È destinata a far discutere la decisione presa in questi giorni dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha ufficialmente riconosciuto come patologia mentale la tristemente nota dipendenza da videogiochi (Gaming Disorder) tanto da averla anche inserita nell’ICD (International Classification of Diseases) sotto la categoria dei “Disturbi causati da comportamenti che danno dipendenza”.

Stando alle parole del Dr. Vladimir Poznyak, membro dell’Organizzazione, per una diagnosi corretta della patologia si deve prestare attenzione a tre fattori:

“Il primo è che il gioco ha la precedenza su altre attività, al punto tale da arrivare anche a trascurarle. La seconda è il mancato controllo di questo atteggiamento. Anche se dovesse condurre a conseguenze negative, l’atteggiamento continuerà e rischiare anche di peggiorare. La terza caratteristica vede questa condizione possa mettere in serio pericolo la propria persona, la famiglia, il rapporto con la società, con il sistema educativo e lavorativo.”

Stando alle parole di Poznyak, la patologia avrebbe un forte impatto anche nel fisico dei soggetti che ne sono affetti, che riscontrerebbero disturbi legati ai ritmi del sonno, dell’alimentazione e dell’attività fisica.

Ovviamente, prima di parlare di vera e propria patologia, si dovrà procedere ad effettuare delle visite presso specialisti che provvederanno a diagnosticarla ufficialmente. Inoltre, i “sintomi” dovrebbero tendere a verificarsi per un periodo di tempo prolungato, stimato almeno per 12 mesi di seguito, come detto dallo stesso Poznyak “non se ne può parlare per un singolo episodio durato qualche ora o qualche giorno.”

“Milioni di giocatori al mondo” continua “anche tra coloro che ne fanno un uso intensivo, non potrebbero mai essere classificati tra i soggetti affetti da gaming disorder.”

Stando alle parole di Poznyak, dunque, ci troveremmo davanti a una percentuale piuttosto ridotta di giocatori ed è obiettivamente innegabile che alcuni casi simili abbiano fatto notizia negli scorsi anni.

Ma lasciamo a voi la parola: che ne pensate di quanto deciso dall’OMS? Fatecelo sapere nei commenti!

(Fonte: CNN)

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