Peacock cambia ancora una volta lo showrunner del reboot del Principe di Bel-Air

Stenta a prendere corpo il reboot di Willy, il Principe di Bel-Air, con un nuovo cambio dello showrunner da parte del network. Lo scorso dicembre era infatti stato allontanato Chris Collins, prima scelta di Peacock per scrivere il reboot della serie Anni Novanta che segnò l’avvio della carriera di Will Smith.

Al suo posto venne chiamata Diane Houston, ma pare che anche questa volta le cose non siano andate per il verso giusto. Hudson è stata a sua volta rimossa dal progetto, che vede ora una coppia di co-sceneggiaotori: T.J. Brady e Rasheed Newson.

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Nuovo cambio di showrunner per il reboot: cosa sappiamo del nuovo Principe di Bel-Air?

Il remake in chiave drammatica di Willy il Principe di Bel-Air stenta quindi a prendere forma sulla piattaforma Peacock. La notizia che sarebbe stato prodotto era arrivata nel corso del mese di settembre 2020. Il servizio di streaming legato a NBC Universal aveva infatti dato il via libera per questa produzione, ordinando subito due stagioni per lo show. Il tutto era nato da un video diffuso su YouTube, diveuto rapidamente virale.

A dare la buona notizia al regista Morgan Cooper e all’ex showrunner e produttore Chris Collins era stato lo stesso Will Smith, che con una chiamata via Zoom aveva confermato l’avvio delle riprese. Un vero e proprio passaggio del testimone.

Willy il Principe di Bel-Air andò in onda dal 1990 al 1996 per un totale di 6 stagioni composte da circa 25 episodi ciascuna. Nella serie, l’attore protagonista Will Smith vestiva i panni del giovane ed esuberante Willy, nato e cresciuto nel ghetto di Philadelfia, dal quale è costretto ad allontanarsi per volontà della madre, Viola, che decide di mandarlo a vivere con la famiglia della sorella, nella ridente cittadina di Los Angeles.

(fonte)

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.