La strada di un grande maestro

Dopo la testata Tesori International, avviata un anno fa da Panini Comics sotto una spinta decisa del pubblico che desiderava una ristampa di qualità delle opere Disney più significative degli autori stranieri, ora ne arriva un’altra, parallela e d’impostazione simile, chiamata Tesori Made in Italy. Come si deduce dal nome quest’ultima presenterà, a cadenza bimestrale, una selezione delle migliori fatiche dei fumettisti nostrani. Scelta saggia e oculata, dato che la tradizione Disney nel bel paese può vantare alcune delle firme più apprezzate e delle matite più leggendarie, acclamate non solo in patria ma anche all’estero. E se la precedente prendeva il via con una riproposizione dell’ormai mitica Saga di Paperon de Paperoni di Don Rosa, indiscusso erede di Carl Barks, Tesori Made in Italy non è da meno per importanza e prestigio, dato che sbarca in edicola e in fumetteria con l’obiettivo di ripercorrere le tappe più significative di un maestro in servizio da ben 50 anni: Giorgio Cavazzano.

Tesori Made in Italy inaugura la propria avventura editoriale con sei numeri bimestrali, che seguiranno il cammino artistico del disegnatore veneziano in tutte le sue evoluzioni stilistiche e grafiche. Il perché è facilmente intuibile: il 2017 segna l’anniversario del suo mezzo secolo di attività, un traguardo sensazionale che merita di essere adeguatamente festeggiato per tutti i 12 mesi che lo compongono. Celebrazioni che sono già iniziate alla grande sul Topolino delle scorse settimane, con la storia di Topo Maltese illustrata per l’appunto da Cavazzano.

Fa uno strano effetto confrontare il racconto uscito in edicola con quelli contenuti all’interno del primo numero della collana, perché consente di percepire la vastità del percorso compiuto del disegnatore veneto. Un percorso che, per quanto accomunato da alcuni tratti tra loro simili nel corso degli anni, dimostra l’immenso bagaglio artistico del maestro e che, come per tutte le grandi matite del fumetto, continua ad evolversi, cambiare, battere nuove strade, perché i migliori non smettono mai di rinnovarsi. E sarà lo stesso Cavazzano a narrarci, passo dopo passo, la strada che ha portato il suo stile a reinventarsi continuamente. Sì, perché l’autore, attraverso diversi contenuti inediti, sketchbook, bozzetti, disegni di prova e commenti personali, illustrerà le varie tappe del suo stesso viaggio.

In questo numero 1, le performance artistiche raccolte appartengono al periodo che potremmo definire della “giovinezza”, quando, dopo un decennale apprendistato sotto la guida di Romano Scarpa e i primi anni in Disney, comincia a sviluppare uno stile nuovo e personalissimo, che lo porterà ad influenzare direttamente le pubblicazioni del periodo e a dare i natali a moltissimi personaggi amatissimi. Non a caso, la prima storia è Paperino e l’avventura sottomarina, che introduce una paperella entrata di diritto nel cuore dei lettori: Reginella. Comparsa sul Topo 872 del 20 agosto 1972, la regnante di Pacificus è una delle creazioni grafiche più note di Cavazzano (per la sceneggiatura di Rodolfo Cimino) che, come spiega egli stesso, ha realizzato cercando di tenersi il più lontano possibile dalle forme delle papere tradizionali e prendendo ispirazione dal piccolo pulcino Calimero, che a quei tempi spadroneggiava in TV.

La seconda storia, invece, è quella che lo stesso disegnatore definisce una svolta nella sua arte: Zio Paperone e l’operazione Galeone. Pubblicata sui numeri di Topolino 937 e 938, la vicenda vede i paperi al centro di una classica caccia al tesoro sommerso. Questo topos ricorrente fu l’occasione per Cavazzano di sperimentare nuovi modi di proiettare i personaggi nello spazio, così da scoprire una profondità di campo prima inedita.

La terza è un vero gioiellino di comicità: Paperoga e il peso della gloria. Si tratta, infatti, di una gemma della coppia dei “due Giorgi”, Cavazzano e Pezzin, che in quegli anni si erano cimentati in una serie di episodi in cui lanciavano Paperino e Paperoga in avventure surreali e pazzesche, dove finivano per combinare ogni sorta di disastri. Qui l’artista veneziano risalta nella rappresentazione di tavole scattose, dinamiche, elettriche, illustrando vicende bizzare, marchignegni complessi e uno spettacolare sottomarino.

Poi abbiamo Zio Paperone e la moneta disco volante, datata 11 luglio 1982. Questa storia è famosa per aver portato sulle scene per la primissima volta Umperio Bogarto, lo scanzonato investigatore che deve la nascita alla sua controparte hollywoodiana (Humphrey Bogart), che comparirà svariate volte nel corso degli anni, spesso affiancato da quel cataclisma vivente chiamato Paperoga.

Infine, l’ultima è una vera e propria chicca per appassionati: Zio Paperone e l’appuntamento sul Vesuvio, una delle primissime collaborazioni estere di Cavazzano, che dimostra la capacità del disegnatore veneziano di adattare il proprio stile alla narrazione di stampo tipicamente francese.

In definitiva, questo volume è un autentico spettacolo, la prima tappa di un lungo viaggio che ci permetterà di ricalcare le orme di un grande maestro come Giorgio Cavazzano. La componente inedita poi, costituita da introduzioni, bozzetti, commenti personali del disegnatore, sono delle occasioni uniche per osservare da vicino l’approccio al lavoro di un fuoriclasse del fumetto. Non solo: Cavazzano non si risparmia e racconta nel dettaglio i processi creativi che l’hanno portato a varare una particolare soluzione, o a scegliere il riferimento principale per i suoi disegni. Un’occasione unica per entrare nella testa e vedere con gli occhi di uno dei maggiori fumettisti della nostra epoca. L’attesa per i prossimi cinque numeri è già alle stelle.

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