Mentre gli abbonamenti di Netflix continuano a salire, le azioni scendono in borsa: c’è da preoccuparsi? Facciamo il punto della situazione

Netflix ha appena diffuso i propri dati finanziari relativi al trimestre fiscale appena trascorso, rivelando una crescita netta degli abbonati, con 10 milioni di nuove sottoscrizioni effettuate dagli utenti in questo periodo: si tratta ovviamente di un dato gonfiato dalla pandemia, che ha costretto milioni di persone in tutto il mondo a rimanere confinati nelle proprie abitazioni, e per passare il tempo si è rifugiata proprio nei servizi streaming.

netflix abbonati

Ma se da un lato gli abbonati crescono, dall’altro le azioni del colosso dello streaming stanno un po’ deludendo, e sono calate dell’11%. Ma a cosa è dovuta questa discrepanza dei dati? In parte si tratta di una cosa fisiologica: le azioni dell’azienda erano quelle che si comportavano meglio nell’industria dell’intrattenimento, nonostante il continuo arrivo di nuovi competitor.

Succede però che le azioni che hanno performato troppo bene tendano a un certo punto a sgonfiarsi, trattandosi appunto di un mercato piuttosto volatile, e probabilmente è stato questo il caso.

C’è però un altro dato da tenere in considerazioni: se è vero che Netflix in questo periodo ha superato le aspettative (ci si aspettava poco più di 8 milioni di nuovi abbonati e ne sono arrivati 10), le previsioni per il prossimo trimestre sono decisamente al ribasso. L’azienda ha dichiarato di aspettarsi “solo” 2.5 milioni di nuovi abbonati, dato che il periodo del lockdown è stato assorbito, e la crescita tornerà piuttosto lenta, anche se costante.

Evidentemente queste previsioni non sono piaciute a Wall Street, che ha risposto negativamente quotando le azioni al ribasso. Netflix fa comunque sapere di essere concentrata sui propri clienti e sul miglioramento costante della qualità del proprio servizio e sull’arrivo di nuovi prodotti in catalogo.

Nel frattempo, Ted Sarandos è stato nominato co-CEO dell’azienda, insieme al fondatore e presidente Reed Hastings.

Infine l’azienda ha annunciato di voler sospendere i pagamenti per gli utenti inattivi da almeno due anni: “Una piccola percentuale dei nostri utenti non ha guardato niente negli ultimi due anni, e anche se abbiamo reso più facile la procedura di cancellazione, sembrano non avvalersi di tale possibilità. Così abbiamo deciso di smettere di addebitargli costi. Mentre questo cambiamento può risultare in una piccola perdita di guadagni, crediamo che le politiche a favore dei consumatori come questa siano la cosa giusta da fare, e che la cosa porterà benefici nel lungo termine”.

(Fonti: 1, 2)

 

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