Molti, troppi, infiniti…

Chiunque abbia visto Neon Genesis Evangelion, che si tratti dell’anime o dei film, non ha potuto non notare la montagna di riferimenti religiosi presenti nell’opera di Hidaeki Anno. Alcuni di questi sono espliciti, come gli angeli, le sacre scritture, i Magi e Adamo ed Eva, altri invece sono leggermente più nascosti, appaiono per pochi secondi o semplicemente non vengono spiegati.

Non cercheremo di interpretare tutti gli spunti che Evangelion offre allo spettatore perché, come affermato da Anno stesso, è un prodotto che permette allo spettatore di pensare con la propria testa e proprio per questo motivo le sue interpretazioni risultano infinite. Noi siamo qui oggi per fare luce su tutti quei riferimenti che sono rimasti sospesi nel vuoto, dirvi qual è il loro significato e soprattutto spiegarvi da dove provengano. Molti, infatti, sanno che Evangelion non fa riferimento soltanto al cristianesimo, ma altrettante citazioni vi sono per quanto riguarda l’ebraismo e la cabala. Abbiamo quindi selezionato sette riferimenti religiosi all’interno dell’anime e dei film di Evangelion di cui (forse) non conoscevate la provenienza.

1. La Lancia di Longino

La Lancia di Longinus o Longino è anche detta Lancia del Destino. All’interno della serie di Evangelion l’oggetto racchiude un significato estremamente importante, non solo perché Lilith ne è trafitta, ma anche perché la Nerv fece di tutto per recuperarla, trattandosi di un oggetto estremamente potente.

Ma da dove viene questa lancia? Dove l’abbiamo già vista?

La lancia di Longino è stata utilizzata in tantissimi prodotti, sia in campo videoludico che cinematografico (per non parlare di quello letterario), l’arma compare in effetti anche nella saga di Final Fantasy, più precisamente nel decimo capitolo, forse il più pregno di riferimenti religiosi. L’arma finale di Kimahri, infatti, si chiamava proprio Longinus! O, ancora, essa viene citata in Assassin’s Creed come frutto dell’Eden.

Ma chi è questo Longino?

Ebbene, secondo i testi sacri e più precisamente nel Vangelo di Giovanni (non viene citata negli altri sinottici), questa famigerata lancia sarebbe l’arma con la quale Gesù Cristo, dopo essere stato crocifisso, venne trafitto nel costato per constatarne la morte. Il nome della guardia che lo trafisse era proprio Longino.

2. Il Simbolo della Nerv

Il logo rappresentativo dell’organizzazione alla cui testa troviamo Gendo Ikari è estremamente significativo e rappresenta uno dei simboli più caratterizzanti di tutta la serie Neon Genesis Evangelion. Ciò che colpisce maggiormente nel logo, oltre all’utilizzo dei colori che richiamano al sangue e all’oscurità, vi è una foglia. Più precisamente una foglia di fico.

Nell’immaginario collettivo religioso la foglia di fico assume un significato molto importante perché si tratta dell’unico “indumento” utilizzato da Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden. Il simbolo viene quindi ricollegato al fatto che essi abbiano mangiato la mela proibita, o più precisamente, il Frutto della Conoscenza, come viene più volte specificato all’interno di Evangelion. La distinzione che viene eseguita nella serie è infatti quella di Frutto della Conoscenza e Frutto della Vita: gli uomini sono in possesso del primo, mentre gli angeli del secondo. Questo fa sì che il Frutto della Conoscenza rappresenti la scienza e la Nerv è effettivamente nata come laboratorio scientifico. Da qui, la scelta della foglia di fico come simbolo sembra piuttosto logica.

3. Il Logo della Seele

Visto che siamo in tema di loghi, sembra lecito citare anche il logo di quell’organizzazione che ha dato tanto filo da torcere al povero, freddo e distaccato Gendo Ikari nei suoi intenti di realizzare il Progetto di Perfezionamento dell’uomo (o meglio, realizzarlo come voleva lui). Il logo della Seele è rappresentato da un triangolo rovesciato e da sette occhi ben aperti e vigili. Se il logo della Nerv era un chiaro riferimento alla Genesi e quindi ad Adamo ed Eva, il logo della Seele si ritrova comunque nell’Antico Testamento: a quanto pare rappresenterebbe Yawheh, quindi il dio onnipotente ebraico, in quanto egli dovrebbe essere caratterizzato da sette occhi. Da notare che la maschera sulla faccia di Lilith crocifissa possiede anch’essa sette occhi e il triangolo rovesciato come il logo della Seele.

Il numero sette, infatti, sia nella tradizione ebraica quanto in quella cristiana, detiene un significato molto ampio. Nell’immaginario collettivo il sette è il numero di Dio. All’interno delle sacre scritture il numero ricorre un’infinità di volte: sette erano gli anni di abbondanza e di carestia che Giuseppe predisse al faraone, Re Salomone impiegò sette anni per far costruire il tempio all’eterno e ancora, nell’Apocalisse, praticamente tutta la narrazione ruota attorno al numero sette.

4. I rotoli del Mar Morto

Le Pergamene del Mar Morto vengono citate più volte all’interno dell’opera diretta da Anno, e più volte non ne viene svelato il contenuto preciso. Ma che cosa sono queste pergamene?

