Job Simulator? Travestitevi da barista. Vi siete scocciati di fare le cose in modo raffinato? Imbracciate il mitra. Di cose da sperimentare ce ne sono veramente tante, ed è stata brava IO a suggerirle in diversi modi, come i dialoghi che potrete ascoltare casualmente girando per le aree, o più semplicemente studiando attentamente le abitudini dei vostri obbiettivi.

C’è anche il multiplayer in Hitman 2, ma è davvero poco interessante ed è evidente come si tratti di un accessorio del single player. Brevemente, le modalità messe a disposizione sono solo un paio: nella prima, Ghost Mode, ci si trova ad affrontare un altro assassino nella mappa di Miami, la seconda, con obbiettivi da uccidere che cambiano di partita in partita. I giocatori sono su due “realtà” diverse, e ognuno agisce quindi senza poter entrare in diretto contatto con l’altro. Vince chi uccide prima più bersagli.
La seconda offerta del pacchetto multiplayer si chiama Sniper Assassin, e ci mette di fronte una sola mappa in cui, appollaiati in compagnia, dovremo abbattere i nostri obbiettivi con un fucile da cecchino.


Il problema principale delle due modalità è sicuramente la ripetitività. In Ghost Mode giocheremo solo all’autodromo di Miami, mentre in Sniper Assassin solo alla villa in Austria. Sicuramente delle due la prima è quella con più potenziale, perché forza il ritmo normalmente lento di Hitman obbligando il giocatore ad essere più veloce e reattivo, ma anche a compiere omicidi nel modo più pulito possibile. Si tratta, come già detto, di modalità accessorie, ma che non è escluso possano rivelarsi divertenti se espanse e supportate.

Chiudiamo con l’aspetto tecnico di Hitman 2. Il motore di gioco e la resa complessiva sono le stesse del primo titolo. Il colpo d’occhio è ottimo grazie a mappe sempre ispirate, sempre vibranti della giusta palette cromatica e gremite di NPC. Il gioco si muove sempre senza incertezze né cali. Certo, se si vanno a vedere i singoli modelli e le singole texture non c’è certamente da entusiasmarsi, si vede in giro molto di meglio, ma quello che conta è l’impatto generale, e anche sotto questo profilo Hitman 2 si difende più che bene.

Verdetto 

Hitman 2 è il degno successore del gioco che ha riportato in auge uno dei franchise stealth più importanti del panorama videoludico. Non ci sono grandi innovazioni, ma tutto quello che nel 2016 faceva Hitman, Hitman 2 lo fa meglio. Le possibilità sono aumentate, le mappe sono un po’ più grandi e più strutturate, la storia è un filo meno pretestuosa e sono state fatte tante piccole aggiunte al gameplay che aumentano la profondità. In caso vi siate persi il primo capitolo, il Legacy Pack è il vostro biglietto per entrare in pompa magna nel nuovo Hitman, avendo a disposizione tantissime mappe in cui far sbizzarrire la vostra creatività omicida. Se già avete messo le zampe sul prequel, sapete già cosa vi troverete davanti. In ogni caso, l’acquisto è consigliatissimo!

Stay Nerd vi consiglia

Se avete astinenza di giochi stealth, non possiamo che consigliarvi Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, che incertezze narrative a parte è un gioco fenomenale. Se invece volete sperimentare uno stealth diverso, vi consigliamo Mark of the Ninja degli infallibili Klei! 

 

Luca Marinelli Brambilla
Nato a Roma nel 1989, dal 2018 riveste la carica di Direttore Editoriale di Stay Nerd. Laureato in Editoria e Scrittura dopo la triennale in Relazioni Internazionali, decide di preferire i videogiochi e gli anime alla politica. Da questa strana unione nasce il suo interesse per l'analisi di questo tipo di opere in una prospettiva storico-politica. Tra i suoi interessi principali, oltre a quelli già citati, si possono trovare i Gunpla, il tech, la musica progressive, gli orsi e le lontre. Forse gli orsi sono effettivamente il suo interesse principale.