Quando i fumetti incontrano i romanzi

Romanzi e fumetti da sempre hanno avuto uno strano rapporto. Da quando la nona arte ha mosso i suoi primi passi il rapporto con la sua “sorella maggiore“, la letteratura,  è sempre stato strano, quasi conflittuale. Negli anni la spaccatura tra questi due modi di raccontare una storia è venuta poco alla volta a colmarsi, ma nonostante tutto c’è ancora chi, pur amando leggere romanzi di ogni sorta, si dice fieramente contrario al fumetto, considerato come un’arte minore.

Eppure negli anni l’incontro tra fumetti e romanzi ci ha fornito alcune opere eccellenti. Un incontro tra due mondi che ci ha permesso di ottenere prodotti meravigliosi, da non farsi scappare.

Ecco quindi una lista di dieci opere (facciamo undici) passate dalla carta stampata alla china e alla matita. Controllate i vostri risparmi e annotatevi le migliori perché stiamo per cominciare!

1. La Fattoria degli Animali

George Orwell è certo stato uno degli autori più capaci nell’interpretare lo spirito del proprio tempo e metterlo su carta. Ancora oggi le sue opere attendono al varco tutti gli studenti di quinta superiore avviati all’esame di maturità, e costituiscono una lucida critica della società e della politica del suo tempo, capace di echeggiare nella nostra attualità.

La Fattoria degli Animali, allegoria della rivoluzione Russa e delle speranze infrante del comunismo sovietico, rappresenta una storia in grado di fondere uno dei generi più antichi del mondo, l’apologo animalesco, con una sconvolgente capacità di interpretare il presente.

Il graphic novel realizzato con i disegni di Odyr e pubblicato da Mondadori non poteva che essere qualcosa di eccezionale. Un vero viaggio nella miseria umana, capace di farci capire come anche il più nobile degli ideali possa essere corrotto dall’avidità e dal desiderio personale.

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2. Il Buio oltre la siepe

Restando in tema di libri in grado di rappresentare un’epoca è impossibile non citare il Buio oltre la Siepe di Harper Lee. La storia di un processo avvelenato dal clima di razzismo e di odio presente in tutti gli Stati Uniti del Sud che si mescola con le estati innocenti di un gruppetto di bambini.

Lee fu in grado di rappresentare uno dei lati più crudeli degli States nel pieno della Grande Depressione: un mondo spaccato a metà, dove i diritti civili erano rimasti indietro di decenni nei luoghi che avevano issato la bandiera Confederata. Da una simile opera non poteva che nascere un grande graphic novel.

I disegni di Fred Fordahm riescono a far vivere ai lettori questa linea sottile che separa il mondo degli adulti da quello dei bambini. Due mondi che col tempo sono destinati a fondersi, facendo in modo che il primo macchi irrimediabilmente l’innocenza del secondo.

romanzi fumetti3. Moby Dick

Laggiù soffia!“. Difficile che un lettore di romanzi non si sia mai trovato di fronte a queste parole nella sua “carriera”, catapultato in quel mondo parallelo che è la baleniera Pequod. Moby Dick è certo una pietra miliare della letteratura, un passaggio obbligato per chiunque voglia definirsi un lettore.

Le interpretazioni che possono essere fatte del romanzo di Herman Melville sono diverse, dalla lotta dell’uomo contro una natura maligna e indifferente a quella di una ricerca di Dio e dell’assoluto che nessun essere umano riuscirà mai a concludere nel corso della sua esistenza. Forse è anche per questo Moby Dick è forse uno dei romanzi che vanta in assoluto più trasposizioni a fumetti, proprio per la sua capacità di essere una storia senza tempo, un’avventura che trascina l’uomo negli abissi della sua anima e delle sue ossessioni.

Tra tutte queste quella che ci sentiamo di segnalare è l’opera di Olivier Jouvray e Pierre Alary, edita in Italia dalla Kleiner Flug. Una magnifica crasi tra un romanzo immortale e la tradizione della bande dessinée, il fumetto franco-belga che riesce a cogliere in questa opera lo spirito più profondo dei personaggi di Melville.

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4. Fahrenheit 451

In una lista di fumetti adattati dai romanzi non può non trovare posto anche la trasposizione di quella che forse è la più grande apologia del pensiero libero e del libro mai creata dall’uomo. Fahrenheit 451, scritto di Ray Bradbury, è forse l’opera che meglio di qualsiasi altra riesce a proporre la letteratura come un vaccino contro il pensiero unico e l’indifferenza dilagante.

