Strisce, china e fantasia

Quando parliamo di fantasy difficilmente pensiamo ai fumetti. In fondo è nella narrativa e, in minor misura, nel cinema che abbiamo avuto gli esempi migliori di questo genere. Per la maggior parte dei lettori fantasy è sinonimo di Signore degli Anelli e poco altro, cosa che quindi non permette un vero apprezzamento del genere e della sua transmedialità.

La nona arte ci ha infatti consegnato alcuni splendidi esempi di fantasy, capaci di far sognare i lettori come solo le grandi saghe sono in grado di fare. Non resta che tuffarci in questo mondo per scoprire dieci fumetti fantasy che ogni appassionato dovrebbe recuperare e avere nella propria collezione privata.

Prima di iniziare una premessa: trattandosi di fantasy la scelta è stata quella di seguire le tre regole di Michael Moorcock per individuare correttamente il genere di un’opera (ve ne parlammo qui). Determinare cosa sia parte del genere e cosa non lo sia è una delle prime operazioni da compiere se si vuole apprezzare fino in fondo un fantasy in quanto tale.

Terminate le premesse fate scorta di pozioni, prendete spada, arco e ascia, riempite il libro degli incantesimi e iniziamo!

fumetti fantasy

1 – Birthright

Cominciamo con un fumetto forse meno noto al pubblico italiano, ma non per questo meno degno di essere parte della nostra lista. Birthright è un opera fantasy diversa dalle altre, che non si limita a presentarci un mondo parallelo classico. È una storia familiare, che racconta della necessità di ricostruire ciò che si è spezzato e di renderlo di nuovo integro.

Joshua Williamson, con i disegni di Andrei Bressan, ci racconta la storia del giovanissimo Mikey Rhodes, un ragazzino che scompare pochi giorni prima del suo compleanno, lasciando dietro di sé una famiglia a pezzi. I padre viene accusato di omicidio, la madre prende una piega autodistruttiva e il fratello maggiore non può fare altro che osservare il suo mondo crollare finché, miracolosamente, Mikey torna a casa, un anno dopo la sua scomparsa.

Solo che ora ha l’aspetto di un adulto e sostiene di provenire da un mondo fantastico chiamato Terrenus, dove è stato cresciuto per diventare un guerriero, salvatore designato degli innocenti di quella realtà parallela. Un destino che ovviamente lo allontana dai suoi cari e rende difficile un legame già provato oltre ogni immaginazione. Una storia che le tavole di Bressan riescono a rendere vera a vivida come non mai, in un susseguirsi di drammi familiari che scorrono parallelamente alle tragedie di un’intera realtà in guerra.

Berserk

2 – Berserk

Che tra i manga Berserk abbia un posto di primo piano è innegabile. Kentaro Miura è senza dubbio autore di una delle migliori opere di mitopoiesi a fumetto, con una capacità magistrale di fondere insieme non solo il folklore e la storia, ma anche l’arte, la letteratura e le religioni dell’occidente medievale e rinascimentale per tessere un grande arazzo.

La storia del Guerriero Nero Gatzu e la sua crociata contro gli Apostoli e la Mano di Dio non ha bisogno di presentazioni. Sotto la patina di sangue e violenza, in Berserk si trovano personaggi complessi e sfaccettati, storie di orrore e coraggio degne di una ballata medievale. Se vogliamo trovare un difetto a quest’opera dobbiamo parlare dell’eccessiva lentezza con cui viene portata avanti dal suo autore. Una scelta che ancora oggi costringe i fan ad aspettare con ansia l’arrivo di una nuova tornata di capitoli, giusto per vederla finire dopo una manciata di settimane.

Eppure leggere Berserk resta un’esperienza unica. Miura riesce a consegnare ai propri lettori una splendida storia, capace di avvincere ogni tipo di pubblico con i propri disegni, raccontando storie ed emozioni vivide come non mai.

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3 – Dragonero

Non fate finta di niente: la metà di voi sin dal momento in cui ha adocchiato questo articolo non faceva altro che chiedersi quando avrebbe letto il nome Dragonero, opera sceneggiata da Luca Enoch e Stefano Vietti. Non ci sembrava giusto tenervi troppo sulle spine.

Anche qui ci troviamo di fronte a una serie che non avrebbe bisogno di presentazioni. Dal suo esordio nel 2007 con il graphic novel omonimo, le avventure dello scout imperiale Ian Aranill sono riuscite a conquistarsi una fetta di lettori sempre più ampia, arrivando anche a valicare i confini del Belpaese, con pubblicazioni negli Stati Uniti, in Germania, in Francia.

Pur essendo quanto di più classico possa esserci per un fantasy a fumetti, con un’ambientazione che può ricordare i fasti di Tolkien e di Dungeons & Dragons prima edizione, Dragonero riesce a mostrarci qualcosa di profondamente diverso rispetto alle normali saghe di genere. Il tutto anche grazie al carisma del protagonista, capace di conquistare personaggi e lettori con le sue qualità.

