Nerd e musica Trap, un binomio possibile. Forse.

Definire cosa e chi è realmente un nerd non è affatto semplice, e possiamo affermare che questa “etichetta” sia in continua evoluzione e mutamento. Innanzitutto, rispetto a un bel po’ di anni fa questo termine ha smesso di ricevere, dai più, un’accezione negativa e il cambiamento frenetico e costante dei tempi in cui viviamo ha reso il nerd molto più figo rispetto al passato, anche per via di contaminazioni “esterne”, dal look, alle passioni, all’arte e molto altro.
Se da un lato quindi questi cambiamenti hanno portato vantaggi alla cultura nerd, si è un po’ persa l’identità di un tempo (ma anche soltanto di qualche anno fa) e spesso si fa difficoltà a categorizzare una persona in questi termini. Non che sia necessariamente un male, in realtà.

Ad esempio, vi siete mai chiesti che tipo di musica ascolta un nerd? E soprattutto: la maggior parte dei nerd ascolta un determinato genere oppure no? Continuando con le domande, viene da chiedersi ancora: i nerd ascoltano la trap?
Qualcuno, di getto, potrebbe rispondere no! Ma perché? Si tratta di due mondi davvero così distanti?

nerd trap

Ad una più attenta analisi, in effetti le contaminazioni a cui abbiamo accennato sopra hanno creato anche nell’arte un mondo ibrido dove tutti fanno, guardano, ascoltano tutto e se a ciò aggiungiamo la natura già di per sé ambigua del termine nerd allora ecco che la risposta alla domanda precedente può cambiare. Sì, anche i nerd ascoltano la trap. E forse grazie a qualcuno in particolare, che ha creduto nell’eterogeneità di un progetto e ha portato una forte innovazione nella musica italiana.

Prendiamo per esempio il caso di Ghali, uno dei trapper più influenti della scena nostrana.
Ghali è un vero e proprio fan di Dragon Ball e anche coloro a cui è capitato raramente o fortuitamente di ascoltarlo l’avranno notato, poiché non perde occasione per infilare almeno qualche rima a tema dell’opera di Akira Toriyama nelle sue tracce.

In Dende, oltre a citare – appunto – Dende e Namec dice “Di Goku ce n’è uno, sei Mr. Satan”; e ancora in Pizza Kebab rilancia con “Non ero morto, ero da Re Kaio”.
Non molto tempo fa è uscito il Machete Mixtape, del collettivo Machete Crew, con tanti artisti italiani della trap e dell’hip hop; tra questi c’è Ghali col suo brano Goku, insieme Sick Luke.

Nel genere, il rapper milanese ha portato davvero una ventata di freschezza e originalità, che fa parte di quel contagio di cui abbiamo parlato in apertura e che ha sancito una vera e propria rivoluzione sposata in pieno poi da altri artisti. Il suo rap, o meglio la sua trap (anche qui, come per la parola nerd, non è facile definire bene il concetto) non è aggressiva e violenta, è lontana da quella cultura del machismo che spesso permea i brani dei suoi colleghi, ma è in grado di mescolare manga e cartoon a concetti di strada ed espressioni più crude. Un giusto mix che è anche il segreto del suo successo.

nerd trap

Se sto con Mowgli nella giungla (Yah!), Se sto nei cieli come Gundam (Woo!, Se ne faccio una megaultra (Yah!), La mia tipa ha più curve di un ultras, Quando passa dici “Urka” (Yeah!). Questo pezzo della canzone Pizza Kebab racchiude sostanzialmente quanto appena detto, ovvero la capacità di Ghali di unire tanti riferimenti di un immaginario almeno in apparenza lontano dal core del rap, e molto più vicine alla cultura casalinga del nerd con rime che invece ci riportano subito sulla strada. Ecco fatto, l’ibrido è stato creato. Il nerd può ascoltare la trap.

