4, 8, 15, 16, 23, 42

Quando Lost fece il suo debutto da 18 milioni di telespettatori, più o meno tutti capirono che le cose non sarebbero mai state più le stesse. Il serial creato da J.J. Abrams, Damon Liendelof e Jeffrey Lieber ha infatti sovvertito le regole del serial televisivo, creando un cult che si è ampiamente consolidato nella cultura di massa, tanto nei suoi estimatori quanto nei suoi detrattori. Insomma, che lo si ami o lo si odi Lost è stato non solo un crocevia per gli show televisivi, ma anche una calamita culturale, che ha radunato attorno a sé, in modo sia diretto che indiretto, una quantità esagerata di spettatori, critici e media. In quest’ottica non ci si deve meravigliare della quantità a dir poco assurda di citazioni che diversi media hanno fatto nei confronti dello show (e che lo show ha, a sua volta, fatto verso diversi media). Radicato com’è nell’immaginario collettivo, e creatore di situazioni diventate distintive (la dharma, la botola, i numeri, ecc.), Lost è probabilmente una delle serie televisive più citate di sempre. In questo Lost Day ci siamo allora divertiti a cercare citazioni su Lost in quello che è un prodotto multimediale particolarmente caro al serial: il videogame. Ecco com’è allora nata questa bella listuccia con “13 videogiochi che hanno citato Lost”. Solo 13 perché la lista è veramente lunghissima e quindi si è deciso per privilegiarne pochi ma buoni. Che ne dite, siamo abbastanza nerd?

Alan Wake

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Il bellissimo horror/thriller di Remedy in esclusiva Xbox 360 è, di per sé, uno degli esempi più mirabili di come il modus di scrittura tipico dei serial televisivi abbia influenzato la concezione di un prodotto videoludico tant’è che il gioco è diviso in capitoli o, più propriamente, in episodi, come se fosse una sorta di stagione televisiva interattiva. Per stessa ammissione dello sceneggiatore del gioco, Mr. Sam Lake, Alan Wake deve gran parte della sua ideazione a due serial a dir poco fondamentali, Twin Peaks (David Lynch) e per l’appunto Lost. A Twin Peaks il gioco deve la sua ambientazione cittadina a metà tra realtà e paranormale. A Lost si deve invece il dualismo luce/ombre, tra i temi fondamentali del serial, nonché la presenza dell’Oscurità, una forza maligna alle calcagna di Alan spesso manifesta per mezzo di un’oscura massa tempestosa capace di sradicare gli alberi e, dunque, molto simile al “fumo nero” presente nel telefilm.

Batman Arkham: City

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Cosa accomuna Batman: Arkham City e Lost? Se non lo sapete ve lo diciamo noi: Paul Dini. Sceneggiatore capo di Arkham City, Mr. Dini è stato anche parte dello staff del serial ed è di suo pungo l’episodio 7 della prima stagione: La falena. Orbene per celebrare la cosa Rocksteady ha inserito due citazioni sul serial, una delle quali è veramente divertente e gustosa. Nel corso della vostra caccia al Joker, sarà infatti possibile imbattersi nel villain che, comunicando con noi per mezzo dei suoi tipici teleschermi, comincerà a farfugliare i suoi discorsi sempre apparentemente privi di logica. E così, ripresentandosi a Batman in forma smagliante, il Joker ci chiederà di confrontare lo stupore nel constatare la sua salute con lo stesso stupore che si ha quando, guardando il proprio serial televisivo preferito, ci si imbatte in qualcosa di inatteso. Nel corso della dissertazione si arriva infine a citare il finale della serie tv dimostrando che il Joker non solo ha seguito Lost, ma è anche rimasto deluso dalla sua conclusione. Una seconda citazione, infine, più randomica ma comunque sottile, è data da una delle varie linee di dialogo che è possibile intercettare nella nostra ronda a Gotham. Tra i vari discorsi dei poveri sgherri in giro per la città ce n’è uno sempre riferito allo show. Due dei peones si chiedono infatti: “hanno mai spiegato cos’è davvero l’isola?”, palesando così una titubanza che tra gli spettatori è ancora comune.

