Arriva il primo DLC di Final Fantasy XV, ma ne avremmo fatto a meno

Dopo circa cinque mesi dall’uscita di Final Fantasy XV, ci troviamo ancora una volta a parlarne in occasione dell’uscita del primo DLC, Episode Gladiolus, che dovrebbe rispondere ad un semplice interrogativo: dove è andato Gladio quando, per qualche ora, si è allontanato dal party? Era andato a fare la spesa? Doveva comprare le sigarette? Voleva farsi un giro per conto suo perché non ce la faceva più a farsi scattare migliaia di foto da Prompto, o a sopportare l’atteggiamento fastidioso di Noctis? No, niente di tutto questo, ma l’impatto sulla storia sarebbe stato lo stesso.

Episode Gladiolus non s’inserisce all’interno della struttura open world di Final Fantasy XV, ma si pone come un contenuto a parte, richiamabile dal menu principale del gioco. Una volta selezionato, verremo trasportati in un altro menu che ci permetterà di avviare la partita o di scegliere, una volta conclusa la portata principale, se cimentarci nelle altre sfide offerte. Il piatto forte è ovviamente proprio l’episodio riguardante lo Scudo del Re, e proprio su questo concetto di prima guardia reale si impernia la scarna narrativa che giustifica l’avventura. Gladio infatti vuole affrontare la prova di Gilgamesh, il Signore delle Spade, per poter essere il miglior Scudo del Re possibile. Questa prova non è chiaramente propedeutica ad essere la prima guardia del Re, perché altrimenti Gladio non potrebbe rivestire già quel ruolo, ma vuole affrontarla comunque per stare a posto con se stesso. Il tutto ci è apparso un po’ forzato, ma soprattutto assolutamente superfluo, perché non approfondisce davvero nessun personaggio né racconta niente che sarebbe stato utile, o almeno interessante, sapere. In tutto ciò Gladio è accompagnato nella prova da Cor l’Immortale, di cui scopriremo un po’ di background durante le soste ai punti di riposo. Pochissima roba, solo un abbozzo. La prova che il nostro deve affrontare consiste nell’arrivare alla fine di un dungeon e battere il Signore delle Spade in duello, punto. Appurato che questo DLC parla di poco, vediamo come si gioca.

Il sotterraneo dove risiede Gilgamesh è fondamentalmente un lungo corridoio privo di deviazioni, e con “privo di deviazioni” intendiamo che c’è effettivamente una sola strada, niente iperboli. Zero esplorazione, quindi, e zero enigmi, bisogna solo stare attenti a cogliere i lumicini blu che segnalano la presenza di un oggetto da raccogliere. I dungeon del gioco principale erano decisamente meglio realizzati. In questo corridoio sarà nostro compito sconfiggere una lunga serie di nemici e mid-boss, fino a raggiungere il finale, in circa un’ora di gioco. Questa grotta regala un paio di scorci evocativi, ma per il resto non ha nessuna particolarità stilistica che riesca a renderla esteticamente d’impatto, o quantomeno ispirata.

Il sistema di combattimento, dal canto suo, non tiene da solo in piedi un prodotto che riesce ad essere l’idea platonica del superfluo. Ovviamente gli sviluppatori hanno approntato delle modifiche per adattare il battle system alla natura “tank” di Gladio: il nostro può attaccare con il suo spadone, che rotea con la stessa tranquillità con la quale Gatsu rotea l’Ammazzadraghi, ma l’introduzione più importante è quella di poter usare lo scudo per parare. Quest’ultimo, quando tenuto alzato, consuma una barra detta di concentrazione, e non si può quindi girare con lo scudo costantemente sfoderato come in un Dark Souls a vostra scelta. Premendo invece il tasto di parata con il giusto tempismo è possibile counterare l’attacco avversario e passare al contrattacco, ottenendo un bonus ai danni. Altri bonus vengono assegnati subendo danni e parandone, rendendo così sulla carta il sistema di combattimento piuttosto tecnico se paragonato a quello del gioco principale. Abbiamo detto “sulla carta” per un motivo molto semplice: la maggior parte delle situazioni saranno estremamente caotiche, rendendo quindi impossibile un certo tipo reattività, anche grazie alla telecamera che, come segnalato nel gioco principale, si diverte a metterci i bastoni tra le ruote. In questo quadro quindi, le uniche situazioni in cui il sistema di combattimento sarà sfruttato saranno gli scontri 1vs1, che riescono a far venire a galla le idee degli sviluppatori. Peccato che siano solo due, questi scontri, riducendo il resto dell’esperienza in button mashing e imprecazioni. Altra caratteristica nuova, e propria di Gladio, è la capacità di divellere colonne dal suolo per picchiarci i nemici e far tanti danni. Peccato che, come molti meme ci hanno fatto notare negli ultimi mesi, premere X di fronte ad un oggetto per raccoglierlo farà spesso saltare il personaggio, piuttosto che fargli fare quanto dovrebbe. Ecco, figuratevelo in mezzo ad uno scontro.

Ci sono anche altri contenuti disponibili all’interno del DLC, e sono una modalità a punteggio della modalità principale, in cui mantenendo un alto livello di combo ed essendo veloci si accumulano più punti. È impossibile salvare ed è divisa per sezioni, risultando pertanto adatta a speedrun. Vi è poi uno scontro 1vs1 contro Cor, decisamente più difficile rispetto al resto dell’espansione. Oltre a Episode Gladiolus, nella stessa giornata è stata rilasciata anche la patch, disponibile per tutti i possessori di Final Fantasy XV, che aggiunge l’episodio Prospettiva Gladio e permette di vedere gli eventi del XIII capitolo del gioco sotto un altro punto di vista (indovinate un po’ di chi!). Quest’aggiunta, di circa mezz’ora, serve a tappare (in modo invero un po’ approssimativo) un paio di voragini di sceneggiatura del gioco base, e mantiene ovviamente lo stesso gameplay del DLC dal momento che si interpreta lo stesso personaggio. Per questo motivo ve ne stiamo parlando in questa sede, nonostante questo contenuto gratuito non sia stato preso in considerazione nel giudizio finale per il semplice motivo che non fa comunque parte del DLC.

Verdetto

Episode Gladiolus è il tipico esempio di DLC messo in piedi per alzare due spicci, che nulla offre al giocatore. Ok, costa solo 5€ (almeno questo), ma non c’è veramente alcun motivo per giocarlo. Il sistema di combattimento è interessante solo sulla carta, perché di fatto non riesce praticamente mai ad esprimersi e si riduce in mero button mashing. La storia non aggiunge niente, e sembra solo un pretesto campato per aria per giustificare l’esistenza di questa espansione. Il dungeon è un banale corridoio, neanche interessante sotto il punto di vista stilistico. Insomma, il nostro suggerimento è quello di lasciar perdere l’acquisto, e se avevate intenzione di acquistare il season pass, a maggior ragione attendete l’uscita dei prossimi due contenuti scaricabili, nella speranza che avranno qualcosa di più da dire.

Final Fantasy XV: Episode Gladiolus – Recensione
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