 

Se Ghali ha posto i colleghi davanti all’evidenza che un prodotto del genere funziona e pure bene, c’è chi ha cercato di avvicinarsi timidamente al suo tipo di approccio, pur tenendo più di un piede nella sponda più dura della trap. Parliamo di Tedua, che ci tiene a specificare “Non mi sentivo affatto gangsta, Infatti ho fatto Tedua”, e che a proposito di Mowgli – citato prima di Ghali – è proprio al protagonista del libro della Giungla che l’artista dedica il titolo di un album (2018), per poi ribattere con “Tutta la city è una giungla, Se c’è Shere Khan Mowgli va in fuga”, nella traccia Acqua (Malpensandoti).

Tha Supreme, i giovani e il gaming online

Chi non ha paura della Giungla della trap di sicuro è Tha Supreme, vero astro nascente della musica di genere e primo in tendenza ovunque. Un’operazione commerciale che definire geniale è riduttivo, ma che si basa probabilmente proprio sull’approccio leggero à la Ghali, rendendolo però estremo con i video cartoon e un flow particolarissimo, nuovo e che ti entra in testa e la capacità di essere attraente pur essendo anti gangsta. Felpa viola, aureola ma corna da diavolo, perché l’ibrido è l’ingrediente alla base di questo tipo di successo.

Tha Supreme sale alla ribalta con l’utilizzo dell’alfabeto leet nei titoli delle sue canzoni. Questo alfabeto, per chi ne è all’oscuro, sfrutta la commistione di lettere e numeri oltre a simboli non alfabetici per dar vita a parole apparentemente prive di senso ma tutto sommato facilmente comprensibili. Scuol4, M12ano, 2ollipop sono ad esempio alcuni dei titoli dei suoi brani, ed il significato è intuibile, mentre serve un po’ più di sforzo per arrivare a capire che 23 6451, titolo dell’album, vuol dire “Le Basi”.

Questa lieve difficoltà di comprensione è presente anche nei bizzarri testi delle sue canzoni, ma è lo strumento che lo rende al momento unico e difficilmente imitabile. Tha Supreme ha destato da subito grande curiosità, e il fatto di essere un anonimo a metà, una sorta di Liberato che si è tolto il cappuccio non fa che ingigantirla. Forse è proprio qui che ha fatto centro Tha Sup. Il fenomeno Liberato si è inevitabilmente sgonfiato perché il pubblico non va tenuto all’oscuro ma gli va mostrato qualcosa, anche un selfie a metà faccia.

Per avvicinarti ai giovani, inoltre, devi mostrargli di essere come loro e quindi ecco che era scritto nel destino che, prima o poi, due passioni di queste generazioni, come i videogiochi e la trap o il rap avrebbero percorso la stessa strada. Se il mercato videoludico continua a crescere è anche grazie al boom del multiplayer, del gaming online e giochi come Fortnite, Call of Duty, FIFA, League of Legends.

nerd trap

Cantanti, calciatori e volti noti hanno sposato questa linea ed entrano di fatto nelle nostre case quotidianamente, lasciandosi vedere nelle loro dirette streaming su Twitch o Youtube, mentre giocano ai titoli di cui abbiamo parlato o ad altri, e questo è un fattore determinante perché l’utente vede un cantante di fama internazionale e ultramilionario come Drake, o un giocatore del Barcellona come Dembélé, o – per restare in Italia – un trapper famosissimo come Tony Effe fare le stesse cose che fa lui.

Una passione e un hobby accomuna quindi il Vip al comune ragazzo, e questo li avvicina incredibilmente. Cantanti e calciatori stanno infatti investendo sempre di più negli eSports, che diventano fonte di guadagno, oltre che di divertimento: questa vicinanza social resa così solida da calciatori come Florenzi, dai cantanti della DPG e tanti altri contamina un mondo fino a qualche anno fa appannaggio del nerd isolato e “malvisto”, e probabilmente fa bene ad entrambi. Al nerd e a chi ascolta la trap. Che in fondo potrebbero essere la stessa persona.

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