Cal Ripken Real Baseball

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Forse il titolo meno noto di questa lista, ma anche quello con l’easter egg tra i più carini e godibili. Cal Ripken Real Baseball è stato il primo MMO basato sul baseball, ed in generale tra i primi MMO a tema sportivo a comparire sul mercato. Chiuso nel 2008, si trattava fondamentalmente di un simulatore di Baseball per un massimo di 18 giocatori che permetteva, dunque, di mettere un giocatore umano per ogni ruolo sul campo di entrambe le squadre. Di questa roba, comunque, ci frega poco. La cosa carina è che saltuariamente, nel corso delle partite, tra i cartelloni pubblicitari fittizi presenti nel gioco era possibile scorgerne uno della celeberrima Oceanic Airlines. E non solo, perché il cartellone annunciava che la compagnia era finalmente pronta per i voli no stop verso Sydney! Trolol!

Call of Duty

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Activision e compagni devono essere dei grandi amanti di Lost perché hanno citato la serie non una, ma ben due volte in due titoli diversi. La prima volta fu ai tempi di World at War e per la precisione nella mappa Verruckt (primo DLC map pack disponibile per il gioco). In questo tripudio di nazi zombie era infatti possibile imbattersi nell’equazione di Valenzetti anche se non senza problemi. Dopo aver sconfitto ondate di zombie vi troverete infatti nei pressi di un generatore che potrete avviare solo dopo aver sconfitto i nemici. Attivatolo una voce inquietante dirà i numeri dell’equazione e partirà così un rumore del tutto simile a quello udibile nello show quando il contatore della stazione cigno si resetta. Un altro riferimento alla serie c’è poi in Modern Warfare 3, nella cui mappa multigiocatore del Villaggio è possibile rinvenire una botola parzialmente sotterrata su cui è incisa, ancora una volta, la famosa sequenza numerica.

Champions Online

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Lanciato nel 2009, Champion Online è un MMO in cui i giocatori vestono i panni di supereroi o villain in una lunga sequela di missioni per salvare o distruggere il mondo. Ebbene tra le varie missioni che è possibile intraprendere, ce n’è una che dovrebbe ricordarvi qualcosa… la missione si chiama “The Ordeal of Oceanic 408” e prevede il salvataggio dei passeggeri di uno schianto aereo avvenuto in Canada. Se la cosa di per sé non vi sembra una citazione abbastanza gradevole, allora sappiate che i passeggeri da salvare sono tre e si chiamano J.J. Shepard, Jhon e Furley. Il primo è evidentemente una fusione del nome di J.J. Abrams e di Jack Shepard. Il secondo, anche negli abiti, è praticamente identico a Locke, mentre il terzo è nulla più che una storpiatura del sopranome del personaggio di Hugo, Hurley.

Diablo III

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Potevano mai quei nerdoni di Blizzard non essere fan accaniti di Lost?! Certo che no! Tant’è che il recente Diablo III ha goduto delle sue citazioni lostiane, costruendo due citazioni che richiedono anche una certa dimestichezza con il serial, ed una buona elasticità mentale. La prima, meglio nascosta, è certamente quella all’interno del set di abilità dello Sciamano in cui, come saprete, c’è una skill chiamata “Ragni Cadaverici”. L’abilità consiste nel lanciare al suolo un vaso che libererà quattro ragni, i quali attaccheranno istantaneamente i nemici. Orbene applicandovi la quarta tipologia di runa di potenziamento (e dunque dal livello 45 in poi), il ragno che uscirà dal vaso si chiamerà “Ragno Medusa” la cui capacità è quella di paralizzare i nemici con un’ottima percentuale di successo. Ora, se non ci arrivate, i “ragni medusa” sono una particolare varietà di ragni rinvenuti sull’isola il cui morso causa un effetto paralizzante tale da creare uno status di morte apparente. E visto che ci siamo, se conoscete i personaggi di Nikki e Paulo, vale la pena fermarsi un attimo e celebrare con affetto tali venefiche creaturine. La seconda citazione, anch’essa ben nascosta, è invece puramente esplorativa. Nel corso del secondo atto, nel bel mezzo del vostro desertico peregrinare, è possibile imbattersi nel relitto di una nave. Sì esatto, una nave in mezzo al deserto! Ebbene come riveleranno i documenti rinvenibili in zona, la nave si chiama “Roccia Nera”, medesimo nome del vascello misteriosamente abbandonato nella giungla dell’isola dello show. Inoltre, andando a reperire le pagine del diario che vi racconterà le vicende della nave scoprirete che tali pagine hanno una numerazione decisamente poco casuale…

