Mai rubare rabarbaro in barba a un barbaro

Tempo fa abbiamo stilato una prima classifica in cui abbiamo racchiuso quelli sono per noi i 15 migliori villain del cinema dal 2000 ad oggi. Adesso iniziamo il nostro percorso a ritroso, e in questo secondo listone ci occupiamo del ventennio precedente, quindi dal 1980 al 1999.
Se possibile stavolta la selezione è stata ancor più ardua, e abbiamo fatto fuori alcuni cattivi davvero eccezionali, che probabilmente saranno nelle classifiche di molti di voi, come il terribile Freddy Krueger di Nightmare, o Gordon Gekko di Wall Street (’87) o Hans Gruber in Trappola di Cristallo (’88) o, passando ai film d’animazione, Ade in Hercules (’97), e tanti altri ancora, ma in fondo la soggettività fa sempre parte di questo tipo di articoli.
Ad ogni modo bando alle ciance, e partiamo con la top 15!

Scar – Re Leone (1994)


Iniziamo con uno dei migliori personaggi Disney in assoluto. L’amore/odio che la maggior parte di noi prova per Scar è qualcosa che non si può spiegare. Se nei tratti e nel comportamento, pur trattandosi di un leone, ricorda un altro noto personaggio quale la tigre Shere Khan de Il libro della giungla, Scar ha letteralmente soppiantato qualsiasi tipo di rivale nel mondo Disney, grazie alla cura degli sceneggiatori Irene Mecchi, Jonathan Roberts, Linda Woolverton e alle animazioni di Andreas Deja, che ci hanno regalato un leone affascinante quanto spaventoso, con quella cicatrice sull’occhio ed un’indole subdola e crudele senza precedenti.

villain del cinema

Max Cady – Cape Fear (1991)

 

Cambiamo totalmente genere, e dall’animazione passiamo al thriller. Sotto la direzione di Scorsese, nel ’91 esce nella sale Cape – Fear, remake de Il promontorio della paura di Lee Thompson, datato 1962, con la particolarità che il regista della New Hollywood sceglie di mantenere nel suo film alcuni attori dell’opera originale, ovvero Gregory Peck, Roberto Mitchum e Martin Balsam, sebbene in ruoli differenti. Tra i nuovi volti compare ovviamente uno degli interpreti feticci del Maestro Martin, ovvero Robert De Niro. Qui l’attore mette in scena una delle sue tante eccezionali performance, e nel suo Max Cady è racchiusa l’essenza della follia, evidenziata sullo schermo attraverso gesti, comportamenti, sguardi, segni sulla pelle e tanto altro ancora. Non scopriamo certo qui l’immensa bravura di uno dei migliori interpreti della storia del cinema, ma la sua interpretazione vale da sola la visione del film.

Hannibal Lecter – Il silenzio degli innocenti (1991)


Ne abbiamo parlato già nel nostro speciale sui serial killer e lo abbiamo citato pure nell’articolo sui villan 2000-2018, eppure non potevamo certo evitare di inserirlo nuovamente in lista.

Hannibal Lecter è l’emblema del villain e la sua performance ne Il silenzio degli Innocenti è valsa ad Anthony Hopkins il primo ed unico Premio Oscar della sua carriera. Glaciale, spietato, terrificante. Insomma, su queste pagine ne abbiamo parlato davvero tante volte che diventa difficile farlo ancora senza ripetersi, ma comunque ricordatevi di evitare di ritrovarvi soli in una stanza con lui, soprattutto se c’è del buon Chianti in giro…

 

Jack Torrance – Shining (1980)


Nato dalla geniale penna di Stephen King, il personaggio di Jack Torrance di Shining trova la sua trasposizione cinematografica nell’adattamento ad opera del maestro Kubrick, solamente tre anni dopo la pubblicazione del romanzo. Nonostante le differenze con il Jack del libro, il personaggio interpretato da un incredibile Jack Nicholson sa donare una nuova identità a quello che più un villain diviene una sorta di antieroe, vittima della sua follia e della sua furia omicida. Una delle migliori interpretazioni di uno dei più grandi attori della storia del cinema.

