Crunch Time, furto di IP e straordinari non pagati: pesanti accuse degli ex sviluppatori di Aeon Must Die nei confronti di Limestone e Focus. Cosa sta succedendo?

Continua la disputa legale tra gli ex sviluppatori di Limestone Games, autori di Aeon Must Die, e la stessa Limestone insieme al publisher Focus. Nell’Agosto del 2020, gli sviluppatori hanno accusato Limestone di averli sottoposti a un crunch time infinito, di avergli rubato la IP e di non averli pagati per tutto il lavoro svolto sul gioco.

Oltre un anno dopo sembra che la questione non sia stata risolta, ed è anzi tornata prepotentemente a galla ora che Focus e Limestone stanno iniziando la promozione del gioco in vista del lancio. Entrambe le aziende asseriscono di possedere in comproprietà l’IP e hanno negato le accuse di crunch.

Nel frattempo gli ex sviluppatori hanno fondato il loro studio privato, Mishura Games, e continuano la loro battaglia. Stando a quanto dichiarato, Mishura sa che Limestone e Focus possiedono parte dell’IP, ma affermano che le due aziende non hanno i pieni diritti del gioco né l’autorizzazione per pubblicarlo e distribuirlo.

aeon must die accuse

Per legge infatti, la proprietà intellettuale di un prodotto può essere trasferita a un nuovo proprietario dopo la firma di un contratto ed un pagamento, e stando a quanto riportato, Aleksei Nehoroshkin, co-fondatore ed ex CEO di Limestone Games, ora proprio in seno a Mishura Games, non ha firmato nulla del genere, né è stato pagato per il trasferimento di proprietà.

Lo studio dunque ha chiesto a Limestone di produrre una prova del pagamento, sia per il lavoro (si parla di ore di straordinari non pagate), sia per i diritti dell’IP stessa. La questione, come dicevamo, è riemersa quando ad Agosto il trailer del gioco fu rimosso da YouTube, dopo una segnalazione dell’animatore Arsen Shakhbabyan, che pure aveva accusato dei mancati pagamenti. Ancora una volta, Mishura ha richiesto a Focus e Limestone una prova di tali pagamenti.

Mishura avrebbe già tentato di negoziare con Limestone la piena proprietà dell’IP, e di dichiarare conclusa la disputa una volta ricevuti tutti i pagamenti. Secondo l’accusa però, Limestone avrebbe offerto una cifra decisamente inferiore.

Aeon Must Die: il tweet di difesa di Focus

Nel frattempo l’account ufficiale di Aeon Must Die, apparentemente curato da Focus, ha pubblicato un comunicato stampa confermando le parole di Focus e Limestone sull’argomento, ossia che le due aziende possiedono l’IP dall’inizio del 2019, negando il crunch time e affermando che gli sviluppatori hanno avuto ulteriore tempo e budget a disposizione per completare il gioco, la cui uscita era prevista per l’inizio del 2020.

Inoltre, sempre stando a Focus, il ramo estone della IGDA (International Game Developers Association) ha condotto una propria indagine sulla situazione, che ha negato le accuse nei confronti di Limestone. Quest’ultima affermazione in particolare non è piaciuta a Mishura Games, che ha chiesto a Focus di pubblicare i risultati dell’indagine, in quanto “Non crediamo minimamente che sia avvenuta. E anche se fosse, un indagine su un conflitto, che va a indagare solo una delle due parti, non è un’indagine indipendente”.

Insomma, i toni sono piuttosto accesi e la questione probabilmente non finirà qui. Vi terremo aggiornati sui futuri sviluppi. Voi intanto diteci: che ne pensate di questa brutta vicenda?

(Fonte: Game Industry)

Diplomato al liceo classico e all'istituto alberghiero, giusto per non farsi mancare niente, Gabriele gioca ai videogiochi da quando Pac-Man era ancora single, e inizia a scriverne poco dopo. Si muove perfettamente a suo agio, nonostante l'imponente mole, anche in campi come serie TV, cinema, libri e musica, e collabora con importanti siti del settore. Mangia schifezze che lo fanno ingrassare, odia il caldo, ama girare per centri commerciali, secondo alcuni è in realtà il mostro di Stranger Things. Lui non conferma né smentisce. Ha un'inspiegabile simpatia per la Sampdoria.