Il punto della situazione dopo il numero 1 della saga.

Eccoci qui, dopo il primo vero appuntamento con la serie evento Marvel Civil War II, seguito dell’altra guerra civile, di Millar e Mc Niven, che ha ispirato il recente terzo capitolo cinematografico di Capitan America. Nel nostro precedente speciale, redatto in occasione dell’uscita del numero 0 (per questo diciamo che oggi, con il Civil War II #1, è il primo “vero” appuntamento con la saga), vi abbiamo già parlato di come e quanto le due saghe, originaria e seguito, sono imparentate, e se e quanto l’omonimia sia una questione commerciale, sostanziale o semplicemente opportunistica.

Oggi invece, dato che il numero 1, a differenza dello 0, è ricco di novità, parliamo un po’ di contenuti.

Cosa succede? Eh, a dire il vero, un sacco di cose. Forse persino troppe. La narrazione e gli eventi sono alquanto compressi e, nonostante ci sia spazio per grandi vignette, splash page singole e doppie, viene raccontato molto in poco spazio. Questo, da una parte, è un indubbio merito del disegnatore, David Marquez, ruolo che, ricordiamo, in America comprende molto di quello che qui è ancora prerogativa dello sceneggiatore (principalmente, distribuzione e regia delle vignette). Un Marquez in forma che riesce non solo a recapitare uniformemente i contenuti e i dialoghi di Bendis, ma anche a trovare tutto lo spazio per riprese e sequenze spettacolari.

Il problema, semmai, è un altro, e cioè che molto di quello che succede è il minimo che ci serve vedere, per far succedere altro. Non conta, davvero. Forse vogliamo troppo, ma gli eventi di questo numero 1, peraltro tragici, sono la scintilla della nuova guerra civile (e alle motivazioni arriviamo tra un attimo), e ci sarebbe piaciuto assistere a qualcosa di davvero in bilico tra due destini. Invece ci vengono presentate due scene di grande combattimento, risolte con il minimo sforzo perché “destinate” ad andare così. Perché solo così gli eroi possono iniziare a farsi la guerra gli uni con gli altri. Ok, è tutto comunque spettacolare, e qualcos’altro si può rimediare in giro per i tie-in sulle altre testate (non molto), ma in una saga da 8 puntate, qualcosa di più si poteva mostrare, prima di passare alla prossima fase, di guerra civile vera e propria. Oppure si poteva raccontare la fase precedente alla guerra prima dell’inizio della saga.

Annotato il problema di economia della narrazione, un sacrificio pagato all’altare forse dello spazio, forse dei tempi di distribuzione, e controbilanciato con gli ottimi disegni di Marquez e colori di Justin Ponsor, possiamo andare avanti anche noi. Ai contenuti. Abbiamo scoperto quali sono i poteri di Ulysses, il nuovo inumano presentatoci in Civil War #0, e perché sono tanto importanti da scatenare la discordia tra i supereroi. Ulysses vede il futuro, in maniera molto vivida, trovandocisi dentro. Per questa nitidezza, tutti sono portati a pensare che le visioni di Ulysses si realizzeranno, a meno che non si agisca concretamente per evitarlo. Ed è questo il caso dell’invasione del Celestiale narrata nelle prime pagine. Solo un’azione di concerto di tutti gli eroi, allertati dagli Inumani (allertati da Ulysses) ha potuto evitare “facilmente” il disastro. Ma ora di potenziale disastro ne sorge un altro all’orizzonte: come comportarsi di fronte alle nuove visioni di Ulysses? Se quest’ultimo sognasse un eroe che passa dalla parte del male e uccide i suoi amici, è possibile e giusto imprigionare quell’eroe prima che lo faccia, prima che diventi cattivo?

Questa è la domanda che si pone Tony Stark, mentre Cap. Marvel è del parere opposto. Gli Ultimates di Carol Danvers, d’altronde (super-squadra di eroi cosmici di cui potete seguire le avventure sulla testata Nuovissimi Avengers), si prefiggono proprio l’obiettivo di risolvere i super-problemi prima che questi avvengano. Ma è davvero una strategia vincente? È possibile? O può, talvolta, peggiorare la situazione?

Il tema della prevenzione di crimini è quanto mai attuale nella nostra società, e in bilico tra i doveri della comunità, le necessità di protezione delle persone e i diritti civili individuali. Non ci sono risposte davvero facili e, com’era intuibile dal numero 0, prologo della saga (per il resto, davvero un numero evanescente), costituirà il dilemma fondante che spaccherà in due squadre la totalità dei supereroi, con conflitti e defezioni da una parte e dall’altra. I due “capitani” di fazione saranno Iron Man, per i diritti individuali e l’irragionevolezza di voler correggere il futuro prima che avvenga, e Cap. Marvel, per la lotta al male anche, se possibile (e con i poteri di Ulysses, sembra possibile) prima che si manifesti. E voi, da che parte stareste?

A inasprire il conflitto tra i due, ci pensa la doppia e speculare tragedia di fine numero, che qui non vi spoileriamo, ma che rientra nella meccanica del mostrarci qualcosa di importante a fatti avvenuti. Non c’è davvero niente che i protagonisti possano fare, tranne sentirsi in colpa e, d’ora in avanti, combattersi con più rabbia. Dobbiamo segnalare che effettivamente, parte di questi eventi è raccontata nell’albo distribuito gratuitamente da Panini Comics durante il passato Panini Free Comic Book Day, ma sarebbe stato utile quantomeno reinserire tale albo all’interno del numero 1, cui qualche dettaglio in più sulle fasi salienti avrebbe senza dubbio fatto bene. Per il resto, se vi interessano vari tie-in, nessuno dei quali, però, davvero essenziale allo svolgimento della saga, potete recuperare Amazing Spiderman 17, Nuovissimi Avengers 17/18, Capitan America 9, Deadpool 17, Incredibili Avengers 9 e Incredibili Inumani 9 (i cui eventi tuttavia si svolgeranno dopo Civil War II #2, in uscita tra una settimana).

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