Ricordare Sir Terry Pratchett: Noli Timere Messorem

Alla fine, Sir Terry, dobbiamo incamminarci assieme“. Queste le parole scritte da Rhianna Pratchett che commossero molti di noi lettori, un pomeriggio di quasi cinque anni fa. Parole pronunciate da Morte, uno dei personaggi più iconici di Pratchett, poco prima di tendergli la mano e andarsene per sempre.
Per gli amanti del genere fantasy perdere Sir Terry Pratchett fu un durissimo colpo. Non ci lasciava solo uno degli scrittori migliori del suo tempo. Il mondo diceva addio anche a un uomo dotato di una sensibilità e un acume rari, uniti a una bella e sana dose di creatività e follia, quella capace di trasformare uno “studente qualunque” (come lui stesso amava definirsi) in uno dei più grandi autori fantasy in assoluto.

Prendere in mano un libro di Sir Terry era un’esperienza unica nel suo genere. L’impressione non era quella di leggere un romanzo, ma di assaporarlo, sentendone il sapore sul palato, la consistenza sui denti, godendosi ogni riga, ogni secondo, ogni istante di lettura come fosse un boccone.

Forse perché Sir Terry era davvero riuscito a elevare il fantastico ad arte. A renderlo uno specchio della nostra realtà, tanto divertente quanto efficace nel suo messaggio. Ecco perché, passati quasi cinque anni dalla sua scomparsa, vogliamo celebrare insieme a voi la vita di Sir Terry Pratchett attraverso la sua letteratura. Un articolo dedicato soprattutto a chi ancora non conosce questo meraviglioso autore, in cui vi indichiamo dieci opere per cominciarne la lettura.

Allo stesso tempo chiediamo scusa a quanti conoscono già Sir Terry: scegliere solo dieci dei suoi romanzi è stato doloroso e sappiamo bene che molti di voi saranno insoddisfatti. È stato un po’ come selezionare solo dieci frammenti in un’opera d’arte, spezzando di fatto la sua integrità. Ecco perché invitiamo i lettori desiderosi di scoprire questo autore a farsi largo nelle lacunarie pubblicazioni italiane e recuperare quante più opere possibile (un consiglio spassionato: la loro lettura in lingua originale è decisamente migliore).

Preparatevi! Fate la vostra assicurazione! Correggete la scritta “Maggo” sul vostro cappello! Allertate le guardie! Rinforzate le vostre finestre nel caso siate miscredenti! Inizia una folle corsa nella testa di Terry Pratchett!

Terry Pratchett

Il Colore della Magia & La Luce Fantastica

In altre parole, benvenuti sul Disco! Vero, non stiamo parlando di un solo libro ma di una coppia di romanzi. Del resto non è possibile scindere questi due libri, i primi ambientati su Mondo Disco, il pianeta piatto che fluttua nel cosmo sorretto da quattro elefanti sul dorso di una tartaruga.

I primi due romanzi con protagonista Scuotivento, un mago fallito (anzi… maggo) incapace di lanciare qualsiasi magia per colpa dell’Octavo, un potentissimo incantesimo insinuatosi nella sua testa durante la sua adolescenza. Cacciato dalla scuola di magia della città di Ank-Morpork, l’Università Invisibile, si troverà a fare da guida turistica al ricchissimo Duefiori, il primo turista nella storia di Mondo Disco, accompagnato dal micidiale e psicopatico Bagaglio, un baule animato costruito con del legno magico.

E già da questo concetto si può intuire quale sia il leitmotiv del mondo di Sir Terry. L’idea di un turista armato di macchina fotografica in un contesto fantasy è solo l’inizio. Assicurazioni, smaltimento delle scorie… (ops!) degli zibaldoni magici, arrivismo accademico e divinità che spaccano i vetri delle case degli atei. Tutto questo e molto altro trova spazio tra le pagine di questi romanzi, senza risparmiare deliziose stoccate alla nostra realtà.

Il Colore della Magia fu il primo grande successo di Sir Terry: la sua lettura venne trasmessa in diretta radiofonica durante la trasmissione Women’s hour, contribuendo anche a formare l’immagine del suo autore. Uno scrittore attivo, desideroso di conoscere e confrontarsi con tutti i suoi fan, cosa che farà fino agli ultimi mesi della sua vita.

