Il biografo di Roald Dahl ha scoperto un’intevista realizzata da Terry Pratchett

Quando si pensa al mondo dei libri per ragazzi e a quello del fantasy comico, è difficile non pensare a Roald Dahl e Terry Pratchett. Proprio per questo l’idea dell’incontro di questi due grandissimi autori ha qualcosa di suggestivo. Due scrittori capaci di segnare l’immaginario dell’infanzia di molti giovani lettori che si incontrano, due sensibilità fuori dall’ordinario che finalmente hanno la possibilità di parlarsi e di confrontarsi.

Questo è quanto ha scoperto Marc Burrows, biografo dello scrittore de La Fabbrica di Cioccolato, durante la ricerca di materiale per un libro. Tra le carte è stata riscoperta la conversazione avvenuta nel 1969 con un giovane giornalista di appena ventuno anni. Il suo nome era Terry Pratchett.

Che l’intervista potesse aver avuto luogo era cosa nota. In una lettera il giovane Terry si  presentava allo scrittore gallese come “un ammiratore del suo lavoro, sia delle storie brevi che dei romanzi per ragazzi”. E, in questa occasione, chiedeva di poter avere un incontro con Dahl, la cui risposta fu “vedremo di organizzare qualcosa“.

Per molti anni non si era saputo se l’incontro fosse effettivamente avvenuto. Ma col ritrovamento di questi giorni sappiamo per certo che l’intervista in qualche modo fu realizzata e pubblicata sul Midweek Free Press il 21 Maggio 1969. Per lungo tempo passò inosservata, perché l’allora giovanissimo giornalista scrisse sotto lo pseudonimo di Marcus.

Terry Pratchett

L’intervista

Qui di seguito vi proponiamo alcuni dei passaggi dell’intervista resi noti da Burrows. Si tratta di qualche stralcio, probabilmente un’anticipazione di ciò che vedremo all’interno della biografia in fase di preparazione.

La prima domanda posta da Pratchett riguardò quale fosse il compito dello scrittore. Domanda a cui Dahl rispose: “Lo scopo di uno scrittore come me è quello di intrattenere, in maniera pura e semplice. Non c’è alcun significato nascosto dietro la scrittura, eccetto quello con cui ogni scrittore deve fare i conti, ovvero che esistono persone orribili e persone molto belle. La maggior parte della gente è molto cattiva quando la si analizza. Ma, fondamentalmente, un autore è un intrattenitore. Cosa che molti scrittori di narrativa dimenticano, diventando dei moralisti”.

Parlando quindi della stesura di romanzi per bambini, Dahl sottolineò la gratificazione insita in questo lavoro. “Non è facile scrivere romanzi per ragazzi, ma è molto remunerativo. Non da un punto di vista economico, ma in un altro modo”.

Pratchett fece notare come le storie brevi circolassero sempre meno. La colpa, secondo il futuro Sir Terry, sarebbe stata da attribuire alla pochezza delle trame, già viste e riviste. Il racconto stava andando estinguendosi. L’intervista era quindi tornata a parlare della figura dell’artista, con Dahl che non risparmiò degli strali a queste figure. 

L’arte è fortemente sopravvalutata, in particolare dagli artisti” sostiene Dahl nell’intervista. “Vanno in giro pensando che sia la cosa più importante al mondo e che siano, quindi, le persone più importanti”. A questo Dahl aggiunse. “Le cose più importanti al mondo sono l’assistenza all’infanzia, le famiglie e la medicina. Gli artisti hanno una gran faccia tosta! Pensano che non ci sia nient’altro al mondo che loro!”.

(fonte: The Telegraph)

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