Capitan Uncino – Hook (1991)

Chi è cresciuto negli anni ’90 non può non provare adorazione ed affetto per Hook, film di Spielberg che narra le avventure di Peter Pan, dove lo stesso titolo richiama l’importanza del personaggio di Capitan Uncino, interpretato magistralmente da Dustin Hoffman. Un’opera che è diventata un cult generazionale e tra le motivazioni di tutto ciò rientra assolutamente il personaggio di Hoffman, che all’epoca aveva già vinto un Oscar con la sua performance in “Kramer contro Kramer”. Il personaggio di Capitan Uncino è di per sé molto affascinante, e rappresenta il prototipo del villain, ma è la caratterizzazione perfetta dell’attore a renderlo incredibile ed iconico.

Jafar (& Iago) – Aladdin (1992)

Due al prezzo di uno, dal momento che sono complementari. Si torna al cinema d’animazione, con la pellicola del ’92 sempre targata Disney: Aladdin. Il re dei ladri ha un nemico spietato, ovvero Jafar, il gran visir del sultano di Agrabah, che mira segretamente alla conquista del mondo intero. Un personaggio che tra l’altro affonda le sue radici in una figura realmente esistita, il visir persiano Ja’far ibn Yahya al-Barmaki, da cui trae ispirazione insieme, naturalmente, allo stregone presente nel racconto de Le mille e una notte, Aladino e la lampada meravigliosa.

Jafar è uno dei personaggi più subdoli in assoluto, e si accompagna al fedele ed altrettanto spietato pappagallo Iago. Tra i poteri di stregoneria del gran Visir, vi è anche quello dell’ipnosi, che utilizza nel film.

Frank Boot – Velluto Blu (1986)

Tra i folli personaggi Lynchiani, spicca senz’altro la figura di Frank Booth, interpretato da Dennis Hopper in Velluto Blu. Lo schizofrenico personaggio è dotato di una doppia personalità che lo rende ancor più pericoloso, e il suo essere psicotico, subdolo e vile, anche grazie all’interpretazione magistrale di Hopper fa di lui un cattivo iconico del cinema del regista e non solo. Tra una sorta di complesso di Edipo, perversioni, urla e manifesta brutalità, Frank di Velluto Blu è in assoluto uno dei villain più temibili di questo arco temporale.

T-Rex – Jurassic Park (1993)

Tra le creature non umane considerabili come veri e propri villain, tolti i film d’animazione, sono in pochi quelli che possono avere il lusso di finire in classifiche come queste. Due di questi sono entrambi presenti in pellicole di Steven Spielberg, e se il primo – che probabilmente avrete già capito – è destinato ad un altro listone, per il periodo ’80-’99 ce n’è uno che senza ombra di dubbio entra in classifica sfondando la porta d’accesso e facendo tremare il terreno. Nel vero senza della parola.
Il terribile T-Rex di Jurassic Park è un villain a tutti gli effetti, ed il momento in cui si palesa per la prima volta, con gli attimi precedenti il suo arrivo sulla scena, delinea una delle sequenze rappresentative del cinema di Spielberg.

Joker – Batman (1989)

Nel precedente listone abbiamo citato il Joker di Heath Ledger, e non possiamo pertanto esimerci dal fare lo stesso con quello di Jack Nicholson, datato 1989, per il film Batman di Tim Burton.
Il personaggio di Joker è di per sé il villain per antonomasia, e quando poi si ha la fortuna di poter contare su due performance eccezionali, sebbene molto diverse tra loro, come quella di Nicholson prima e Ledger poi, diviene un vero orgasmo visivo. Tra battute leggendarie che restano nella storia della cinematografia, espressioni incredibili e un’interpretazione formidabile, il Joker di Jack Nicholson è di certo uno dei migliori villain di sempre.

