Polemica sull’etnia di Angrboda: il narrative director di God of War risponde al fuoco

La nuova bufera della rete si concentra su un gigante di ghiaccio, Angrboda, nuovo personaggio di God of War: Ragnarok. Il motivo? La sua etnia non sarebbe abbastanza nordica. Cosa che, ovviamente, è stata considerata negativamente all’interno della community dei fan.

Per quanto ridicolo possa sembrare il fatto che Angrboda, di cui non sono presenti descrizioni e della quale non ci è pervenuta alcuna iconografia, sia stata rappresentata con la pelle scura, è stato considerato troppo da alcuni utenti, desiderosi che lo standard dell’Edda venisse rispettato. Qualsiasi esso sia.

La discussione potrebbe lasciare il tempo che trova nel mondo del web 2.0, considerata la grande quantità e varietà di polemiche presenti al giorno d’oggi. Invece assume un aspetto nuovo quando lo stesso Narrative Director, Matt Sophos, replica alle accuse rivolte contro questa scelta. E lo fa senza mezzi termini.

Nani blu, gigantesse nere: la replica del director di God of War: Ragnarok sull’aspetto di Angrboda

A un utente che dice che Laya De Leon Hayes non potrà essere Angrboda nella “sua mitologia nordica” (sic!) il director ha così replicato.

“Hanno anche nani blu nella mitologia nordica? Loki era figlio di un semidio greco? Per favore, mostrami i passi dell’Edda dove viene detto che gli Jotunn erano dei gigli bianchi. Ti risparmio la fatica: non puoi! Io l’ho letta”.

Alla replica dell’utente, che chiede se allora saranno inseriti dei personaggi egiziani bianchi (qualcuno si è risparmiato la visione di Gods of Egypt), la risposta di Sophos non tarda ad arrivare. “Sai che gli Jötunn non esistono, vero? Che possono essere chiunque o qualsiasi cosa? Che alcuni sono anche serpenti giganti? Ma lo capisco. Stavi bene con Jörmungandr solo perché le sue squame erano bianche, giusto? Bene, buona fortuna a te. Spero che tu possa trovare un gioco che si adatti meglio alla tua sensibilità”.

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.