Il caso Peterson finisce nuovamente in TV nella serie The Staircase diretta da Antonio Campos, con Colin Firth e Toni Collette

na sera di dicembre 2001, la moglie dello scrittore Michael Peterson, Kathleen, viene trovata morta ai piedi delle scale. L’uomo chiama subito i soccorsi, dichiarando di averla notata lì dopo essere rientrato in casa, dal momento che si trovava a bordo piscina a sorseggiare del vino.
A detta di Michael, probabilmente la moglie è caduta poiché brilla. La polizia di Durham, nella Carolina del Nord, arriva prontamente ma qualcosa sembra non tornare nei racconti dell’uomo: il sangue pare eccessivo per una semplice caduta dalle scale e le ferite sul volto della donna sono molteplici.
Ben presto Peterson viene così arrestato per omicidio di primo grado, e da quel momento in poi vengono fuori numerosi scheletri nel suo armadio.

Tutta questa è una storia vera, raccontata nella serie TV Sky The Staircase (giunto in Italia col sottotitolo “Una morte sospetta“), con Colin Firth e Toni Collette. Se vi sembra di averne già sentito parlare, è sia perché all’epoca dei fatti la vicenda fece piuttosto scalpore, sia perché è stata già narrata in una docuserie Netflix dal medesimo titolo. E proprio quel documentario finisce anche in questo nuovo show, poiché le riprese sono state una costante soprattutto nel periodo immediatamente successivo all’accaduto.

Quello che mi preme segnalare, avendo visto entrambi i prodotti televisivi, è che questo “nuovo” The Staircase è ugualmente avvincente a prescindere che abbiate visto o meno la serie del 2004.

La serie si sviluppa agevolmente nell’arco di 8 puntate in cui si va spesso avanti e indietro nel tempo, passando da un processo all’altro, dalla casa alla prigione, entrando nella sfera privata dei numerosi protagonisti della vicenda, dal momento che Michael e Kathleen avevano dei figli da un matrimonio precedente, e l’uomo ne aveva oltretutto adottate altre due.
La carne al fuoco è tantissima, e la vita di Michael finisce sulla graticola, lasciando emergere lati di lui che la maggior parte della gente, compresi i figli, non conoscevano.
Ma può quest’uomo all’apparenza così innocuo e per bene, aver perso la testa e commesso un omicidio così brutale? E poi per quale motivo?

L’accusa prova a dipingere una determinata immagine dell’uomo, che nel corso degli anni muta più volte fino a confondere in modo definitivo la collettività. Persino il processo, col complesso sistema statunitense, sembra non arrivare a conclusioni definitive. Come possiamo quindi farlo noi? Senza contare poi che Michael ha sempre sostenuto la sua innocenza.
È proprio questo che sembra volerci dire The Staircase, ovvero l’impossibilità di trarre conclusioni ma fornire più indicazioni possibili affinché ognuno si faccia la propria idea sulla questione.
Dal punto di vista del pubblico, The Staircase è una crime story interessante e avvincente, con continui colpi di scena e soprattutto un cast stellare che tiene incollati allo schermo.
Colin Firth è perfetto nel calarsi nei panni di un uomo ambiguo e da una personalità con numerose sfumature, ma tutti, da Toni Collette a Sophie Turner e via dicendo, fino all’avvocato Rudolf interpretato da Michael Stuhlbarg, ci donano delle performance impeccabili.


La famiglia viene messa a dura prova dallo svilupparsi degli eventi, ma anche il già menzionato sistema giudiziario americano non subisce un trattamento migliore, uscendone con le ossa rotte, come spesso accade in prodotti televisivi statunitensi (mi viene sempre in mente il capolavoro Night Of, n.d.R.).

The Staircase è un ottimo prodotto di “intrattenimento” perché riesce a unire tanti elementi, dal drama al thriller, in una miscela perfetta che mette in risalto gli aspetti true crime senza impoverire la fiction, attestandosi come un serial davvero raro nel panorama internazionale. Probabilmente una delle novità estive più interessanti tra quelle a disposizione su Sky e NOW.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna mia moglie sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.