Nata dalla collaborazione tra Studio Traccia e Andrea Coccia di Slow News, l’edizione italiana de La Revue Dessinée porta l’informazione e il fumetto in un territorio franco, comunitario e condiviso in cui i due mezzi si intersecano tra di loro modificando a vicenda le proprie regole

revue dessinee

uando è circolata la voce che la rivista francese di graphic journalism La Revue Dessinée avrebbe avuto anche un’edizione italiana, nata dalla collaborazione tra Studio Traccia e Andrea Coccia di Slow News, ero piuttosto entusiasta. Il progetto originario creato da La Bande Destinée (etichetta d’oltralpe che si occupa di creare comunicazione d’impresa attraverso l’uso del fumetto) è affascinante e devo ammettere che ho sempre provato un po’ d’invidia per il fatto che una cosa simile da noi, in Italia, non esisteva in modo così strutturato, pensato e curato. Un magazine completo e approfondito, che non si limita “soltanto” a raccontare il reale ma si prende la briga anche di proporre rubriche di costume, usando sempre il fumetto come mezzo per fare arrivare le storie (o per crearne). Per fortuna, ora, questa cosa esiste anche in Italia.

Un progetto che vuole far incontrare il giornalismo d’inchiesta e di racconto più rilassato e ragionato – quello che non rincorre lo scoop fine a se stesso ma ci tiene a far sì che le storie restino in chi legge – e il fumetto in un percorso di scambio vicendevole e continuo, che cambia il modo stesso con cui leggiamo i reportage grazie alle possibilità date dalla nona arte e dai suoi codici. Viceversa anche il visivo, scontrandosi con un modo di narrare meno ancorato a vincoli di sceneggiatura, ritmo e regole narratologiche, si modifica e genera effetti di senso unici. La Revue Dessinée è dunque una piattaforma dove linguaggi si incontrano e incrociano per poi restituire a chi legge ciò che ciascuno ha imparato dall’altro e come può applicarlo al suo mondo, e questo primo numero italiano racchiude dentro di sé tutto quel che serve per comprendere questo incontro sotto forma di articoli.

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Il dialogo tra le proteste contro la linea Torino-Lione a cavallo dei due confini diventa, per esempio, l’occasione per far incontrare autrici e autori che hanno visto e vissuto le questioni sia dalla Francia che dall’Italia e alternare i racconti dei due stati facendo variare chi scrive e disegna ciascuno dei due. Il cambio di registro visivo e di scrittura diventa qui anche il modo pratico di segnare due discorsi che partono da direzioni differenti ma diventano convergenti, fisicamente e ideologicamente proprio come il tunnel ferroviario e la storia che si porta dietro. Oppure ecco che la ricetta per realizzare gli gnocchi con gorgonzola e noci diventa anche la scusa per approfondire la storia dell’alimento che sta alla base di questo primo piatto, le patate e il loro significato per la nostra specie nel corso della sua esistenza. O ancora attraverso le immagini è possibile rendere i ragionamenti sul linguaggio del cinema più percepibili e comprensibili mentre si raccontano gli usi che fa di esso Jim Jarmusch in un articolo sul suo Daunbailò che è una vera e propria disanima di come il regista crea scene espressive e significative per la sua storia.

Le interviste e le citazioni da dichiarazioni riportate diventano dialoghi, i dati e i riferimenti appunti narrativi per creare ritmo e che vengono gestiti in modi che solo il fumetto permette. Il flusso dell’informazione si distorce e deforma per convogliare dentro di sé griglie, intersezioni tra testo e immagine e dialoghi che racchiudono un momento preciso. La Revue Dessinée quindi non è solo una rivista di informazione o solo una rivista a fumetti: è entrambe e contemporaneamente qualcosa di completamente nuovo. Dove la notizia raccoglie nuove forme e il visivo si struttura secondo nuovi elementi di senso. Un primo numero, questo, che lascia le porte aperte a un’evoluzione ancora ulteriore e più estrema verso quanto questi due mondi possano cambiarsi e cambiare, proponendo insieme un modo unico di conoscere il mondo.

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Sguardi che si informano per informare sul mondo, altri che lo racchiudono in momenti e che – insieme – creano. Mondi che si incrociano e non si vergognano di far trasparire i temi del contemporaneo (tra i tanti: Onlyfans e il ripopolamento delle zone rurali del nostro paese, oltre che la crisi climatica e il rapporto tra criminalità e narcotici) attraverso le storie di chi ha vissuto o sta vivendo quei contesti. Storie assurde di presunti viaggiatori nel tempo e romantici racconti di sport popolare e sociale che convogliano ricerca e inchiesta con la sperimentazione grafica, l’impaginazione e l’illustrazione per arrivare a un punto nuovo. Ormai lo avete capito: La Revue Dessinée è un’operazione che dovete tenere d’occhio.

Nato a Torino, nel 1991, Luca studia scienze della comunicazione come conseguenza della sua ossessione nei confronti delle possibilità che offrono i mezzi di comunicazione e ha lavorato come grafico e consulente marketing (lavoro che ha fatto crescere esponenzialmente la sua ossessivo-compulsività per le cose simmetriche e precise). Lo studio gli ha permesso di concretizzare la sua passione per i differenti linguaggi dei media, sperimentando con mano l'analisi linguistica e semiotica; il lavoro gli ha dato la possibilità di provare a inserire la teoria nel pratico. Studio e lavoro, insieme, lo hanno portato a scrivere di, tra gli altri argomenti, grafica pubblicitaria, marketing, comunicazione e comunicazione visiva collegata al videogioco.