La carriera di Peter Moore si appresta a trasformarsi in un sogno dopo la sua assunzione come CEO del Liverpool F.C., sua squadra del cuore. In occasione di un’intervista su Glixel il manager inglese ha ripercorso la sua carriera, incluso il suo periodo come responsabile marketing di SEGA nel 1998 per il lancio americano del Dreamcast. Nonostante i risultati, però, la console non riuscì ad attecchire abbastanza negli Stati Uniti, portando la compagnia a chiudere definitivamente la produzione hardware e incaricando Moore di occuparsi delle future collaborazioni con quelli che una volta erano i competitor principali della società.

Secondo Moore, però, il vero problema risiedeva non tanto nel fare accordi con il nemico, quanto piuttosto l’incapacità di SEGA di comprendere appieno i cambiamenti dell’industria, motivo per il quale organizzò una serie di focus group con dei ragazzi cercando di capire il loro punto di vista sul marchio, ottenendo risposte negative o al massimo conferme nostalgiche. Le testimonianze registrate furono portate in Giappone da Moore in persona e mostrate agli alti funzionari dell’azienda, incluso Yuji Naka, il papà di Sonic: “Io e Naka-san avevamo un rapporto di amore e odio quando andava bene. Gli mostrammo i video e, arrivati alle critiche più aspre, Naka-san sbattè una mano sul tavolo infuriato dicendo che io avevo convinto quelle persone a dire delle falsità, che SEGA è un brand fantastico e nessuno direbbe davvero cose simili. Di fronte a quella testardaggine dissi al mio traduttore di mandarlo a quel paese“.

Ovviamente quello fu il punto di rottura definitivo e, nel giro di qualche mese, Peter Moore avrebbe abbandonato SEGA per incontrare Steve Ballmer di Microsoft per discutere del lancio di Xbxo 360. Il resto è storia.

(Fonte: Glixel)

 

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