Fallout 3

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Come Call of Duty, anche Fallout 3 si è preso il lusso di una doppia citazione di lostiana memoria. La prima è disponibile per tutti e si trova nella città di Megaton dove il giocatore può, tramite una ragazzina, scoprire una combinazione per una cassaforte segreta. La combinazione, neanche a pensarci troppo, è ovviamente legata a Lost ed è parte dell’equazione di Valenzetti (15, 16, 23, 42). La seconda citazione, più sottile e divertente, è invece presente in Point Lookout, la quarta espansione di F3 dalle tinte vagamente horror ed ambientata in un Maryland post apocalittico. Ebbene il nostro “contatto” per lo svolgersi della trama (invero decisamente buona) è un ghoul abbastanza atipico di nome… Desmond. Ora voi penserete che la citazione sta nei tratti o nell’atteggiamento del personaggio rispetto al Desmond Hume di Lost, ma non è così. Desmond il ghoul ha infatti ben poco da spartire con il Desmond della serie, se non che nel corso della trama la sua abitazione originale finisce in pezzi e lui si salva grazie ad una panic room il cui ingresso è, indovinate un po’, una botola! Non solo, sarà lo stesso Demsond a dirci che, in caso di pericolo, provvederà a salvare se stesso per mezzo di un “fail safe”. Se non sapete cosa sia, perché essa sia connessa a Lost e, in particolare al personaggio di Desmond, allora state leggendo l’articolo sbagliato.

Grand Theft Auto V

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Non facile da trovare il riferimento a Lost presente in GTA V. Al largo della costa est di San Andreas è infatti possibile rinvenire una struttura sommersa. Avvicinandosi ci si rende conto che essa non è null’altro che una ricostruzione della celebre botola del telefilm con tanto di portello di vetro si illuminerà sempre di più con il nostro progressivo avvicinarci. Certo, potreste avvicinarvi così tanto da verificare se su di essa ci sono anche incisi i numeri dell’equazione di Valenzetti, tuttavia tentando di avvicinarvi verrete uccisi dalla pressione poiché essa è strategicamente posizionata al limite della killzone oceanica. Ciò significa anche che tentare di raggiungerla senza sottomarino è praticamente impossibile perché il solo set di muta e bombole non vi permetterebbe di scendere così in profondità.

Hal Life: Episodio 2

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Half Life e Lost condividono ben più di una citazione, ma piuttosto una sorta di “amicizia multimediale”, tale che i due prodotti si sono scambiati un easter egg a testa per meri motivi di pura nerditudine. Nel corso della prima stagione infatti, e per la precisione nell’episodio 21, un compagno di Sayid, parlando di videogame, cita proprio Half Life. Valve allora, fan dello show, decise di ricambiare l’omaggio inserendo nel suo bellissimo Half Life: Episodio 2 una ricchissima citazione a Lost. Nel corso dell’avventura infatti Gordon Freeman si imbatterà in una specie di base scientifica con ben più di un riferimento alla serie. La stessa base è chiamata “Stazione Foresta Bianca” (White Forest Station) ed il suo logo è del tutto identico a quello delle stazioni Dharma presenti sull’isola del serial. Nella stazione è inoltre possibile rinvenire un computer con una schermata nera su cui sono presenti i numeri della celeberrima Equazione di Valenzetti del tutto simile a quello presente nella stazione Cigno, nonché un po’ di libri sulla cui copertina è scritto in modo chiaro, e con il font del serial “Lost Books”.