L’evasione e l’immaginazione diventano ciò che rendono gli esseri umani tali, dando loro la possibilità di spezzare le maglie troppo strette di una società che li vorrebbe conformati e silenziosi. Il percorso di Guy Montag, da fedele esecutore della legge che proibisce il possesso dei libri a baluardo di una nuova società, non è una storia facile da raccontare e rappresentare. Il rischio di semplificarla troppo è sempre presente, così come quello di non dare il giusto risalto alle sue tematiche.

Tuttavia Tim Hamilton riesce nell’intento di trasporre in fumetto un’opera di tale spessore, riuscendo a collocare il suo graphic novel in una zona sottile come la lama di un coltello. Da un lato Fahrenheit 451 non viene banalizzato, dall’altro l’opera mantiene una leggerezza che rende quanto proposto di facile lettura e accesso immediato a tutti. Il messaggio di Bradbury resta intanto, e le immagini di Hamilton riescono a trasmetterlo in maniera cruda e diretta, preservandolo per il lettore.

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5. The Witcher

Che l’0pera di Andrzej Sapkowski sia nota soprattutto per la saga videoludica piuttosto che per i romanzi è cosa nota. Nonostante l’autore polacco sostenga fieramente il contrario, le vicende dello strigo Geralt di Rivia sono ormai parte integrante della vita dei gamer, più di quanto non lo siano di quelle dei lettori.

Ed è un peccato, perché l’opera di Sapkowski riesce a mescolare elementi di fantasy classico con tematiche politiche e sociali importanti. In un mondo dove possono ancora esistere nani, elfi e draghi ci troviamo di fronte a colpi di stato, pogrom e guerre combattute prima tra i politici che tra i soldati. Il tutto senza citare la profondità del personaggio di Geralt, un mostro creato per combattere altri mostri, che si trova fin troppo spesso ad affrontare un altro tipo di orrore, quello delle persone “normali”, capaci di compiere nefandezze di ogni tipo.

I fumetti di The Witcher, pubblicati dalla Dark Horse, riescono a unire queste tematiche al lato più avventuroso della storia dello strigo. Ci permettono di approfondire il mondo in cui si muove Geralt, la sua storia, le sue paure e le sue convinzioni, in tutto con degli splendidi disegni capaci di unire il comic a una delle migliori espressioni della letteratura fantasy.

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6. Frankenstein

Parlare di Mary Shelley e del suo Frankestein, il novello Prometeo, significa parlare degli albori della fantascienza moderna. Un’opera grandiosa, che parla dell’essere umano affrontando la più grande delle tematiche etiche, quella della vita e della morte, dei limiti fino a cui può spingersi la scienza nella strada per sostituirsi a Dio.

Per poter raccontare al meglio un’opera di questo tenore c’è bisogno di un grande fumettista. Magari qualcuno che vanti nel proprio curriculum la creazione di un personaggio come Swamp Thing, oltre a collaborazioni su testate importante di Marvel e DC Comics. Qualcuno come Bernie Wrightson.

Dall’unione di un’opera e di un autore di questo tipo non può che nascere qualcosa di unico. I disegni di Wrightson riescono a dare il giusto tono al fumetto, rievocando nella maniera migliore le atmosfere cupe del romanzo della Shelley. Un alternarsi di bianco e nero che trascina il lettore in un racconto dove l’orrore e il meraviglioso si uniscono per creare una nuova vita.

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7. Il Conte di Montecristo

Alexandre Dumas padre è stato tra i più prolifici autori del genere “cappa e spada”. Tra i personaggi iconici da lui creati ed entrati nell’immaginario comune ha senza dubbio un posto particolare Edmond Dantès, protagonista de Il Conte di Montecristo, la più grandiosa tra le storie di vendetta mai narrate.

L’ossessione di Dantès di vendicarsi di coloro che lo avevano tradito e costretto a una lunga prigionia resta uno dei più epici racconti di caduta e redenzione creati nella letteratura moderna. Un’opera che lascia un segno, chiedendoci a quali vette (e quali abissi) possa condurre la volontà degli esseri umani.

Negli anni sono state tanti i fumetti ispirati al più “vendicativo” dei romanzi di Dumas, alcuni di grande valore come l’opera del nostro connazionale Carlo Rispoli. Ma tra le più particolari va ricordata l’opera di Ena Moriyama, autrice di un manga ispirato proprio alla storia di Dumas. L’unione di due stili così diversi tra di loro, che spinge i lettori a sprofondare con Dantès, pagina dopo pagina, negli abissi più neri della vendetta.

