Yves Guillemot si scusa per i recenti problemi interni di Ubisoft in un messaggio prima dell’evento streaming

Il CEO di Ubisoft, Yves Guillemot, è apparso in un video messaggio prima dell’inizio dell’evento organizzato dalla software house questa sera, per dire alcune parole sui recenti problemi interni nell’azienda.

Come ricorderete infatti, negli scorsi mesi Ubisoft era finita nella bufera per via delle accuse di molestie sessuali rivolte ad alcune persone importanti dell’azienda, come il creative director di Splinter Cell e Far Cry Maxime Béland, il vice presidente Tommy Francois e il marketer Adrien Gbinigie.

Guillemot ne ha approfittato per porgere le sue scuse: “Quest’estate abbiamo saputo che alcuni impiegati di Ubisoft non hanno rispettato i valori dell’azienda, e che i nostri sistemi non sono riusciti a proteggere le vittime dei loro comportamenti. Mi scuso profondamente con tutti quelli che ne sono rimasti feriti”.

Il CEO ha parlato del piano dell’azienda per promuovere un cambiamento, che passa per sanzioni o rimozioni degli impiegati che hanno violato i valori e il codice di condotta, e il miglioramento dei propri sistemi e processi di valutazione.

Stando ad alcuni report, Béland e Francois, insieme a diversi altri senior executive si sono dimessi, e il creative director di Assassin’s Creed Valhalla, Ashraf Ismail, è stato licenziato.

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Guillemot ha detto anche di voler migliorare la diversità e l’inclusività in tutti i livelli dell’azienda, e di voler investire un milione di dollari in un programma che abbia come obiettivo quello di creare opportunità in Ubisoft per categorie sottorappresentate, come donne e persone di colore.

Il CEO ha infine speso parole anche per scusarsi per l’altra recente controversia sul mobile game Tom Clancy: Elite Squad che ha usato un pugno alzato, simbolo generalmente associato al movimento Black Lives Matter, per rappresentare un gruppo fittizio di terroristi che i giocatori hanno l’obiettivo di uccidere.

Guillemot non ha citato direttamente il gioco, ma il riferimento era chiaro, ed ha ammesso che si è trattato di un’azione inappropriata, ribadendo i valori di eguaglianza e rispetto per tutti che l’azienda sta cercando di incarnare.

 

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