Gli Odiosi Otto affrontano la Switch

Difficile immaginare le impressioni di chiunque abbia assistito alla presentazione di Nintendo Switch. Da un lato sembra che la casa di Kyoto abbia fuso in un solo prodotto tutto ciò che che ha fatto negli ultimi 10 anni. Abbiamo quindi una console con i controller dotati di sensori di movimento, uno schermo tablet, la possibilità di portarla ovunque… Ecco se devo essere sincero più che una console nuova, Switch mi sembra la fusione di Wii, Wii U e Nintendo 3DS.
Le prospettive quindi di creare molti concept nuovi e diversi tra loro ci sono, ma ancora una volta dovranno confrontarsi con il collo di bottiglia causato da un hardware nuovamente non al passo coi tempi, che bene o male taglierà fuori una enorme fetta di publisher e conseguentemente di utenza, e dall’altro scogli come un prezzo non bassissimo per la natura dell’hardware stesso, un’autonomia non delle migliori (si parla di circa 3 ore) e un online a pagamento sono cose che potrebbero pesare sulla scelta dei giocatori. Oltre a questo, come sempre, rimane la “magggggia” di Nintendo a portare avanti la baracca, un nuovo Mario che pare tornare al classico, e uno Zelda che dall’ultimo trailer sembra più affascinante che mai. Insomma, la filosofia di Nintendo non cambia proprio mai, dopo tutto. È un bene? È  un male? Forse è presto per dirlo, intanto ecco otto pareri “a caldo” dalla redazione di Stay Nerd sulla presentazione di Nintendo Switch.

Raffaele Giasi

Nintendo Switch si fa un po’ più tangibile. Un po’, senza in effetti dire tutto di sé e questo mi lascia alquanto stranito. Intendiamoci: come avevo detto qualche tempo fa io ci credo in questa Nintendo Difference, nella misura in cui Nintendo mi sembra molto più convinta, consapevole e certa di quello che dovrebbe essere “il senso” della sua console. E se ci crede Nintendo, come dimostrato da Wii, allora ci credono tutti. Eppure delle cose non mi sono chiare: non si è ad esempio parlato di profili e gioco online, né del doveroso rifacimento di quelle feature che ad oggi sono il tallone d’Achille della casa di Kyoto. Certo, ci sarà un abbonamento mensile, e questo già un po’ mi rincuora (non che mi rincuori pagare, ma se c’è un prezzo probabilmente c’è un prodotto, e quel prodotto… cosa che ad oggi non c’era) ma per il resto non ci è stato detto granché. Anche la line-up al lancio mi lascia perplesso. Una buona scelta di jrpg dal profumo squisitamente nipponico, ma per il resto? Mario e Zelda. Adoriamo Mario e Zelda ma questo è l’errore in cui Nintendo ricade da anni: affidarsi a due o tre franchise sperando di vivere di rendita. OK, li vogliamo, ma andiamo avanti. La paura è che giocoforza con i paddini, la console che si porta in giro, cazzi e mazzi “social”, si perda un po’ la sostanza della line-up nel medio/lungo termine. E la line-up è tutto, forse più della difference. Che “Sì OK, bello bellissimo”, ma non voglio comprare un altro fermacarte da 300 Euro.
Comunque ho voglia di dirvi qualcosa in più sulla faccenda, per cui vi rimando qui.

Francesco Paternesi

L’attesa è stata snervante, la sveglia estenuante, ma alla fine abbiamo potuto vedere per bene cosa è Switch e, personalmente, il mio hype iniziale sta vacillando non poco.
 Siamo di fronte ad una console che vuole innovare e sicuramente riesce nell’intento, offrendo ciò che Nintendo ha voluto fare con Wii e Wii U ma con un progresso tecnologico decisamente più spinto e credibile rispetto al passato. Un ibrido che però va a scontrarsi con delle problematiche trite e ritrite, a partire da una line-up di lancio pressoché inesistente passando per un prezzo che, in Italia, diventa una discriminante non da poco.
Sicuramente l’appoggio delle terze parti sembra convincente, tuttavia la finestra di lancio risulta più pericolosa del previsto e, con una concorrenza che ha ormai tre anni di vita alle spalle, la strada di Switch comincia in salita. Nintendo non può permettersi passi falsi e, avendone già commessi in questa conferenza, possiamo solo augurarci il meglio perché la spada di Damocle si sta muovendo e non è il caso che caschi.

