Noel Clarke: un’agenzia lo scambia per un altro attore nero, l’attore denuncia su Twitter il fattaccio.

Le proteste per il movimento Black Lives Matter continuano a divampare mentre scriviamo, ed al coro di voci che hanno raccontato le ingiustizie subite si è aggiunto l’attore Noel Clarke, che ha scritto su Twitter un post di denuncia in cui ha raccontato di essere stato scambiato per un altro attore nero da un’agenzia importante.

La persona in questione gli ha scritto per fargli i complimenti per l’interpretazione in un film, in cui però l’attore non c’era. In un caso del genere però la buona fede non è da prendere in considerazione, in quanto un agente professionista ha tutti i mezzi per risalire ai lavori di un attore, a maggior ragione se tra le due parti c’è una conoscenza reciproca.

Noel Clarke denuncia

Ecco quanto scritto su Twitter da Noel Clarke:

“Questa è una mail ricevuta da un agente di alto livello che mi fa un complimento. Siamo nel business dallo stesso tempo, ci siamo incontrati diverse volte, ho lavorato con loro clienti, hanno accesso a tutte le informazioni professionali e dell’industria. Ma ciò nonostante…”, mostrando poi la lettera ricevuta.

L’attore ha continuato:

“Le persone come voi sono un grande problema e non se ne accorgono nemmeno, perché ogni cosa è una scusa. Ogni mancanza di rispetto e microaggressione è colpa nostra. Come fa un agente professionista, con agganci, che mi conosce e che ha le informazioni a portata di mano, a scambiarmi per un altro attore?”

L’amara denuncia di Noel Clarke riguarda anche un altro episodio, in cui è stato tenuto fuori dalla locandina di un film, Fisherman’s Friends. L’attore ha postato la foto della locandina, con tutti i nomi degli attori, in cui era messo per ultimo nonostante sia famoso allo stesso livello degli altri componenti del cast, mostrando come nell’immagine non sia proprio presente:

“Nessuno di questi attori ha detto una parola per me e per il fatto che non ci fossi, nonostante fossi famoso come la maggior parte di loro”.

Insomma, l’ennesimo brutto episodio che ci auguriamo di non leggere più in futuro.

 

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