Skeletor: come nasce un personaggio iconico

Chi è cresciuto negli anni ’90 non può non aver subito il fascino di Skeletor, antagonista di He-Man, l’eroe dei Master of the Universe.
Un giorno vi parleremo approfonditamente del successo incredibile che ha avuto questa serie, creata dalla Mattel nel 1981 come una linea di giocattoli e poi diventata un brand vittorioso che ha dato vita a una serie animata, dei fumetti e gadgettistica di vario tipo.
Ma per ora vogliamo concentrarci su Skeletor. Chi era? E qual era il suo scopo?

Nell’immaginario del villain egli risponde perfettamente ai canoni, e solamente il suo aspetto, con una testa di scheletro su di un corpo possente e muscoloso, basta a fare di lui un personaggio da adorare.

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E pensare che l’ispirazione per una creatura così spaventosa deriva da un reale accadimento nella vita di Mark Taylor, designer della Mattel. Da piccolo infatti il giovane Taylor si recò al The Pike, storico parco di divertimento di Long Beach in California, ormai chiuso, e qui in un particolare “spettacolo” venne esposto il cadavere imbalsamato di tale Elmer McCurdy, un ladro ucciso nel 1911 dalla polizia. Un modo senza dubbio suggestivo, per non usare altri termini, di far divertire la gente, e che di certo scioccò il piccolo Mark Taylor, che ebbe negli occhi per tantissimo tempo l’immagine del cadavere dell’uomo, che gli diede però ispirazione nella creazione del famoso Skeletor. Possiamo quindi asserire, in un certo senso, che il vero nome del villain dei MOTU sia Elmer McCurdy.

Ma bando alle ciance; torniamo alla nostra domanda iniziale. Qual era lo scopo di Skeletor?
Ovviamente, come ogni villain che si rispetti, parte da una situazione di svantaggio per cercare di effettuare una conquista a discapito dell’eroe, in questo caso He-Man. L’obiettivo del cattivo con il volto da scheletro è infatti mettere le mani sul castello di Greyskull, in modo da carpirne i segreti e poter così conquistare Eternia.

Nei minicomic, ovvero dei brevi fumetti che venivano distribuiti dalla Mattel insieme alle action figure nell’81, si provava a delineare una bozza di storia, in modo da fornire ai piccoli fruitori un quadro della situazione ed identificare buoni, cattivi e relativi obiettivi.
Qui Skeletor viene disegnato come un demone di un altro mondo, che vuole aprire un portale dimensionale in modo da far arrivare il suo popolo su Eternia per conquistarla. Questo è sempre stato il suo scopo, e per la sua sfrenata ambizione ha persino tradito il proprio maestro, il temibile Hordak (sebbene il suo ruolo e la sua figura cambi un po’ a seconda dei medium in cui compare), intrappolato su Etheria, pianeta gemello di Eternia.

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Skeletor: nascita, storia e mutazioni

Se la serie animata targata Filmation è quella iconica con cui identifichiamo i Master of the Universe, è altrettanto vero che i ben più recenti cartoni del 2002 ad opera della Mike Young Productions ci danno nuove informazioni sul personaggio di Skeletor. Qui viene raffigurato con sembianze umane e porta il nome di Keldor, e per la prima volta ci viene fornita una vera ed intrigante storia del villain, cosa che non era avvenuta nelle prime serie animate, nonostante degli accenni ad una sua stretta parentela col Re di Eternia, Randor, ovvero suo fratello.

Tuttavia, quest’ultimo aspetto non è proprio menzionato nella nuova serie, e i due appaiono come normali avversari e nemici con scopi contrastanti, l’uno volto alla difesa di Eternia e l’altro alla sua conquista. È proprio in un’epica battaglia infatti che Keldor diventa Skeletor, finendo sfigurato a causa di un potete acido e costretto a salvarsi dalla morte solo grazie ad un patto con Hordak, che lo trasforma appunto nel demone che tutti conosciamo.

Nelle storie a fumetti distribuite in America dalla Dark Horse invece la genesi del nostro villain è più approfondita. Anche qui, come nella serie animata della MYP compare dapprima nelle vesti di Keldor, e viene specificato che si tratta del figlio primogenito dell’allora sovrano di Eternia, Re Miro. Keldor nasce dalla relazione del re con Saryn, una donna della razza Gar, e nonostante tale tribù sia invisa nel pianeta per dei crimini commessi millenni prima, ma soprattutto sebbene Re Miro abbia avuto un secondo figlio, dalla sua regina, questi nomina proprio Keldor come suo successore al trono.