Morty l’apprendista

Lo abbiamo detto prima. Morte, personificazione antropomorfica del Tristo Mietitore, è uno dei personaggi ricorrenti più importanti nei libri di Sir Terry. Un personaggio poliedrico, capace dall’alto della sua “non-umanità” di interrogare alcuni aspetti fondamentali della nostra umanità. Purché in maiuscoletto.

In questo romanzo, il primo di un ciclo dedicato a Morte, facciamo la conoscenza di Mortimer, un giovanotto con poche attitudini che viene scelto dal Tristo Mietitore per diventare il suo apprendista. Un’occasione per riflettere non solo sulla nostra realtà e il nostro mondo, ma anche sulla necessità della morte, sulla sua ineluttabilità e il suo ruolo nell’universo. Peccato che queste grandi tematiche debbano essere affrontate da un ragazzo sprovveduto, che non ci mette molto a complicare l’esistenza del mondo con le sue azioni.

Il tutto mentre Morte decide di concedersi una vacanza e assaporare le abitudini umane. Inutile dire che anche questo sarà un disastro annunciato. Ma uno di quei disastri meravigliosi da leggere, che Sir Terry racconta con ironia e humour, mettendo a nudo alcune delle caratteristiche migliori della razza umana e non lasciandosi scappare qualche riferimento agli strani paradossi della storia (un uomo pessimo può creare un buon governo?).

Terry Pratchett

Going Postal

Seriamente… Qualcuno di voi sopporta la fila alle poste? Certo, l’ironia nei confronti del servizio postale italiano è all’ordine del giorno, quasi quanto il vanto per i britannici dell’efficienza di quello di sua maestà. Oppure no? Basterebbe leggere questo romanzo, inedito in Italia, per interrogarsi su quale sia la realtà.

Going Postal è una delle massime espressioni della visione di Pratchett del fantasy. L’applicazione di concetti del nostro mondo (come l’inguaiatissimo servizio postale di Ank-Morpork) a una realtà fantastica gli consente di ironizzare in assoluta libertà su alcuni degli aspetti più paradossali della vita di tutti giorni.

La cosa più paradossale di tutte? Vedere Lord Vetinari, Patrizio di Ank-Morpork, proporre al protagonista una scelta tra la morte e il rendere efficiente il servizio postale della città. E rendersi conto che forse essere giustiziati sarebbe stato più indolore.

E le poste sono solo il principio. Nel disperato tentativo di Moist von Lipwig di rendere efficiente il servizio postale trovano spazio riferimenti di ogni tipo alla nostra contemporaneità. Un’esperienza tanto delirante quanto esilarante, capace di conquistare ogni lettore.

Terry Pratchett

Buona Apocalisse a tutti!

Concediamoci una piccola divagazione dalla vita su Mondo Disco e torniamo sulla Terra, nel bel mezzo dell’Apocalisse. Molti di voi senza dubbio avranno visto la serie televisiva di Amazon e già conosceranno l’angelo Azraphel e il demone Crowley, protagonisti indiscussi di questo tentativo di fermare l’Armageddon.

Scritto in collaborazione con Neil Gaiman, Good Omens rappresentò la prima vera esperienza di quest’ultimo nella grande letteratura. E l’impressione è davvero di leggere un romanzo scritto da un maestro e un apprendista, con i due autori capaci di trovare una sinergia nei propri stili e realizzare un’opera sublime, migliore della somma delle parti.

Se avete apprezzato la serie tv ma non avete ancor messo mano al romanzo fate un favore a voi stessi: recuperatelo e leggetelo subito (anche qui consigliamo una lettura del testo in lingua originale). Anche solo per vedere una splendida incursione del mitico Mi-voglio-rovinare-Dibbler nel nostro mondo: l’Apocalisse si gusta meglio con un hot dog.

Soul Music

Musica con le rocce dentro, baby! Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla genialità di Sir Terry è pregato di recuperare questo libro (cercando di non farsi scoraggiare troppo dal titolo italiano “All’anima della musica“). C’è qualcosa di più folle, imprevedibile e geniale dell’inserire il rock n’ roll e la scena musicale in un libro fantasy?

