Quale futuro per Lalo Salamanca nella sesta stagione di Better Call Saul?

Si avvicina la sesta stagione di Better Call Saul e, passato lo spavendo per Bob Odenkirk, si torna a parlare di quale ruolo avranno i vari personaggi dello show, incluso Lalo Salamanca. Da molti considerato il miglior antagonista della serie, da qualche tempo è al centro di numerose domande su quale potrebbe essere il suo ruolo nell’ultima stagione dello show spin-off di Breaking Bad.

Al riguardo è perciò intervenuto Thomas Schnauz, produttore esecutivo di Better Call Saul, che ha voluto fare chiarezza sul ruolo del personaggio interpretato da Tony Dalton. “Sarà furioso” ha detto Schnauz (abbiamo edulcorato…). “E avrà una missione da compiere”.

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Le parole del produttore di Better Call Saul sul futuro di Lalo

“La quinta stagione mi è sembrata davvero speciale. Mi sembrava che stessimo premendo sempre sul pulsante giusto, e Tony Dalton è stato una parte davvero importante di tutto ciò. Abbiamo certamente parlato di portare avanti il personaggio di Lalo sin dalla prima stagione, ma ora con il senno di poi sembra che sia arrivato il momento perfetto. Non posso dire se il ruolo di Lalo sarà più grande o più piccolo nella prossima stagione di Better Call Saul, ma era sicuramente incazzato, un uomo con una missioneì, come nel finale della quinta stagione”.

Ancora non è possibile fare previsioni sulla data d’uscita della sesta e ultima stagione dello show. Lo aveva detto proprio Thomas Schnauz, durante una recente intervista, in cui aveva menzionato il ruolo giocato dal covid prima e dal problema di salute di Bob Odenkirk poi, nel ritardo nella produzione della nuova stagione.

“Non ho idea di quando o come gli episodi saranno trasmessi. Non so se AMC dividerà la stagione in due parti. Con i ritardi per il covid e poi l’infarto di Bob e il suo recupero, non ho davvero idea di cosa succederà. La produzione sta andando avanti, lenta ma senza intoppi. Stiamo filmando le scene che non coinvolgono Bob in questo momento”.

(fonte)

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.