La fantascienza è un genere che spesso dà il suo meglio nei racconti, scopriamo quali sono i migliori da leggere tra classici e novità

La narrativa breve viene considerata da molti come una forma inferiore rispetto ai romanzi, ma nei generi in cui prevalgono le storie “high concept” può avvenire il contrario, e il racconto si rivela il mezzo più adatto per sconvolgere i lettori in poche pagine. La fantascienza in quanto narrativa d’idee rientra a pieno titolo in questa categoria, e infatti esistono decine di autori che hanno costruito la loro carriera proprio sulla produzione breve. Ecco allora una lista dei migliori racconti di fantascienza che qualune appassionato dovrebbe recuperare e leggere.

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Isaac Asimov – L’ultima domanda

Leviamoci subito il problema di citare il migliore racconto di fantascienza di Isaac Asimov tra le centinaia che ha pubblicato. Chiaramente la scelta non è facile (un problema che si ripeterà con molti degli autori successivi): si potrebbe pensare a uno dei suoi racconti sui robot che sono ingegnosi enigmi logici presentati in forma narrativa, oppure a uno di quelli che sono confluiti nella saga della Fondazione. Ma escludendo i cicli, L’ultima domanda è forse il suo racconto dal più ampio afflato cosmico, caratteristica non così comune in Asimov che tendeva a costruire storie abbastanza “mondane”. Senza dubbio è una delle sue storie più epiche, in cui a partire da una domanda rivolta a un computer all’inizio dell’era informatica la prospettiva continua ad allargarsi, nel tentativo sempre più disperato per il Multivac di raccogliere abbastanza informazioni per elaborare la sua risposta sulla morte dell’universo. La frase di chiusura è così forte da piantarsi nella memoria fino alla fine dei tempi.

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Arthur C. Clarke – I nove miliardi di nomi di Dio

Arthur Clarke è un altro autore che ha scritto centinaia di racconti di fantascienza tra cui è difficile individuare il migliore. Da La Sentinella che ha ispirato Kubrick a storie che hanno suggerito per prime idee poi raccolte dalla ricerca scientifica, stiamo parlando di una mente incredibilmente visionaria che ha davvero plasmato il futuro con la sua immaginazione. Ma Clarke era capace anche di evocare un forte sense of wonder con le sue storie, e forse I nove miliardi di nomi di Dio è uno di questi esempi: una storia priva di un forte elemento scientifico, ma che amalgama tecnologia e misticismo, raccontando la ricerca dei monaci buddisti di compilare la lista di tutti i nomi della Divinità grazie all’uso di un potente calcolatore. Ma cosa succede quando arriviamo a conoscere tutto quello che c’è da sapere sul Creatore dell’Universo?

Qui trovate lo starter kit per Arthur Clarke

Fredric Brown – Sentinella

Se si parla di racconti brevi con twist finale, Fredric Brown è il campione assoluto. Le sue storie fulminanti hanno fatto esplodere il cervello a milioni di lettori accendendo in molti casi la passione per la fantascienza (come nel caso di chi scrive). Senza eccessi di stile, senza dilungarsi, Brown concede al lettore giusto il tempo di ambientarsi prima di sbattergli in faccia la rivelazione, a volte sconvolgente, altre spassosa. Va da sé che tra le centinaia di storie lunghe meno di una pagina è difficile sceglierne una che rappresenti il suo migliore racconto di fantascienza, ma Sentinella è sicuramente una delle più influenti mai scritte, tanto che da quel momento in poi ogni volta che un autore scrive una storia basata sullo stesso meccanismo di ribaltamento di prospettiva si usa dire che è un “racconto tipo Sentinella”. Questo breve resoconto di una guerra interplanetaria tra umani e alieni riesce sempre a lasciare a bocca aperta alla prima lettura.

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Daniel Keyes – Fiori per Algernon

Dai racconti brevissimi alle novelette, Fiori per Algernon è un capolavoro di stile e di cuore. Una storia che ha il coraggio di usare come protagonista un ragazzo affetto da ritardo mentale e mostrarci il mondo dal suo punto di vista, senza moralismi nei confronti del lettore. Questo racconto lungo di Daniel Keyes è uno dei più efficaci esempi per mostrare come a partire da un’idea speculativa (in questo caso: un’operazione che permette di aumentare l’intelligenza) si possa costruire una storia carica di emotività, in opposizione al pregiudizio che vuole la fantascienza come un genere “freddo”. A distanza di alcuni anni Keyes espanse il racconto in un romanzo, approfondando il background del protagonista, ma il racconto è più che sufficiente per suscitare una lacrima. Dal racconto è stato tratto anche il film Charly che ripercorre in modo abbastanza fedele la storia. Questo racconto e i tre precedenti (oltre ad altri ultraclassici della fantascienza) si trovano nella storica raccolta Le meraviglie del possibile, che da decenni è uno dei migliori punti di partenza per chi vuole scoprire la fantascienza.

Ted Chiang – Storia della tua vita

Anche questa storia di Ted Chiang è una novelette ed è considerata unanimanete uno dei migliori racconti di fantascienza moderna. Come in tutta la sua scarsa ma validissima produzione, Chiang introduce uno spunto fantascientifico dal quale costruisce una storia dalle profonde implicazioni filosofiche. Storia della tua vita si potrebbe definire come un racconto di primo contatto con una specie aliena, ma dal tentativo di comunicazione con gli eptapodi emerge una riflessione sul linguaggio e il significato del tempo. Man mano che la linguista incaricata di tradurre la lingua aliena inizia a capirne il funzionamento, anche la sua percezione del mondo cambia in modo radicale e struggente. È da questo racconto che è stato tratto uno dei migliori film di fantascienza degli ultimi anni, Arrival diretto da Denis Villeneuve.

