Good Omens: Buona Apocalisse a tutti!

Good Omens: Il 2019 sarà ricordato da molti come un anno di Apocalissi. Gli spettatori hanno dovuto dire addio a serie televisive e franchise di ogni tipo. Se il cinema ha visto la fine del ciclo degli Avengers e attende quello della nuova trilogia di Star Wars, la Tv ha assistito alla conclusione di Game of Thrones, con un finale causa di divisione e dibattiti tra i fan.

Forse anche per questo l’arrivo di Good Omens, per la maggioranza degli spettatori, è passato in sordina. Almeno è quanto è successo in Italia, complice è forse la poca fortuna del romanzo originale nel nostro paese. Stiamo parlando di Buona Apocalisse a tutti!, il risultato degli sforzi congiunti delle menti eccelse di Sir Terry Pratchett e Neil Gaiman.

Scrivere a quattro mani non è mai semplice. Sono necessari sforzi notevoli per poter coordinare le abilità degli autori, senza che uno soverchi l’altro. Ma quando a lavorare sono personaggi come Sir Pratchett e Gaiman le aspettative sono per forza altissime. Aspettative che il libro ripaga in maniera perfetta e quindi si riflettono sulla serie Tv, che arriva su Amazon Prime a oltre quattro anni dalla morte di Sir Terry.

E lo fa con grande stile, dando i ruoli di Crowley e Azraphel a due attori di spessore come David Tennant e Michael Sheen. E con due interpreti del genere nel cast, a cui si uniscono Frances McDormand e Benedict Cumberbatch nei ruoli di Dio e del Diavolo, le premesse per un grande show ci sono tutte.

Premesse che si sono state in un ottimo risultato. Questa miniserie diretta da Douglas MacKinnon si dimostra un eccellente adattamento dell’opera originale.

Ci siamo persi l’anticristo!

Le prime immagini dello show sembrano essere un magnifico tributo allo stile di Sir Terry. I lettori della saga di Mondodisco, nell’ascoltare la voce narrante mentre spiega i tentativi di calcolare l’inizio dei tempi, riconosceranno la sua affilata ironia, così squisitamente “british“.

Subito dopo la scena si sposta nel giardino dell’Eden. Il demone Crawly ha appena compiuto il suo dovere, facendo cadere in tentazione Adamo ed Eva. Subito dopo osserva la loro cacciata dal Paradiso Terrestre in compagnia di Azraphel, l’angelo protettore della porta ovest del Giardino, il quale ha donato ai due progenitori del genere umano la propria spada fiammeggiante per difendersi dalle bestie. I due si chiedono quali possano essere le conseguenze di questo gesto.

Crawly crede che ci sia del bene nell’aver donato agli umani la conoscenza e teme, da demone qual è, di aver sbagliato, di aver fatto la cosa giusta. Al contempo Azraphel non riesce a fare a meno di chiedersi se la Cacciata e l’aver donato ad Adamo la propria spada siano stati un errore. C’è del bene nel male commesso e del male nella misericordia? A soli sette giorni dalla creazione sembra presto per dirlo.

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La scena si sposta quindi al Secolo XXI. Due demoni consegnano a Crawly (ora noto come Crowley) un cesto. Al suo interno  si trova l’anticristo, il figlio di Satana destinato a portare alla fine dei tempi. Il compito del demone sarà quello di sostituirlo col rampollo di un diplomatico statunitense, appena nato in un ospedale gestito da un ordine di suore sataniste.

Qualcosa tuttavia va storto. Al momento del parto nell’ospedale si trova anche un’altra coppia, i signori Young, cosa che porterà le suore scambiare i bambini, affidando così il figlio del diavolo nelle mani della amorevole coppia inglese dell’Oxfordshire.

Del tutto inconsapevole di questo evento Crowley contatta Azraphel. Entrambi si sono adattati bene a vivere sulla Terra e non hanno interesse nello scatenare l’Armageddon. Per questo motivo decidono di mettersi in contatto con la famiglia dell’ambasciatore USA per avere entrambi un’influenza sul bambino, sperando che l’essere sottoposto sia alle forze infernali che a quelle angeliche faccia crescere il piccolo come un comune umano, capace di discernere tra il bene e il male.

I due comprenderanno di aver sbagliato ragazzo solo il giorno del suo undicesimo compleanno, quando ormai l’Armageddon sembra avviato.

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Eppure non tutto sembra andare come previsto. L’anticristo è infatti un normalissimo bambino di undici anni, il piccolo Adam Young, cresciuto da una coppia di genitori che lo hanno amato oltre ogni modo. Il risultato è che l’Apocalisse, pur iniziando a muoversi, non sembra seguire né i piani infernali né le previsioni celestiali.

Nel frattempo anche alcuni terrestri iniziano a muoversi in questo scenario. Da un lato abbiamo Newton Pulsifer, un giovane appena reclutato nell’esercito dei cacciatori di streghe; dal lato opposto c’è Anathema Device, discendente di Agnes Nutter, ultima strega britannica bruciata sul rogo, in possesso di un libro di profezie scritto dalla sua antenata. Un tomo misterioso, che potrebbe contenere i segreti per fermare l’Apocalisse.