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8. Il vecchio e il mare

Nel contesto della narrativa statunitense pochi autori possono vantare l’importanza di Hernest Hemingway. Tra le opere dello scrittore di Oak Park quella che forse ha avuto il maggiore impatto sulla cultura contemporanea è stata Il vecchio e il mare.

Al suo interno Hemingway riuscì a tessere uno splendido elogio della perseveranza umana. La lettura di questa lotta tra la natura e l’uomo, che assume i connotati di un duello esaltato dal reciproco rispetto dei contendenti, è stato per molti lettori un punto di svolta.

Rivivere questo racconto nell’opera di Andrea Loprovitera e Ludovico Lo Cascio ci permette di tornare alle sensazioni vissute nella lettura del romanzo del grande autore di Oak Park. Le immagini ci consentono di vivere in maniera più diretta quello scontro, quella necessità di primeggiare e dare tutto per ottenere qualcosa. Dai disegni possiamo davvero percepire la fatica, lo smarrimento e il trionfo che da sempre hanno contraddistinto il vero significato di questo romanzo.

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9. Lo Hobbit

Non poteva mancare in questa lista di fumetti tratti da romanzi un riferimento al padre del fantasy contemporaneo, J.R.R. Tolkien e all’opera che lo rese famoso. Lo Hobbit racconta il viaggio di Bilbo Baggins e verso Erebor, la Montagna Solitaria, allo scopo di sottrarre al drago Smaug il ricco tesoro dei nani.

Quello di Bilbo è un viaggio che assume il sapore di un romanzo di formazione. Crescere, imparare a combattere contro le avversità della vita, alle volte con la mente e altre volte con la spada. Ma, soprattutto, saper rimanere se stessi nonostante le avversità, un gioviale hobbit desideroso solo di realizzare anelli di fumo in giardino.

All’epoca della prima trilogia cinematografica di Peter Jackson, in pieno boom per le opere del Professore, Bompiani pubblicò anche l’adattamento a fumetti illustrato da David Wenzel. Un tratto ricercato, che tenta di richiamare, riuscendoci, il poco conosciuto adattamento animato dell’opera. Una piccola rarità questo fumetto, che un’amante dell’epopea di Arda non può farsi sfuggire in nessuna maniera.

10. La Divina Commedia

In passato su queste pagine abbiamo già avuto modo di esprimere il nostro apprezzamento per la maestosa opera del Sommo Poeta, Dante Alighieri, quella Divina Commedia che molti di noi si sono ritrovati a studiare tra i banchi di scuola.

Un viaggio verso Dio, ma che sceglie di porre al centro della propria storia l’uomo, protagonista di una vicenda terrena che prende corpo nell’oltretomba. Perché Dante, nel raccontare la sua ricerca del divino, non dimentica mai di raccontarci dell’umanità, di quelle figura che popolano le nostre vite e le nostre esistenze.

Un’opera che solo un maestro come Go Nagai poteva trasporre con successo in fumetto. Col suo stile così crudo il mangaka riesce a rendere vivi i personaggi della Commedia, magistralmente descritti da Dante. Dona loro corpo, sangue e anima, coniugando l’opera di Doré e dell’Alighieri in un unico medium, portando il lettore al centro del viaggio con maestria. Ci ricorda, come aveva fatto Dante sette secoli fa, che non è la destinazione importante, ma il viaggio, chi lo compie. E, soprattutto, le persone incontrate nel nostro percorso.

 

Bonus. Fight Club 2

Concludiamo la nostra carrellata di fumetti con qualcosa di diverso, qualcosa che in effetti non trova un corrispettivo nel mondo dei romanzi. Eppure è proprio di Fight Club che stiamo parlando, opera di Chuck Palahniuk, quello stesso romanzo per cui spese parole di elogio la nostra Fernanda Pivano.

Pur non avendo un corrispettivo in letteratura non sembrava corretto tralasciare questa opera, seguito di un romanzo che fu col suo nichilismo esasperato la perfetta rappresentazione degli anni ’90, del rigetto totale del consumismo imperante in quel decennio.

Fight Club 2 sembra quasi proporsi come un metafumetto: il protagonista, lo stesso del romanzo, diventa a modo suo una rappresentazione di Palahniuk stesso. A dieci anni dagli eventi del libro si ritrova ancora a fare i conti con Tyler Durden, esattamente come è costretto a fare il suo autore, un fantasma del passato, generato dalla dipendenza per la violenza da un lato e dall’opprimente spettro del successo della propria opera dall’altro, che diventano non solo i leitmotiv di un racconto, ma anche una confessione dell’autore ai suoi lettori.

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