Brutte notizie per Guillermo del Toro: il suo Pinocchio è stato rimandato

Non trova pace la produzione del Pinocchio di Guillermo del Toro: il musical dalle tinte dark di Netflix è stato rimandato. L’adattamento di Pinocchio di Del Toro è stato bloccato nel limbo di uno sviluppo interrotto per diversi anni. Questo finché Netflix non ha preso le redini del progetto alla fine del 2018. Il film, che Del Toro ha descritto come un progetto nato da un moto di passione, sarà un’animazione in stop-motion, e verrà realizzato in contemporaneamente al remake live-action della Disney.

Nelle ultime ore è però giunta una nuova notizia: il film di del Toro dovrà attendere ancora prima di poter approdare sul catalogo del servizio di streamgin di Reed Hastings. Il motivo, stando alla fonte, sarebbe da ricercare negli impegni del regista, impegnato nell’uscita a Dicembre 2021 di Nightmare Alley, film sul quale sembra puntare molto anche nell’ottica di un riconoscimento dall’Academy.

A questo punto pare che la nuova data per quella che è stata descritta come una versione “dark” della favola di Pinocchio ambientata nell’Italia degli anni Trenta, sia destinata a essere nel 2022.

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Pinocchio rimandato al 2022: le parole di Del Toro sul film

“Nessuna forma d’arte ha influenzato la mia vita e il mio lavoro quanto l’animazione e nessun personaggio ha avuto un legame profondo con me quanto Pinocchio“.

“Nella nostra storia, Pinocchio è un’anima innocente con un padre indifferente che si perde in un mondo che non può comprendere. Il nostro protagonista si imbarca in un viaggio straordinario che lo condurrà ad una profonda comprensione di suo padre e del mondo reale”.

“Ho da sempre voluto realizzare questo film. Sono estremamente grato a Netflix e al suo eccezionale team per questa opportunità unica nel suo genere, che mi permetterà di presentare la mia personale versione di questo strano burattino al pubblico di tutto il mondo”.

(fonte: CB.com)

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.