4 – Injection

Il nome Warren Ellis è una garanzia per tutti gli appassionati di fumetti, per la sua capacità di raccontare sempre una storia originale e trovare anche in filoni molto sfruttati qualcosa di originale. E Injection non fa eccezione.

Certo, a prima vista sembra difficile far rientrare quest’opera nell’alveo dei fumetti fantasy. Al suo interno si trovano elementi provenienti da quasi tutti i grandi filoni narrativi del dopoguerra. Fantascienza, spionaggio, cyberpunk e infine proprio il fantasy, elemento che resta sullo sfondo, in attesa di emergere e ricoprire con suo manto l’intera storia.

Con Injection scopriamo la storia di cinque ricercatori britannici incaricati di forzare il successivo passo dell’evoluzione scientifica umana. Giunti di fronte alla possibilità concreta che la tecnologia non possa ulteriormente avanzare l’idea è quella di unire alla scienza l’arcano. Cosa potrebbe mai andare storto?

Nasce così l’Inoculazione (Injection), un programma capace di modificare il tessuto stesso della realtà, facendo prendere vita a mostri e leggende del folklore umano. Una sorta di virus per computer capace di hackerare la vita di tutti i giorni e imparare dai propri errori e dalle proprie sconfitte, diventando nel tempo sempre più forte e difficile da abbattere. E dove i mezzi tradizionali non hanno effetto forse è proprio il caso di utilizzare armi meno convenzioni, come l’arcano e la magia.

Odio Favolandia

5 – Odio Favolandia

Skottie Young è sinonimo di genio e follia. E la sua opera magna non può che essere considerata Odio Favolandia, una critica non troppo velata non solo ai cliché tipici del genere fantastico, ma anche all’eccessivo sfruttamento dei personaggi compiuto dagli autori.

Il fumetto ci porta a scoprire la storia di Gertrude, una bambina di otto anni risucchiata (letteralmente!) nel mondo di Favolandia. Una terra dove tutto è bello e zuccheroso fino allo sfinimento, in cui la piccola sarà costretta a compiere un’estenuante ricerca per trovare la chiave che la porterà fuori dal reame incantato. Il tutto si traduce in una lunghissima serie di quest, sotto la guida del moscone parlante Larry.

Una ricerca che andrà avanti per decenni, facendo di Gertrude una vecchia zitella bisbetica, inacidita e sociopatica nel corpo di una tenera ragazzina di otto anni. Abbastanza per far impazzire chiunque e trasformarlo in una belva devastatrice!

Inizia così un gorgo di follia in cui è bellissimo farsi trascinare. Nella sua sfrenata voglia di distruzione seguiamo Gertrude in un fumetto dove si mischiano il gore e il fantastico nello stile cartoonesco di Young, realizzando qualcosa di davvero unico nel suo genere. Niente è mai come sembra in Favolandia e ogni tavola ci consegna una sorpresa, una svolta che porterà il lettore a ridere ed emozionarsi.

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6 – Doctor Strange (Vol. 4)

Lasciamo un piccolo spazio anche agli eroi e, per farlo, dobbiamo fare un salto al Greewich Village e suonare al numero 177/A di Blecker Street, il Sancta Sanctorum del Dottor Strange. Il maestro delle arti mistiche creato da Steve Ditko è stato negli anni molte cose: Stregone Supremo, leader dei Difensori e membro dei Vendicatori, ma soprattutto il guardiano di quella soglia che separa la nostra realtà da un esercito di creature lovecraftiane disposte a distruggere tutto.

Tra le diverse incarnazioni di Stephen Strange merita una menzione d’onore quella piuttosto recente realizzata da Jason Aaron con i disegni di Chris Bachalo, nata in concomitanza con l’annuncio del film del Marvel Cinematic Universe. Qui vediamo il Dottore alle prese con l’Empirikul, un ordine tecnocratico transdimensionale desideroso di distruggere la magia nel nostro mondo. Toccherà a Strange, in qualità di Stregone Supremo della nostra dimensione, unire i maghi e le creature magiche in una forza capace di arginare questa minaccia.

Mai come in questo caso le avventure del Maestro delle Arti Mistiche diventano a tutti gli effetti un’avventura fantasy. Strange si pone come abitante di un mondo di mezzo, che solo lui e pochi altri possono vedere, un mondo dove creature, demoni e spettri di ogni tipo attendono il momento giusto per fare breccia nel nostro mondo. Il tutto condito da una dose di humor nero che rende questo prodotto della Marvel irresistibile.

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7 – Bone

Probabilmente molti dei lettori più giovani nemmeno si ricorderanno di questo fumetto, nato dalla mente di Jeff Smith. Molti dei lettori veterani invece ricorderanno bene il misto di curiosità e aspettative nate attorno all’arrivo di Bone nel nostro paese.

Siamo di fronte a una storia fantasy a fumetti capace di ottenere un successo incredibile in quasi quattordici anni di pubblicazione, capace di unire umorismo e fantastico in maniera divertente e raffinata. Questo senza tuttavia rinunciare a qualche declinazione più epica all’interno della trama, ottenendo un’amalgama a modo suo unica, che ogni lettore amante del fantasy non dovrebbe lasciarsi scappare.