Pasquale Sada

Le presentazioni Nintendo mi lasciano sempre con misto di sentimenti: da una parte apprezzo il coraggio con il quale cercano di innovare a livello hardware (e chiunque sa quanto costa investire in simili progetti può capirne l’entità), dall’altra rimango sempre più stupefatto dalla sfacciataggine con cui sfruttano la loro gallina dalle uova d’oro, fottendosene altamente di tutto il resto. È un atteggiamento comprensibile ma non giustificabile. Esattamente l’approccio che dopo la sculata di Wii gli ha fatto perdere terreno con i giocatori moderni. Mi domando cosa farà Nintendo quando le nuove generazioni, non più sotto l’incantesimo dei vari Mario e Zelda, gli sbatteranno in faccia la realtà. Per ora godiamoci un altro anno fatto di gente che fa finta di giocare a tennis dentro il salotto e una line-up fatta dei soliti titoli e deserto all’orizzonte. Perché si sa quello che conta è la Nintendo Difference.

Gabriele Atero Di Biase

Per restare in tema, passare dall’hype all’analisi lucida non è facile come “switchare” modalità di gioco.
Sono ancora convinto che la nuova macchina Nintendo sia molto valida, ed anche abbastanza innovativa per quanto questa parola abbia perso di significato nell’industria videoludica odierna. Cambiare così facilmente da mobile a home console e viceversa, l’idea dei due controller staccabili, il ritorno alle cartucce così vintage e moderno al tempo stesso, restano delle figate. Anche il “nuovo” online promette bene.
Di contro c’è una line-up iniziale che, tolto Zelda, è poco entusiasmante. Super Mario Odyssey, Mario Kart e Splatoon 2 non ci saranno al lancio, laddove ad accogliere i primi giocatori che compreranno la console ci saranno due mezze fesserie come sembrano essere 1-2 Switch ed Arms.
Inoltre il prezzo, superiore alle aspettative sia della console (rumors vogliono un prezzo di 330 Euro per l’Europa, e se già il cambio 1:1 col dollaro è una ladrata, figurarsi questa) che degli accessori, con un secondo set di Joy-Con in vendita ad 80 dollari, fa scemare un po’ di quell’entusiasmo iniziale.
Insomma se dopo il teaser avevo pensato “La voglio ieri!”, adesso il discorso è: “La voglio?”. E alla fine la risposta rimane affermativa, ma il dubbio ormai si è insinuato. Sta a Nintendo spazzarlo via.
Bene ma non benissimo, per chiuderla in quattro parole.

Luca Marinelli Brambilla

Mesi di hype, ad aspettare Switch. Poi quel bel video di presentazione, e le speculazioni. Quanta bella roba ci sarà al lancio? La mente già volava in alto, sognando una macchina che aveva senso comprare al day one.
Stamatina, invece, dopo una nottata sveglio ad attendere la presentazione, il sogno si è infranto. Nulla di tutto quello che avrei voluto vedere si è realizzato. Una console che uscirà senza giochi che valgono l’acquisto immediato. Una console con un concept interessante, questo già si sapeva, ma sulla quale, ancora una volta, non vedo i titoli che vorrei vedere da parte di Nintendo.
Zelda. Ok, bello, ma ormai lo conosco, e ci posso giocare su Wii U. Mario, che sembra quel Sonic del 2006 che tanto abbiamo preso per il culo. Splatoon 2, bellissimo, ma non c’è al lancio. In fondo, quindi, perché dovrei spendere questi soldi a marzo? Facciamo però un passo indietro, e ragioniamo.
Hanno annunciato anche altri giochi, come Sonic Mania, NBA 2K18, Skyrim. Ma perché comprare la console Nintendo per giocarli, quando verosimilmente buona parte dell’utenza ha già sotto la TV macchine per le quali questi saranno rilasciati? Nintendo, ancora una volta, sembra in ritardo, con una console dal prezzo fuori mercato, e senza esclusive che valgono l’acquisto della macchina. Scendo dall’hype train, mesto.