Facciamo così la conoscenza del giovane Imp Y Celin e della sua band, un gruppo formato da un troll, un nano e dal Bibliotecario, ovvero un mago dell’Università Invisibile trasformato in orango per colpa di un incantesimo. Il giovane, dopo la rottura della sua arpa, riesce a rimediare uno stranissimo strumento musicale (una chitarra), preso da un sordido negozietto. E il Mondo Disco non sarà più lo stesso.

Con la complicità di Mi-voglio-rovinare-Dibbler, riciclatosi produttore musicale, inizia a spopolare una musica che non è parte del Disco. Una musica che fa comportare le persone in maniera strana, come l’anziano Decano dell’Università Invisibile che all’improvviso inizia una rivolta “giovanile”, orde di persone scalmanate ai concerti e la Gilda dei Musicisti sul piede di guerra perché tutti pretendono di fare musica. E questo mentre Morte sembra attraversare una crisi esistenziale, cosa che costringerà sua nipote Susan a prendere le redini della situazione!

A questo si aggiunge una satira perfetta della scena musicale: roadie, gadget, musicisti che cambiano il proprio atteggiamento diventando dei divi divengono parte di Mondo Disco. Anche se non dovrebbero esistere in quel mondo. In poche parole Terry Pratchett all’ennesima potenza.

L’arte della Magia

Il discorso relativo alla parità dei sessi e alla collocazione che dovrebbero assumere uomo e donna nella società ha avuto, negli ultimi decenni, un nuovo aspetto. Esistono ruoli e professioni tipicamente maschili e tipicamente femminili? Anche Sir Terry si pose una questione simile. Nel 1987, con Equal Rites.

Terzo romanzo del Mondo Disco e primo del ciclo delle Streghe, L’Arte della Magia ci propone una visione particolare degli incantatori nella realtà di Terry Pratchett. Una magia che si rivela essere arte tipicamente maschile, contrapposta alla stregoneria, femminile. Tutto questo cambia quando il mago Drum Billet nomina (per sbaglio) la neonata Eskarina Smith come sua erede, consegnandole il proprio bastone.

Nonostante i tentativi di Nonnina Weatherwax di farne una strega la piccola Esk crescerà applicando un tipo di magia considerato “sbagliato” per una ragazzina. Questo la porterà all’Università Invisibile, dove tuttavia non riuscirà a convincere i maghi ad accettarla come una di loro. In mezzo a una storia capace di prendere in giro anche le telecomunicazioni, Sir Terry solleva anche questioni relative agli stereotipi di genere. Cosa è giusto per il maschio e cosa per la femmina? Ma soprattutto, domanda che Esk sembra porsi di continuo, chi ha deciso cosa sia giusto e sbagliato?

L’intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini

Anche qui ci troviamo di fronte a un’ennesima prova della grande capacità satirica di Sir Terry. L’autore ci racconta la storia di Tiffany e il suo incontro con il piccolo popolo. Non esattamente quella massa di spiritelli allegri e divertente che vengono mostrati nelle fiabe.

Immaginate un’intera popolazione gestita dalle matrone, con uomini palesemente insofferenti a questa condizione. Il tutto condito con bevute, risse e furti di bestiame, presentati a una bambina di nove anni che in realtà dovrebbe prima di tutto scoprire le sue origini e poi se stessa, capire quale sia il suo ruolo nel mondo e la direzione che prenderà nella vita.

Tiffany si presenta a tutti gli effetti come un romanzo di formazione per i lettori più giovani. Eppure anche in questo caso ci troviamo di fronte a un mondo che prende gli stereotipi tipici delle fiabe, li ribalta o li estremizza a seconda della necessità, creando uno scenario surreale e divertentissimo anche per i lettori adulti. Quel genere di storia che avremmo voluto farci leggere da bambini, sicuri di far divertire anche i nostri genitori.

Una curiosità riguarda un adattamento mai realizzato di quest’opera. Pare che Terry Pratchett, leggendo la sceneggiatura, abbia deciso di stracciare il contratto con la casa di produzione. C’è da chiedersi quanti altri autori sarebbero disposti a fare altrettanto.

