In onore dello Star Wars Day, Disney offre ai suoi appassionati l’ennesima interessante intuizione fuoriuscita dall’incredibile mondo di Lucas

Ogni Credo ha il suo giorno sacro.
Dalle religioni ufficiali, fino alle realtà più goliardiche, la giornata di festa è un evento unico durante l’anno per tutti gli “adepti”. L’universo di Star Wars, ovviamente, non poteva mancare da questa lunghissima lista. Su tutti i calendari dei più grandi appassionati delle Guerre Stellari più famose della galassia, il 4 Maggio (per via della sua assonanza in inglese) è un giorno cerchiato di rosso. Disney, pertanto, non poteva che celebrare questa ricorrenza se non con un regalo speciale: The Bad Batch.

La produzione seriale lanciata su Disney+ è una serie animata incentrata sulle avventure del gruppo di cloni più intraprendente della Repubblica.
Hunter, Echo, Tech, Wrecker e Crosshair, formano un gruppo speciale di cloni geneticamente modificati, divenuti celebri durante la guerra contro i separatisti per imprese memorabili e al limite della sopravvivenza. Le loro missioni sono caratterizzate da una sequela di azioni che hanno impresso il nome della Clone Force 99 (soprannominata Bad Batch) nel firmamento di Star Wars, ottenendo, pertanto, anche una meritata serie TV.

La produzione Disney si compone di 12 episodi a cadenza settimanale, caratterizzati da un classico minutaggio standard per simili produzioni (tra i 22 e i 30 minuti ca.). Eccezion fatta per la prima puntata da 70 minuti, volta a darci un grande cappello introduttivo.

La creatura animata dalla casa di Topolino è ambiziosa e propone uno stile energico e dinamico. Le animazioni sono riprese dalla serie cult “Star Wars: The clone wars”, evidenziando, volutamente, il proseguimento spirituale dell’opera di Filoni.
Il nuovo guru di Star Wars, infatti, dopo il memorabile successo di The Mandalorian, torna in prima linea con questo prodotto ambizioso e gustoso.

The Bad Batch non è solo una serie animata, ma va ben oltre i canoni classici dell’animazione d’azione. Scordatevi gli stilemi che stanno inglobando le nuove realtà su schermo. Niente violenza come con Invincible, o profondità come Love, Death Robots. L’A-Team di Star Wars ci offre uno spettacolo che, sotto la completa influenza disneyana e starwarsiana, richiama gli action movie degli anni ’80, riuscendo a conquistare una grande fetta di pubblico.

La scelta di Filoni è chiara: Niente prodotti per bambini. Disney, con The Bad Batch, deve offrire un’esperienza a 360 gradi a tutti i fan della saga, ma anche a chi non ne è realmente appassionato.
Le armi a disposizione di Hunter e dei suoi uomini sono numerose, ma al linearità di sviluppo è tra le principali. Infatti, nonostante una struttura narrativa facilmente intuibile, la semplicità della serie ne aumenta l’appeal. Le scene di azione sono un contorno perfetto per uno sviluppo di trama chiaro e ben definito.

Basta con le produzioni autoreferenziali e cervellotiche, diciamo sì alla leggerezza e al dinamismo alla portata di tutti.

La serie, ambientata subito dopo la conclusione della Guerra e i primi passi del nuovo Impero galattico, si propone di narrarci le vicissitudini che, fino ad ora, erano rimaste sopite nei fumetti o nei libri. Con Bad Batch finalmente vedranno la luce le dinamiche relative alla “rottamazione” delle armate di cloni, l’ascesa dell’Impero e le vicende interne al pianeta Kamino.

La carne al fuoco, potenzialmente, è veramente tanta e le possibilità di uno sviluppo avvincente aumentano durante il consumo del minutaggio. Perché se da un lato siamo costretti a storcere il naso per alcune scelte di story banali, dall’altra parte ci ritroviamo a gioire per la capacità dello show di catturarci.

Le sequenze sono fluide, la story, come già detto, è facilmente intuibile, ma le sottotrame colpiscono profondamente anche gli atei di questo mondo. La struttura narrativa viene agevolata dalla costante presenza di azione allo stato puro, e riesce ad arrivare sullo schermo una degna caratterizzazione dei personaggi.

Gli stilemi sono quelli classici e che riprendono figure come “il leader”, “l’energumeno buono”, “il tecnologico intelligente” ecc., ma non cozzano con il contesto e risultano apprezzabili ugualmente

Disney è consapevole del proprio diamante grezzo, e con Bad Batch mette in scena una produzione convincente e frizzante. La fondamentale strategia che vede come protagonista un gruppo di “super”  fuori dagli schemi è già vista, ma la linearità del progetto ci è già giunta con le precedenti narrazioni seriali di Star War, il ché ci fa ben sperare. Nonostante un primo episodio che mette in evidenza alcuni punti deboli, The Bad Batch viene promossa al suo esordio, nella speranza che Disney riesca a mantenere un livello così alto anche per il resto dello show.

NClasse '95, nato a Roma dove si laurea in scienze della comunicazione. Cresciuto tra le pellicole di Tim Burton e Martin Scorsese, passa la vita recensendo serie TV e film, sia sul web che dietro un microfono. Dopo la magistrale in giornalismo proverà a evocare un Grande Antico per incontrare uno dei suoi idoli: H. P. Lovecraft.

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