Su Netflix arriva The Guilty, il film di Antoine Fuqua con Jake Gyllenhaal, remake de Il colpevole – The Guilty di Gustav Möller

Nel 2018 Il colpevole – The Guilty (Den skyldige) di Gustav Möller fu una piacevolissima sorpresa cinematografica, al punto che venne candidato come pellicola danese destinata a concorrere per entrare nella cinquina degli Oscar per il miglior film in lingua straniera del 2019.

La storia è quella di un agente di polizia finito nei guai sul lavoro e temporaneamente confinato al call center delle emergenze, e tra vicende familiari e un delicato processo da affrontare, rispondere alle chiamate non è la sua attuale priorità, ma la telefonata di una donna rapita che finge di parlare con la figlia richiama la sua attenzione.

Ed è la medesima narrazione che ritroviamo nel film Netflix The Guilty, perché l’opera di Antoine Fuqua è un remake shot-for-shot fedele quasi in tutto e per tutto, tranne il contesto che circonda il protagonista Joe (Jake Gyllenhaal) e gli altri operatori. Non siamo infatti nell’atmosfera fredda e asettica del call center danese, ma a Los Angeles in una notte frenetica in cui le linee impazziscono per via di alcuni incendi che stanno mettendo in serio pericoli molti abitanti di LA, e che si uniscono al già consueto traffico telefonico con cui è costretto ad avere a che fare abitualmente il 911.

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Dalla Danimarca a Hollywood

Ma al di là di questo, sono pochissime le differenze strutturali da The Guilty di Fuqua e l’originale di Möller, sebbene il film Netflix sia indubbiamente impreziosito da un protagonista d’eccezione e abilissimo a giocare con le espressioni del viso. Parlavamo della natura eclettica di Jake Gyllenhaal già in questo nostro articolo, e ribadiamo il concetto anche qui, dopo aver assistito all’ennesima prova dell’attore californiano in cui attraverso i suoi occhi, tramite quello sguardo tormentato e angosciato riesce a trasmetterci tutta la tensione di un uomo la cui vita è stata da pochissimo stravolta e a cui si aggiunge una pericolosissima situazione in cui più persone rischiano la vita e molto dipende anche da ciò che sarà in grado di fare lui.

Il film danese, pur mantenendo sempre piuttosto alti i ritmi, giocava meno sulla tensione e di conseguenza il protagonista interpretato da Jacob Cedergren era assai più freddo e compassato, mentre il rifacimento hollywoodiano è più nervoso, più vivace, e lo spettatore riesce a percepire in maniera vibrante tutta l’angoscia che assale Joe, che peraltro fa ben poco per nasconderla.

Tutto questo certamente favorisce la nostra immersione totale in un’opera comunque avvalorata da un minutaggio di un’ora e trenta circa, che non consente cali di tensione.

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Ovviamente, dobbiamo dirlo, chi ha già visto il film di Moller e lo ricorda piuttosto bene potrebbe avere in alcuni momenti la tentazione di cliccare su avanti veloce o abbandonare direttamente, non per qualche difetto insito nell’opera di Fuqua, ma per una ripetitività di fondo che è naturalmente il rischio dei remake shot-for-shot.

Per tutti gli altri però la visione di The Guilty su Netflix non subirà intoppi, pur in un andirivieni frenetico che tiene sulle spine dall’inizio alla fine e in cui ogni tanto ci sarà bisogno di una boccata d’ossigeno, come fa Joe col suo inalatore.

The Guilty è su Netflix dal 1 ottobre 2021.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Deputy Editor e Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna la mia attuale sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.