Il fumetto racconta la storia di tre piccole creature bianche antropomorfe, tre Bone per l’appunto, decisi a fuggire dalla loro città natale, perdendosi quasi istantaneamente nel Deserto Pietroso. L’opera di Smith trae a piene mani dalla miglior tradizione del fumetto a stelle e strisce, in particolare alle opere disneyane di Carl Barks e dei suoi paperi. A modo suo Bone si impone come continuatore di una tradizione, capace tuttavia di innovare e interpretare il suo tempo e i propri lettori.

Panini Comics Conan il Barbaro

8 – Conan il barbaro

E dire che quando la Marvel pensò di mettere mano ai diritti del personaggio di Robert E. Howard nella redazione aleggiava un’aria di delusione. Il predestinato per aprire le pubblicazioni Sword & Sorcery della Casa delle Idee era Thongor di Lemuria, ma per un costo troppo elevato dei diritti d’autore la cosa non ebbe seguito.

La Marvel ottenne quindi i diritti di Conan il Barbaro per pochi spiccioli (appena duecento dollari), mettendo a segno uno dei suoi affari più fortunati (in tutti i sensi). Le storie furono sceneggiate da Roy Thomas e con i disegni di Barry Windsor-Smith, ottenendo un successo istantaneo.

Conan non ha certo bisogno di presentazioni. È l’icona del filone fantasy Sword & Sorcery, l’eroe capace di assaporare la vita e sfidare la morte in maniera piena come nessun altro. E le sue storie, pubblicate dalla Marvel e dalla Dark Horse, sono capaci di mantenere appieno l’essenza del suo genere di appartenenza.

Uno di quei casi dove un personaggio nato nella narrativa viene trasposto con rispetto e amore sulle tavole di un fumetto, facendo godere ai lettori uno scorcio delle sue avventure, così come le aveva immaginate il suo creatore.

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9 – Drizzit

Potrebbe essere una sorpresa trovare Drizzit in questa lista. Ma chi ha seguito la striscia di Bigio dai suoi albori, magari commentandola sulla pagina Facebook giorno dopo giorno, sa bene cosa sia stato questo fumetto. Non solo una striscia comica, ma il percorso di un autore, la sua maturazione incarnata nel passaggio da parodia del popolarissimo personaggio di R.A. Salvatore a fumetto con una propria dimensione e dignità.

Nel corso degli anni abbiamo visto i personaggi evolversi e cambiare, modificare i propri schemi mentali in una serie di avventure una più pazza dell’altra. Ma è stato soprattutto Bigio a crescere, a diventare un’autore sempre più capace e sicuro di sé, migliorando nel disegno e nella sceneggiatura. Anche in questo Drizzit si pone come l’esperienza di un’intera comunità di lettori. Qualcosa da leggere e commentare in gruppo, cercando di non lasciarsi mai scappare una singola puntata.

La storia di Drizzit, elfo oscuro che decide di lasciare la città sotterranea di Manzobrasat, come detto ricalca inizialmente le avventure del più noto Drizzt Do’Urden. Andando avanti la storia trova tuttavia la sua strada oltre il solco della parodia, ponendo al centro il complesso rapporto che lega l’elfo oscuro ai suoi compagni di avventura, in particolare Katy e Baba Yaga, con cui si sviluppa un complesso triangolo amoroso.

Tra citazioni a D&D, recriminazioni contro i master, gli autori dei fumetti e giochi di parole, Drizzit è riuscito da poco a raggiungere la sua conclusione, lasciando ai lettori il desiderio di tornare indietro e rileggere tutte le avventure dal principio. E magari per fermarsi un momento al negozio di souvenir del museo di Pontefico.

sandman

10 – Sandman

Concludiamo la nostra lista con quello che forse è il re dei fumetti fantasy, sua maestà Sandman, creatura nata dal genio di Neil Gaiman. Una di quelle opere che è riuscita a trascendere il proprio genere, ponendosi come uno dei fumetti di riferimento per i lettori.

Anche qui ci troviamo di fronte a un fumetto che non avrebbe bisogno di alcuna presentazione. Una narrazione intessuta di atmosfere oniriche e che riesce a mescolare elementi del Dark e dell’Urban Fantasy ad alcuni tratti del genere supereroistico a cui apparteneva l’opera originale della Golden Age, di cui il fumetto di Gaiman rappresenta una nuova versione.

Il fumetto ci presenta la storia di Sogno, uno dei sette Eterni, imprigionato erroneamente da un negromante desideroso di ottenere il controllo sulla sorella Morte. Passati settanta anni di prigionia, l’Eterno deve ricostituire il suo reame, devastato dalla sua prolungata assenza.

Nel corso delle sue numerose saghe Sandman è riuscito a ritagliarsi un proprio spazio a metà tra il fumetto e l’opera letteraria. Un impatto eccezionale per un genere sottovalutato come il fumetto, testimoniato tra le altre cose anche dalla vittoria del World Fantasy Award nel 1991, premio solitamente riservato alla narrativa e che, proprio in quell’occasione, riconobbe all’opera di Gaiman la sua capacità di andare oltre il proprio stesso medium.

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