Ebbene, anche i riferimenti storici all’interno di Evangelion sono numerosi, in questo frangente possiamo parlare di un misto: le Pergamene del Mar Morto esistono veramente e non sono un riferimento biblico, quanto storico. Esse sono state scoperte in un’era piuttosto recente, tra il 1947 e il 1956. Sembrerebbe infatti che essi rappresentino l’ultima testimonianza scritta, ritrovata, di testi biblici e apocrifi. L’elemento più interessante al quale Evangelion si ricollega è la volontà della Seele di tenere al sicuro e nascosti questi rotoli del Mar Morto, in quanto contenenti segreti sul futuro dell’Umanità. Tempo fa circolò peraltro una teoria secondo la quale queste pergamene contenessero informazioni che avrebbero potuto minare le fondamenta del Cristianesimo e che quindi la Chiesa avesse deciso di tenerle segrete.

5. La Sala del Guf

Andiamo adesso incontro a un argomento controverso che è, in realtà, ancora aperto alle interpretazioni. Questa fantomatica camera del Guf (anche vista come Gaf) viene citata all’interno di Evangelion poche volte ma racchiude al suo interno un significato sostanziale. Innanzitutto bisogna sapere che la Camera del Guf, secondo la mitologia ebraico-cristiana, non è altri che una stanza all’interno della quale, si dice, risiedano le anime delle persone che attendono di trovare il proprio corpo. A questo proposito secondo la mitologia le anime all’interno della camera sono limitate e di conseguenza, quando essere finiranno, nascerà il primo bambino privo d’anima, segno della fine del mondo.

Ecco, in Evangelion, questa Sala del Guf sembra aleggiare nell’aere senza una collocazione precisa. Ritsuko la cita in merito alla nascita di Rei: secondo la dottoressa infatti la ragazza sarebbe nata senza un’anima (nell’interno del suo corpo sarebbe poi stata inserita l’anima di Lilith), ma se questo fosse vero, allora anche i bambini nati dopo Rei non dovrebbero possedere un’anima e questo si distacca dalla logica del mondo di Evangelion. In un altro caso si parla della Sala del Guf in riferimento alle stigmate di Lilith crocifissa, lasciando presupporre che sia al suo interno che risiedano le anime che attendono il proprio corpo. Ma, essendo queste supposizioni non confermate, non ne possiamo avere la certezza.

6. L’Albero delle Sephirot o Albero della Vita

All’interno della tradizione cabalistica l’Albero della Vita rappresenterebbe le leggi dell’uomo e dell’universo dettate da Dio. È composto da dieci centri energetici (le Sephirot) e ventidue sentieri che le collegano tra loro creando quelle che vengono definite le Vie della Saggezza. Ovviamente la composizione di questo Albero è molto più complessa all’interno della tradizione Cabalistica, ma senza avere lo spazio di entrare troppo nel merito, ci limiteremo a descriverlo a grandi linee.

L’Albero della Vita è onnipresente all’interno della serie di Evangelion, oltre alle citazioni orali infatti, ogni volta che vedrete una puntata (senza saltare la sigla, non potete saltare la sigla!) avrete l’occasione di vederlo. È proprio nell’opening che l’Albero della Vita appare per la prima volta (anzi, per ben due volte!). Lo stesso Albero viene raffigurato non solo durante la serie (ad esempio nell’ufficio di Gendo), ma anche nei film: in The End of Evangelion la serie degli Eva formano infatti lo schema dell’Albero della Vita e, ancora, nello stesso film si può notare lo schema quando Rei si trova nella vasca all’interno del Terminal Dogma.

7. Lilith

Il personaggio, l’essere più controverso di tutta la serie di Neon Genesis Evangelion rappresenta il secondo Angelo e si trova crocifissa nel Terminal Dogma della Nerv (anche se non viene mai svelato come siano riusciti a tenerla lì). Ebbene, anche nella mitologia Lilith è un personaggio controverso, rappresentato come donna-demone. Nelle trascrizioni mesopotamiche per esempio, ella non è altri che un demone associato alla tempesta. Nella mitologia ebraica è stata invece la prima moglie di Adamo che però venne cacciata dallo stesso perché si rifiutò di sottomettersi a lui, sia moralmente che sessualmente, e di conseguenza arrivò Eva. Lilith assume nell’immaginario collettivo contemporaneo diverse sfaccettature. Nel 1800 venne vista come simbolo di donna emancipata alla quale fare appello oppure, in ambiti religiosi, come demone ribelle e lussurioso in quanto, secondo altre Sacre Scritture, dopo essere fuggita dal paradiso terreste Lilith si sarebbe accoppiata con Lucifero e altri demoni.

Gli utilizzi della figura di Lilith sono stati molteplici. In ambito letterario vi è per esempio un libro di racconti di Primo Levi in cui viene citata. In ambito cinematografico o televisivo, per esempio in True Blood assume il ruolo di progenitrice dei vampiri, mentre in Lucifer Rising è lei stessa a evocare il diavolo. Anche in ambito videoludico ci si può sbizzarrire: si pensi soltanto alla serie di Borderlands con, appunto, la bellissima e potentissima Lilith, o anche a Final Fantasy IX, dove viene rappresentata come Boss, e ancora in The Binding of Isaac: Afterbirth, dov’è un personaggio giocabile. Lilith è quindi un’essenza particolare che assume un ruolo di spicco in molte forme d’arte.

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