Attenzione! Il seguente articolo contiene SPOILER su One Piece e il mistero della sua isola finale! Se non volete anticipazioni non proseguite la lettura!

Di isola in isola sono sempre di più i misteri svelati da Eichiro Oda in One Piece, la saga piratesca che sembra sempre più avviarsi al proprio finale.

Con la saga di Wano Oda ci ha mostrato un flashback con protagonista Oden Kozuki, il quale è stato imbarcato prima sulla nave di Barbabianca e, successivamente, sulla Oro Jackson, la nave del Re dei Pirati Gol D. Roger.

L’ultimo capitolo pubblicato è stato il 967 e ci ha mostrato alcune importanti novità per comprendere meglio la storia del mondo in cui sono ambientate le avventure della Ciurma di Cappello di Paglia.

Nello specifico abbiamo finalmente visto Roger arrivare sull’isola finale della Rotta Maggiore, il luogo in cui sarebbe situato il One Piece, il mitico tesoro che dà il nome al manga.

One Piece isola finale

Il nome dell’isola è per i fan italiani motivo di qualche controversia. L’attuale adattamento del manga chiama infatti questo ultimo approdo della Rotta Maggiore Raftel, a causa di una errata traslitterazione dei kanji in Rafuteru. Il vero nome, così come inteso dal mangaka, è Laugh Tale, ovvero “Fiaba della Risata“.

Nello sbarcare su quest’isola, grazie all’aiuto di Oden, Roger si trova di fronte a un tesoro magnifico, qui lasciato da un misterioso individuo di nome Joy Boy, già citato nella saga dell’Isola degli Uomini Pesce. Proprio la vista di questo tesoro, di cui non sappiamo ancora nulla, causa nel Re dei Pirati una risata incontenibile, che lo porta a nominare così l’isola, luogo in cui nessuno era mai giunto dagli oscuri Cento Anni di Vuoto.

Una rivelazione, quella legata all’origine di questo nome, che sicuramente sarà causa di teorie per i fan di One Piece. Secondo voi cosa vuol dire? Ditecelo con un commento!

(fonte: ComicBook.com)

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.