Gli altri racconti di Ted Chiang si trovano nella raccolta “Respiro”

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Ursula K. Le Guin – Quelli che si allontanano da Omelas

Ursula Le Guin è stata una delle autrici più rilevanti della cosiddetta fantascienza sociale, quel tipo di speculative fiction che non si occupa di tecnologia o di spunti strettamente scientifici, ma preferisce immaginare situazioni che mostrino le possibili evoluzioni della società. In uno dei suoi racconti più sottili e disturbanti, Le Guin racconta di Omelas, una città utopica in cui tutto è perfetto e gli abitanti sono felici e realizzati in ogni aspetto della loro vita. C’è solo un piccolo dettaglio, un minuscolo segreto che la città nasconde e con cui tutti i cittadini devono confrontarsi prima o poi. E una volta appreso, può cambiare del tutto il sistema di valori di una persona, mettendo alla prova non solo per i personaggi della storia ma anche per il lettore: vale la pena restare, o forse è meglio unirsi a quelli che si allontanano da Omelas?

Dell’importanza di Ursula K. Le Guin per la fantascienza abbiamo parlato qui

Harlan Ellison – Non ho bocca e devo urlare

Parlando di racconti disturbanti, è d’obbligo chiamare in causa Harlan Ellison. Autore poliedrico e controverso, per tutta la sua carriera non ha esitato a farsi nemici in ogni ambiente e ha scritto decine di storie feroci, ermetiche, difficili da digerire. Non ho bocca e devo urlare è inquietante già dal titolo, e secondo molti è il racconto di fantascienza più terrificante che sia mai stato scritto. La si potrebbe considerare la classica storia in cui un’IA acquisisce coscienza e si ribella ai suoi costruttori, ma il modo in cui Ellison affronta il tema è unico e memorabile. Se esiste un inferno, è quello di cui si parla in questa storia.

Ecco lo stater kit per conoscere le altre opere di Ellison

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Ray Bradbury – Rumore di tuono

Ray Bradbury è uno altro degli autori che hanno fatto la storia della fantascienza e non solo, anche nel suo caso con un approccio meno tecnico e più focalizzato sulle emozioni e le atmosfere. Naturalmente per cercare tra i suoi migliori racconti di fantascienza si potrebbe guardare a Cronache marziane, composto da più racconti vagamente interconnessi, ma per convenzione questo viene considerato ormai un libro unico. Possiamo allora pensare a Rumore di tuono, che è una delle più famose storie sul viaggio nel tempo, in cui un’agenzia di viaggi offre la possibilità di visitare le epoche passate. Quando però si presenta un incidente bisogna trovare il modo di correre ai riparti. Questa storia è particolarmente rilevante nella cultura popolare perché è da essa che deriva l’espressione “effetto farfalla”. Da Rumore di tuono è stato tratto un film piuttosto mediocre nel 2005, ma forse si potrebbe dire che sullo stesso concept è basato anche Ritorno al futuro.

Robert A. Heinlein – Tutti voi zombie

Se vogliamo parlare di viaggio nel tempo e dei paradossi da esso innescati, allora Robert Heinlein, un altro dei Grandi Maestri della fantascienza, chiudeva la questione già nel 1959 con una versione estremizzata del paradosso del nonno che fissa un punto massimo di complessità per questo tipo di dilemma filosofico. Il racconto brevissimo è narrato in prima persona da un agente del Temporal Bureau, un’agenzia governativa di sicurezza intertemporale che ritornerà in altre storie successive di Heinlein. Raccontando il proprio passato e il reclutamento nel bureau, il narratore arriva ad alcune rivelazioni scioccanti che richiedono un alto livello di attenzione del lettore per essere comprese nella loro portata. Dal racconto è stato tratto il film Predestination, che parte dall’idea di fondo ma la espande in un discorso molto più profondo sull’identità.

Altri viaggi nel tempo tra i film su Netflix

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James Tiptree jr – La ragazza collegata

Anche questa novelette di James Tiptree jr affronta il tema dell’identità, ed è scritto dall’autrice Alice Sheldon all’epoca scriveva ancora con il suo pseudonimo maschile, per non subire i pregiudizi di genere spesso subiti dalle autrici donna, soprattutto all’interno della fantascienza. La ragazza collegata si potrebbe considerare una storia che anticipa alcuni temi del cyberpunk, con una società ipercapitalista in cui le celebrità sono il veicolo principale per influenzare la mente dei consumatori e spingerli all’acquisto di prodotti. Proprio per questo i vip (oggi li chiameremmo influencer) devono essere controllati al meglio, e quindi i loro corpi privi di volontà vengono guidati a distanza da operatori remoti come la ragazza del titolo. Una storia che concede poca speranza ma che si può interpretare a numerosi livelli, compreso quello del dilemma dell’artista costretto a crearsi un’identità diversa per poter essere riconosciuto, proprio come Sheldon era costretta a interpretare Tiptree.

Nato sotto le esalazioni della nube di Chernobyl, laureato in statistica, consumatore di fantascienza e musica elettronica, autore sci-fi/weird/slipstream. Ha pubblicato una sessantina di racconti, tre raccolte personali, un romanzo e un libro illustrato sui mammiferi preistorici. Editor e writing coach, sul canale youtube STORY DOCTOR analizza la struttura narrativa dei film. Scrive sul blog UNKNOWN TO MILLIONS dal 2010 e ha fondato la rivista di speculative fiction SPECULARIA. Si definisce il maggior fan italiano di Futurama e nessuno l'ha mai smentito.