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Dopo la scomparsa del re però il popolo di Eternia si ribella all’idea di un gar a regnare su di loro, e quando anche la regina muore in strane circostanze Keldor viene accusato dell’omicidio e bandito. A questo punto, ferito nell’animo, giura di riprendersi con ogni mezzo ciò che gli è dovuto, e giunge nel regno di Hordak dove apprende ogni tipo di arte oscura e brandisce lo scettro di Havoc. In queste circostanze conosce anche Evil-Lyn, di cui si innamora e dalla quale ha un figlio. Nel frattempo ha messo in piedi un esercito di rivoltosi per il suo piano: sfidare suo fratello Randor e riprendersi Eternia.

È in questo frangente che avviene la mutazione di Keldor in Skeletor. Come già accennato, durante un duello con Randor, Keldor ha la peggio e il suo volto inizia a liquefarsi, così i suoi uomini battono ritirata per portarlo in salvo ed Hordak, per farlo sopravvivere, utilizza le sue arti oscure facendolo fondere con il malvagio Demo-Man. Da quel momento nasce Skeletor, il villain crudele che conosciamo tutti.

Insomma, le origini e la storia di Skeletor variano un po’ a seconda del mezzo che le racconta, e scopriamo dunque che nonostante l’aspetto truculento, in grado al contempo di terrorizzare e affascinare i bambini, ha un background complesso e un lato umano (gariano, anzi) molto più accentuato di quel che sembra.

Parlando dell’estetica di Skeletor, quella con cui è comunemente identificato è la sua versione Classic, ovvero quella in cui nasce nelle action figure del 1981, con un teschio giallo nascosto sotto un cappuccio viola, e un corpo azzurro e muscoloso ricoperto centralmente da una sorta di armatura che riporta sul petto due ossa incrociate.

Nonostante il suo aspetto, come molti antagonisti delle serie animate Skeletor colleziona una serie di fallimenti che lo rendono a tratti goffo e limano quell’aura di invulnerabilità che la sua immagine porta con sé, anche grazie al fantastico doppiaggio in italiano (quantomeno per noi) ma soprattutto ad una serie di sgherri impacciati non assolutamente in grado di opporsi all’eroe He-Man.
Addirittura con il tempo il tutto prenderà una deriva eccessivamente bonaria, con uno Skeletor versione Grinch (o Bad Santa) in He-Man e She-Ra: Speciale Natale, episodio a sé dove il “villain” finisce per aiutare dei bambini.

È nella serie del 1990 che si prova a donare al cattivo un carattere più spietato, e si cerca di farlo anche con uno nuovo design, caratterizzato da un teschio bianco e dagli occhi di un rosso vivido, ma esteticamente meno accattivante rispetto alla versione classica.
Proprio per questo, la serie remake del 2002 opera un ritorno alle origini, tenendo il colore bianco per il teschio ma raffigurando uno Skeletor nel complesso molto più simile a quello originale.

Dimora e poteri di Skeletor

Come ogni supercattivo che si rispetti, anche Skeletor ha la sua dimora dall’aspetto orrifico, e ci riferiamo ovviamente alla Montagna del Serpente (Snake Mountain), che si trova nell’emisfero oscuro di Eternia, e deve il suo nome al fatto che una volta era la casa degli uomini serpenti, che volevano a loro volta conquistare il pianeta. Ovviamente la sua forma ci ricorda inequivocabilmente i rettili squamati e la sua versione giocattolo creata e distribuita nel 1983 è molto simile a quella apparsa nella serie animata di quell’anno.

Dopo aver tratteggiato le caratteristiche estetiche del personaggio ed aver ricordato le varie modifiche che ha subito nel corso del tempo, è bene anche domandarsi: al di là dell’aspetto, cosa fa di lui un temibile villain?

Ovviamente i suoi poteri. Skeletor è infatti un abile maestro di magia nera ed è grazie a questa che è in grado di aprire portali dimensionali, ma più in generale plasmare le leggi della natura e utilizzare poteri come la telepatia, il teletrasporto, l’ipnosi, creare illusioni e donare poteri a persone, animali e cose, facendoli agire a suo piacimento.
Ecco dunque il chiaro identikit del cattivo perfetto, che di certo va un po’ a cozzare con i tanti fallimenti visti e riscontrati nelle serie animate, ma del resto queste sono le leggi dell’animazione, soprattutto quella di un tempo: il villain deve perdere sempre, e a più riprese, contro l’eroe senza macchia e senza peccato.

A noi questo, però, interessa poco perché Skeletor resta e resterà sempre uno dei villain più apprezzati delle serie animate e uno dei personaggi più emblematici della cultura pop anni ’90. E nonostante i suoi difetti, una genesi poco chiara e i vari cambiamenti da un medium all’altro continueremo a subire senza dubbio il fascino di questo villain intramontabile.

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