Just Cause 2

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Il meglio del meglio in termini di citazioni arriva, non senza sorpresa, da Just Cause 2, serie free roaming amatissima, ma certamente non agli apici della gloria videoludica. Orbene Just Cause, a differenza degli altri titoli presenti in questa lista, non si diverte a citare semplicemente Lost, ma piuttosto vi offre un’intera missione basata sulla serie, con tanto di disastro aereo! Per accedere alla missione dovrete viaggiare con un aereo (ma anche con una barca) alle coordinate X1769 Y4351 su cui è presente un’isola che la mappa non riporterà. Sappiate che non potrete farlo per mezzo del viaggio rapido, e che quindi dovrete per forza effettuare l’intero viaggio cosicché, nei pressi dell’atterraggio, vivrete in prima persona il dramma del disastro aereo! Sopravvissuti ed atterrati, lo scenario si farà burrascoso, con tanto di pioggia e fulmini. L’obiettivo della missione sarebbe quello di recuperare un dispositivo con il quale è possibile proteggere l’isola dalle forze del male (vi dice niente?). Orbene nel corso del vostro peregrinare vi imbatterete in gran parte del mito lostiano, dalla spiaggia alla botola, passando per il relitto di un precedente disastro aereo sino ai “piloni”. Sull’isola è persino presente una versione locale del mostro di fumo, con la differenza che essa – previo un po’ di impegno – può essere abbattuto. Una volta completata la missione, davvero ricchissima di riferimenti, sappiate che non potrete più tornare su quest’isola… non vi chiamate certo Jack Shepard del resto!

Metal Gear Solid 4: Guns of Patriots

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Se avete giocato Metal Gear Solid 4 ricorderete quasi sicuramente l’estrosa intro del gioco, in cui una serie di finti spot pubblicitari (e tra questi ce n’era uno in cui compariva anche David Hayter) dava la possibilità al giocatore di dare uno sguardo a quello che stava accadendo nel mondo di gioco che, come saprete, è ambientato in un futuro prossimo rispetto all’effettivo anno di uscita. Questi spot, alcuni dei quali un tantinello bizzarri, vengono visualizzati a loro volta su una serie di canali pubblicitari fittizi, il cui numero del canale è presente in sovrimpressione sullo schermo in alto a sinistra. Orbene i canali sono 5 e corrispondono a: 48, 23, 15, 16, 42. Ci siete? Basta separare 48 nelle sue due rispettive cifre (4 e 8) e  quel che ottenete è il fulcro della celebre Equazione di Valenzetti.

World of Warcraft

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Altro giro altra botola e riagganciandoci a Blizzard, stavolta tocca a World of Warcraft che nella sua espansione del 2008 (Wrath of the Lich King) aggiunse, tra le varie, l’aria del bacino di Sholazar. Certo qui c’è davvero poca roba ed uno sforzo “creativo” che mal si adatta allo stile di Blizzard, soprattutto se si pena ha quel che poi hanno fatto recentemente in Diablo III. Anyway su di un’isolotto nel bacino è possibile rinvenire la leggendaria botola su cui, avvicinandosi, compaiono dei numeri che fanno il verso alla celebre sequenza. I numeri non sono altro che gli originali addizionati al numero uno e pertanto se ne ottiene: 5, 9, 16, 17, 24, 43. A fare “il verso” c’è poi anche la musica di sottofondo che, con le dovute divagazioni warcraftiane ripropone, di fatto, l’inquietante sigla della serie televisiva.

X-Men Origini: Wolverine

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Ok ammettiamolo, il gioco in sé non era un granché, ma X-Men Origini: Wolverine era e resta comunque uno dei tie-in più decenti mai creati per un film. Uscito ai tempi del secondo film sui mutanti, il gioco ci metteva nei panni di Wolvie, intento, come al solito, a sventare piani malvagi, a fare a pezzi la gente ed a darsi un tono da macho. Ambientato in gran parte in una giungla, con Wolverine intento a fare a pezzi di tutto e di più (compresi mostri e creature varie), X-Men Origini era poi il setting perfetto per un bel easter egg a tema Lost. Ad un certo punto del gioco è infatti possibile rinvenire una botola nel bel mezzo della giugla, il cui aspetto ricorda la celeberrima botola contro cui imprecava Locke alla fine della prima stagione. Avvicinandosi alla botola essa si accenderà persino, citando chiaramente lo show e dando la possibilità al giocatore di sbloccare anche un apposito achievement/trofeo dall’iconico nome “Found”.

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