Critiche da alcuni fan per la scelta di Chris Pratt: “l’interprete di Super Mario dovrebbe essere italiano”

Non è italiano“: così si possono sintetizzare le critiche sulla scelta di Chris Pratt come nuovo protagonista del film di Super Mario. Una serie di critiche che sono iniziate a piovere già a settembre, poco dopo l’annuncio che l’attore, volto di Star-Lord nel Marvel Cinematic Universe, sarebbe stato anche il nuovo Mario.

Prestare le proprie fattezze all’amatissima mascotte della Nintendo nel nuovo film di Illumination pone anche un altro problema. Mario, infatti, è rappresentato come un idraulico di origine italiana. Certo, poco più di un anno fa c’erano state affermazioni in senso opposto da parte della Nintendo, incarnata nella persona di Masayuki Uemura, il responsabile della progettazione del NES.

Nel corso di un’intervista a Kotaku aveva infatti sostenuto che Mario non fosse italiano, ma giapponese. ““Super Mario Bros non è ambientato in Giappone, ma il personaggio è giapponese. Il nome Mario sembra italiano, ma lui non lo è. Sono stati davvero bravi a cogliere quell’ambiguità”. Quanti di voi stanno pensando “Mamma mia?”

Al di là di queste affermazioni, abbastanza isolate a dire il vero, sia Mario che Luigi sono considerati universalmente come italiani o italo-americani. Cosa che, ovviamente, ha comportato qualche recriminazione sulla scelta di Pratt come protagonista. Ci si è infatti chiesti perché il personaggio non possa essere interpretato da un attore italiano o di origini italiane. Discussione che, almeno in Italia, non sembra aver scatenato chissà quale polemica, ma che pare sia stata avvertita con maggiore sensibilità negli Stati Uniti, dove gli italo-americani costituiscono circa il 6% della popolazione.

Qualcosa che, recentemente, ha fatto di nuovo parlare di sé attraverso le parole del regista del film Illumination, Chris Meledandri. Il filmmaker ha sottolineato come lui avverta questa problematica, essendo lui stesso di origine italiana. Ma che, a conti fatti, sia irrilevante ai fini della pellicola.

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Chris Melandri spegne le critiche: Chris Pratt resta il nuovo Super Mario

Il regista ha rilasciato una lunga intervista al portale Too Fab, nel quale si è parlato proprio del casting di Pratt. “Beh, essendo italo-americano anch’io posso capire le critiche”, ha ammesso Meledandri. “Capisco il tenore di certi commenti. Però Charlie Day, che interpreta Luigi, in realtà viene da una famiglia di origine italiana”. Ha poi continuato. “Tutto quello che posso dirvi per ora è che la voce di Mario che sta facendo per noi è fenomenale. Non vedo l’ora che la gente lo senta”.

Ha tuttavia anche sottolineato come alcune espressioni tipiche del personaggio, come la famosa catchphrase “It’s a-me, Mario!” potrebbero non essere parte del film. “Non è questo il tenore della pellicola” ha detto in maniera lapidaria e non molto chiara. Stando a Shigeru Miyamoto, che ha presentato il film durante il Nintendo Direct di Settembre, Pratt parlerà molto nel film. Secondo lui il prodotto sarà molto divertente.

Il film sarà nelle sale degli Stati Uniti durante le vacanze natalizie dell’anno prossimo, nello specifico il 21 Dicembre 2022, mentre per quanto riguarda il mercato europeo e il resto del mondo, la data d’uscita sarà rivelata in seguito. Nel cast troviamo:

  • Chris Pratt – Mario
  • Anya Taylor-Joy – Peach
  • Charlie Day – Luigi
  • Jack Black – Bowser
  • Fred Armisen – Cranky Kong
  • Kevin Michael Richardson – Kamek
  • Sebastian Maniscalco – Spike
  • Keegan-Michael Key – Toad
  • Seth Rogen – Donkey Kong
  • Charles Martinet – Cameo a sorpresa

Non resta che lasciare a voi lettori la parola. Cosa ne pensati di questa “polemica” attorno alla scelta di Chris Pratt come Super Mario? Pensate siano sensate le critiche? Lasciateci un commento!

(fonte: TooFab)

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Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.