Them – Loro: Prime Video si ispira a Jordan Peele per un horror dalla doppia chiave di lettura

Meglio Netflix o Prime Video? Il dibattito si è aperto anni fa e non fa altro che continuare su scala sempre più imponente, seguendo di pari passo la progressiva espansione dei due colossi dello streaming. Them – Loro è, da questo punto di vista, sicuramente una freccia importante nella faretra di Amazon, che ha realizzato la serie direttamente nei propri giovani Studios. L’ambizione del progetto è palpabile: alla sceneggiatura c’è Lena Waithe, già vincitrice di un Emmy Award per Master Of None. Them – Loro è una storia claustrofobica e verosimile in modo disturbante, che trae diretta ispirazione dalle pellicole horror a sfondo sociale di Jordan Peele. Andiamo a scoprire perché questa serie potrebbe riscuotere notevole successo, magari spostando anche qualche equilibrio nelle preferenze degli utenti.

Them – Loro su Prime Video: di cosa parla

Prima di addentrarci nell’analisi del doppio horror di cui parliamo nel titolo, spendiamo un paio di frasi sulla storia che viene raccontata. Con Them – Loro Prime Video ci porta negli anni Cinquanta, quelli della Grande Migrazione, in cui molte famiglie afroamericane lasciarono gli Stati del Sud per cercare lavoro nella rampante industria della West Coast. La famiglia Emory compie proprio questo tipo di viaggio, trasferendosi dal North Carolina a Compton, California. L’accoglienza della piccola comunità di periferia, composta unicamente da bianchi, non è delle migliori e presto si trasforma in una vera e propria guerra psicologica. Da qui partono le vicende del marito, della moglie e delle due figlie, che durante il giorno si dividono per affrontare la vita quotidiana e di sera si riuniscono per tentare di sanare le ferite del passato e del presente.

Them Loro Prime Video 1

Them – Loro su Prime video: l’horror sociale

Traendo ispirazione da opere di Jordan Peele come Noi (2019), Them – Loro non può che ereditarne la forte critica sociale. Sin dalle prime battute della serie risulta subito chiaro come il vero orrore risieda non tanto negli avvenimenti soprannaturali (di cui parleremo nel prossimo paragrafo), ma nelle vessazioni che tutti i giorni la famiglia Emory è costretta a subire al lavoro, a scuola e persino tra le mura domestiche. Il comitato di quartiere è capitanato da Betty Wendell, la classica casalinga americana anni Cinquanta tutta sorrisi, grembiuli e capelli biondi sempre acconciati, ed è determinato a rendere la vita quotidiana dei nuovi vicini un vero inferno. Betty vede il colore della pelle degli Emory come una malattia: “Se si troveranno bene, alzeranno la cornetta e in men che non si dica il quartiere sarà pieno di negri”, esclama a un certo punto parlando con le sue amiche. Il suo obiettivo diventa quindi quello di usare ogni stratagemma possibile per far trasferire la famiglia di colore prima che questo avvenga: i bambini urinano sui lenzuoli stesi ad asciugare, gli uomini danno fuoco al giardino, il cane degli Emory muore in circostanze misteriose. Le idee dei membri del comitato di quartiere sono così estreme, così deliranti da risultare terrificanti, molto più di qualsiasi evento soprannaturale. E se spaventano noi, che viviamo nel 2021 e dovremmo, almeno in teoria, esserci lasciati alle spalle tali concetti molto tempo fa, possiamo solo immaginarne l’effetto in una società che li elevava a principi morali come quella del dopoguerra americano.

Them Loro Prime Video 2

L’horror soprannaturale

Sebbene l’horror sociale rappresenti la vera cifra stilistica di Them – Loro, nell’opera targata Prime Video non manca il lato più classico del genere. Una volta arrivati nella nuova abitazione, i membri della famiglia Emory cominciano ad avere strane visioni, come se il posto fosse maledetto. Henry, per esempio, soffre di sindrome da stress post traumatico dal suo ritorno dalla Seconda Guerra Mondiale: i militari americani usavano sperimentare le armi chimiche sui componenti di colore del loro stesso esercito. La presenza più inquietante, però, è quella di un uomo in black face che balla e lo guarda sempre dritto negli occhi. Il ballerino non è altro che una sorta di personificazione delle cosiddette leggi Jim Crow, che hanno per lungo tempo legittimato la segregazione razziale negli USA. Luck, la moglie di Henry, spesso si astrae dalla realtà immaginando scenari di morte, per poi risvegliarsi e non rendersi più conto di dove si trovi. I soprusi dei vicini le provocano crisi sempre più violente, finché uno strano uomo vestito da prete con un cappello nero non inizia a manifestarsi di quando in quando davanti a lei. Ruby e Gracie, le due figlie della coppia, cercano come possono di adattarsi alla nuova vita, ma la scuola non è certo un’ancora di salvezza. Anche loro hanno delle visioni, sempre a metà tra rassicuranti e inquietanti. Ciascuno a modo suo, i membri della famiglia Emory scivolano progressivamente nella pazzia, rifiutando sempre e comunque di fuggire.

Them – Loro è sicuramente una serie horror, ma non (o meglio non solo) nel senso più classico del termine. Quello che noi spettatori proviamo durante la visione non è infatti propriamente terrore, dato che non c’è nulla di davvero ignoto in ciò che succede, o di davvero terrificante nelle misteriose presenze che popolano l’immaginazione dei protagonisti. Il sentimento dell’orrore si risveglia soprattutto nelle scene di vita quotidiana, in cui vengono mostrati i piccoli (e meno piccoli) dispetti, l’ostracismo sociale e la crudeltà dei vicini della porta accanto. Them – Loro è una rappresentazione della semplicità e della banalità del male che non cade mai nella retorica. Datele una chance!

Nasce con Toriyama, cresce con Ohba e Obata, corre con Shintaro Kago. Un percorso molto più coerente di quello scolastico: liceo scientifico, Scienze della Comunicazione, tesi su Mission: Impossible, scuola di sceneggiatura. Marco ha scoperto di essere nerd per caso, nel momento in cui gli hanno detto che lo sei se sei appassionato di cose belle. Quando non è occupato a procrastinare l'entrata nel mondo del lavoro, fa sport che nessuno conosce e scrive racconti in cui uomini e gatti non arrivano mai alla fine.

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