Eugene Fitzherbert

Sono ancora nella fase Shut up and take my Money, anche se l’entusiasmo si è un po’ stemperato. Nintendo è stata in grado di generare un piccola tempesta. Da una parte non vedo l’ora di avere lo Switch tra le mani, dall’altra ho tanta paura di non poterci fare niente se non guardarlo.
Il parco titoli presentati è povero e molto dilazionato nel tempo e pare che a parte Zelda (che  sarà qualcosa di meraviglioso, non ci sono dubbi) non ci saranno veri titoloni al lancio. Tutto quel che di bello si è visto – nomi sacri come Mario e new entry come il blasonato Splatoon 2 – è stato stemperato dalla quantità indiscriminata di porting (Skyrim, davvero, BASTA!), talvolta di roba vecchia di generazioni… Sulla carta Switch potrebbe diventare il paradiso degli amanti dei jRPG, ma per arrivare a mettere le mani sul progetto incredibile di Square-Enix, purtroppo dovremmo sorbirci ore e ore di casualities e 1,2 Switch, e questa è la cosa che più mi terrorizza, perché dopo due partite, questi giochi mostrano la loro completa inutilità… E comunque:
Shut up and TAKE MY MONEY.

Gianluca Boi

Ho avuto quasi una sensazione di svogliatezza nell’assecondare l’hype che è montato per la console. Nintendo fa il compitino per casa e si notano diversi dubbi, numerabili ed importantissimi per la buona riuscita di questo nuovo viaggio chiamato Nintendo Switch.
Numero uno: le feature della console. È portatile, è “modulare”, c’è il touch screen capacitivo, c’è il motion controller. Ma i second/third party che utilizzeranno queste feature e giustificheranno i 300€?
Numero due: le feature della console, parte II. Una console portatile con il motion controller è un po’ un’ossimoro. Wii/WiiU funzionano in casa, al chiuso. Ma seduti sulla poltrona di un treno o di un aereo? Da non sottovalutare la problematica “aria aperta” per i sensori del motion controller, ricordate Miyamoto alla presentazione di Skyward Sword? Bastarono dei faretti per mandare in tilt tutto.
Numero tre: la mancanza di giochi. Non la qualità, non le possibili esclusive. Proprio i giochi, nel modo più concreto possibile. Mario, Zelda, JRPG, ma poi? Acquistarla al lancio è quasi un atto di fede, messa così. E considerato ciò che è accaduto con Wii U, un atto di fede rischioso.
Diffidente, ma non ancora deluso.


Mariano Adamo

E fu così che oggi salimmo definitivamente sul treno dell’hype guidato da mamma Nintendo. Prima di proseguire oltre vi dico, in tutta onestà, che acquisterò Nintendo Switch al lancio. Perché questa precisazione? Perché in realtà, tralasciando l’hype di cui sopra, il Nintendo Switch non poggia su basi realmente solide. Siamo venuti a conoscenza dei giochi del lancio (qualcuno ha detto Zelda?), alcune specifiche tecniche, prezzo (bene, ma non benissimo) e i progetti futuri, come il nuovo supporto online e così via.
Inutile commentare oltre prezzo e giochi al lancio, in questo senso bisogna essere imparziali, e anche qualora foste fan sfegatati di Sony o Microsoft, non potete non apprezzare quanto annunciato. Insomma un nuovo capitolo di Zelda è pur sempre un nuovo fottutissimo capitolo di Zelda. E allora dove sta il problema?
I problemi a dire il vero sono tanti, troppi. Iniziamo dalle specifiche tecniche: 32GB di memoria… espandibile con schede accessorie, certo, ma siamo nel 2017, dannazione.
Lo stesso discorso vale per la risoluzione: in un mercato che si avvicina a piccoli passi a risoluzioni 4k perché non cercare quantomeno di avvicinarsi?
La preoccupazione è sempre la solita: una console non si vende – e soprattutto non si gioca – con le sole esclusive. La maggior parte dei titoli in uscita sono multipiattaforma, e per essere multipiattaforma è necessario che le console, in termini di prestazioni hardware, non siano poi così diverse tra loro. È una dura realtà che bisogna accettare. Comunque, come già detto, comprerò la console al Day 1, sperando che molti dei dubbi posti poco sopra vengano smentiti.
In caso contrario avrò un compagno di polvere per il Wii U che giace tristemente in casa, da qualche parte.

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