Annie Wilkes – Misery non deve morire (1990)

Unica donna in lista, ma probabilmente tra i più agghiaccianti villain di sempre.
La bravissima Kathy Bates interpreta in maniera eccellente il personaggio di Annie Wilkies, riuscendo a replicare e forse persino a superare la controparte cartacea, del romanzo Misery di Stephen King, col suo sguardo vuoto ed inquietante, quella devozione che si tramuta in ossessione e quindi in violenza. La Wilkes rappresenta l’emblema della follia.

Early Grace – Kalifornia (1993)

Ecco uno dei cattivi più cattivi di tutti, ma spesso dimenticato e ingiustamente sottovalutato. Kalifornia è un film del ’93, diretto da Dominic Sena, con protagonisti gli allora “piccioncini” Brad Pitt e Juliette Lewis, nelle vesti di una specie di Mickey e Mallory Knox un anno prima. Con la curiosità, tra l’altro, che Marroly Knox sarà interpretata sempre dalla Lewis. Ma a parte questi dettagli, Kalifornia è un film senza dubbio godibile, un thriller in cui assistiamo alla spietata evoluzione caratteriale di Early Grace, impersonato da Brad Pitt, a cui si contrappone “l’eroe” di turno, il Brian Kessler di David Duchovny (sì, proprio lui). Sono le eccezionali doti attoriali di Brad Pitt che rendono il suo Early un cattivo terribilmente fantastico, e questa performance purtroppo è passata decisamente sotto traccia…

 

Agente Smith – Matrix (1999)

Hugo Weaving dona al suo Agente Smith delle caratteristiche in grado di ergerlo come uno dei migliori villain del suo tempo. Concreto e risoluto, va dritto verso i propri scopi senza manifestare mai incertezza, alternando la sua fermezza e il suo sguardo cupo ad un sorriso agghiacciante. Le sue particolari abilità e la sua spiccata intelligenza fanno il resto.

John Doe – Seven (1995)

Non c’è niente di più inquietante dell’ignoto. Evitare gli spoiler per un film del ’95 è piuttosto frustrante, ma siccome abbiamo scelto questa strada già nell’articolo sui serial killer del cinema, ci ripetiamo pure qui.
John Doe è il protagonista silente di un’opera densa e carica di significati, in cui Fincher scandaglia l’animo umano mettendolo di fronte ai 7 vizi capitali, con l’assassino seriale che compie un omicidio per ciascuno di essi, fino ad un epilogo agghiacciante.

Norman Stansfield – Léon (1994)

Di tanti ruoli eccezionali e performance incredibili è costellata la carriera del Premio Oscar Gary Oldman. Stavolta lo ricordiamo per il Norman Stansfield in Leon, l’opera che lanciò la giovanissima Natalie Portman.
Qui l’attore, nei panni di un agente della DEA corrotto, snocciola benissimo nell’arco del film tutte le caratteristiche del suo bizzarro personaggio, dall’insana follia al rapporto di dipendenza  con la droga, in un percorso narrativo che porterà la sua stravaganza a livelli estremi di pericolosità.

Keiser Soze – I soliti sospetti (1995)

Non vi arrabbiate, non stiamo spoilerando nulla, perché tanto ci ha già pensato Caparezza nella sua famosa canzone di cui non diremo altro, in difesa dei pochi che non l’hanno sentita né hanno visto il film e che vivono palesemente in un’altra dimensione (come va la vita lì su Marte? Gli alieni sono simpatici?). Il perfetto criminale, per dirla sempre alla Michele Salvemini, è il misterioso Keiser Soze che viene annunciato in tutto il film e di cui si scoprirà solo alla fine l’identità. Il che, già di per sé, basterebbe ad inserirlo in lista. Da molti è stato infatti indicato come il villain perfetto, complice anche l’eccellente sceneggiatura di McQuarrie, che sciorina gli eventi nel modo più appropriato. Ma chi è questo Keyser Soze? Nessuno pare saperlo, e questo lo rende ancora più potente.

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