Terry Pratchett

Paul Kidby – The Faculty

La Scienza di Mondo Disco

Non molti lo sanno ma il giovane Terry Pratchett aveva un sogno: diventare astronomo. Un’ambizione che, stando ai suoi racconti, fu frustrata dalle sue scarse capacità matematiche. Nonostante questo la scienza rimase sempre una delle sue più grandi passioni.

Fu così che arrivò a confezionare, con l’aiuto degli scienziati Ian Stewart e Jack Cohen, un vero e proprio romanzo di divulgazione scientifica, in cui i maghi dell’Università invisibile, osservando il nostro mondo, finiscono per ricostruirne la storia, la cultura e, soprattutto, le leggi che lo governano.

Anche questo è un romanzo ideato per i più giovani, ma la leggerezza con cui Pratchett riesce a raccontare alcuni aspetti scientifici del nostro mondo lo rende una lettura adatta a tutte le età, piacevole da leggere e consumare.

Terry Pratchett

Tartarughe Divine

Essere prediletti da Dio non è mai facile. Specie quando si è solo dei ragazzi intenti a coltivare un orto di meloni e la propria divinità finisce per incarnarsi in una tartaruga. Vi sembra folle? Questo è Mondo Disco, signori!

La storia vede il dio Om discendere sul Disco per parlare ai propri fedeli. C’è solo un problema: tutti i seguaci della sua religione ormai hanno perso la fede in lui, accettando i riti più per abitudine e paura che per sincera devozione. Una vera tragedia quando si è divinità e il proprio potere dipende esclusivamente dalla quantità di fede dei credenti.

Ridotto quasi senza poteri, Om si trova intrappolato nel corpo di una tartaruga e dovrà chiedere aiuto all’unico umano che creda ancora in lui, il giovane monaco Brutha, il quale dovrà quindi aiutarlo a far rinascere la propria religione, svincolandola dalla terribile Quisizione, braccio armato del clero.

Terry Pratchett riesce qui a realizzare un’arguta distinzione tra fede e religione. Un concetto che tristemente non passa mai di moda e che possiamo ritrovare in gran parte della storia umana. Davvero seguire un culto significa credere in qualcosa? E quante delle persone che si definiscono credenti hanno realmente a cuore il messaggio della propria religione? Una casta sacerdotale è davvero guidata dal consiglio divino? Una riflessione che in Tartarughe divine Pratchett riesce a portare in scena con il suo stile unico, con ironia e senza alcuna ferocia nel suo attacco.

Terry Pratchett

A me le guardie!

Ci sono casi in cui un libro ti rapisce a partire dall’incipit. Casi in cui si parla di guardie, di quei personaggi che “in ogni opera di genere fantasy-eroico […] più o meno al capitolo 3 (o dopo 10 minuti di film) irrompono nella stanza, attaccano l’eroe uno alla volta e vengono massacrati. Nessuno chiede mai se sono d’accordo”.

Un libro dedicato a quella nobile professione che è la guardia cittadina, portando in scena l’ennesimo ribaltamento di un cliché da parte di Sir Terry. Per una volta le guardie non solo non verranno massacrate al terzo capitolo, ma salveranno anche la situazione.

Facciamo così la conoscenza di Carota Fabbroferraio, un giovane umano di stazza e forza belluine, cresciuto tra i nani di Mondo Disco. Giunto ad Ank-Morpork in cerca delle sue origini e di fortuna, il giovane entra al servizio della guardia del Capitano Vimes, un uomo affetto da una sindrome di lucidità estrema, costantemente “knurd” (l’esatto opposto di “drunk“, ubriaco) costretto a bere ettolitri di alcol per non cadere preda del proprio male di vivere.

Qui Terry Pratchett riesce a sfruttare un ambito poco utilizzato nei contesti fantasy, utilizzandolo per ironizzare su diversi leitmotiv della sua letteratura. Il drago che devasta la città, la donzella in pericolo, persino la storia del prescelto destinato a grandi imprese. E, soprattutto, mostra ai suoi lettori la forza di un libro, sia da un punto di vista emotivo che da quello fisico e materiale. Non capite il riferimento? Leggete e scopritelo da soli!

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