Da quanto potete leggere qui la trama non si discosta da quella tracciata da Gaiman e Sir Pratchett nel 1990. Cosa della quale gli spettatori non possono che essere grati. Certo, la storia viene ambientata ai giorni nostri e molte cose vengono aggiunte (deliziosi i molti siparietti di Azraphel e Crowley nel corso dei secoli), per rendere il quadro più completo. Ma ciò non toglie che l’intera serie rimanga un perfetto tributo a quanto creato da due straordinari scrittori, capaci di dipingere con ironia una società che sotto molti punti di vista sembra davvero sull’orlo dell’Armageddon.

Società in cui i due protagonisti della vicenda Crowley e Azraphel, sembrano essersi ambientati benissimo. In fondo la buona cucina, la musica e gli alcolici di qualità non sono prodotti comuni, né all’Inferno né in Paradiso. Quale fretta può esserci nello scatenare un’evento che porrà fine all’universo e, con esso, a un gran numero di cose positive? Buona parte della trama si gioco proprio nella particolare amicizia che lega l’angelo e il demone protagonisti della vicenda. La bravura sta proprio nel dare il giusto risalto all’umanità dei due, mostrandoli non solo come messi delle proprie fazioni, ma soprattutto come amanti della vita a tutto tondo. Più umani degli umani, specie quando di mezzo sembrano esserci scelte morali.

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Good Omens: Un cast paradisiaco

Alla notizia che proprio Michael Sheen e David Tennant sarebbero stati i due protagonisti della vicenda, molti fan del libro fecero salti di gioia. L’attesa, possiamo dirlo, è stata ripagata con due interpretazioni magistrali. In mezzo a un cast sempre all’altezza della situazione, Tennant e Sheen spiccano per la loro bravura.

Crowley ci viene mostrato come un demone cosmopolita, amante della buona musica (alle audiocassette delle sua auto dobbiamo alcune delle migliori tracce della splendida colonna sonora) e del giardinaggio. La permanenza sulla Terra lo ha reso capace di capire come funziona la mente umana meglio di qualsiasi altro demone. Perché sforzarsi a traviare un santo quando basta scombinare la rete telefonica di Londra per portare alla dannazione migliaia di persone? In Crowley convivono cinismo e rammarico. In fondo lui non voleva schierarsi dalla parte sbagliata nel corso della ribellione di Lucifero; ha solo frequentato le compagnie sbagliate. E Tennant riesce davvero a mettere in scena tutta la complessità del personaggio, un demone che teme di aver fatto del bene nel corso della sua esistenza, domandandosi, qualche volta, se i piani infernali vadano davvero portati avanti.

Dall’altro lato abbiamo uno Sheen in grande spolvero, con un Azraphel praticamente identico alla sua controparte cartacea. Un angelo che tuttavia sa godersi i piccoli piaceri terreni, come i dolci, un sushi fatto a regola d’arte, il buon vino e, soprattutto, i libri. La bottega di Soho di Azraphel sembra davvero uscita dalla mente di Sir Terry. Pur essendo un soldato delle milizie celestiali l’angelo non può fare a meno di chiedersi se lasciare che l’Apocalisse si scateni sia una cosa giusta. Un evento traumatico come quello finirebbe per coinvolgere anche degli innocenti, può davvero essere parte di un piano divino? Nel dare corpo all’angelo Sheen riesce a mettere in scena un personaggio in cui convive una bontà davvero umana, molto distante da quella dura e pura del superiore Gabriele, e con una dose di ingenuità a volte irritante, molto più spesso adorabile.

Il complesso rapporto che lega Crowley ad Azraphel è uno dei leitmotiv portanti dello show. Possono due persone tanto diverse collaborare ed essere amiche? La risposta è: perché no? Specie se si vogliono salvaguardare gli stessi interessi, come proteggere quelle deliziose bottiglie di vino rosso francese.

Good Omens si rivela subito per lo quello che è: un tributo all’umorismo di Sir Pratchett, un modo per elevare il fantasy alla sua massima interpretazione, quello di una ferocissima satira contro la nostra società. Se dobbiamo davvero andare verso la fine del mondo, almeno facciamoci una risata e diamo libero sfogo alla nostra ilarità.

Godiamoci, insomma, questi buoni presagi, con un umorismo inglese sempre divertentissimo e mai volgare. Se siete fan del light fantasy non lasciatevi scappare questo show. Anche se non lo siete, questa serie potrebbe convincervi su due piedi a recuperare tutte le opere di Gaiman e l’intera epopea del Mondodisco. Specie se vi considerate tra le persone deluse dal finale di Game of Thrones, Good Omens sarà per voi la dimostrazione che c’è ancora luce alla fine del tunnel e che, nonostante tutto, si possono ancora creare serie fantasy di qualità.

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