Arf 2019 – L’intervista a Giuseppe Palumbo

Durante Arf 2019, abbiamo incontrato Giuseppe Palumbo, che si è gentilmente prestato ad una bella chiacchierata a tema fumettistico con noi. Ecco un estratto dell’intervista che potete trovare nella sua interezza nel video poco sotto.

giuseppe palumbo arf

Parliamo della locandina di Arf 2019. Come nasce l’idea del soggetto e quale studio c’è dietro?

Un primo livello di lettura è l’omaggio agli altri manifesti. Questa è la quinta edizione. Un’edizione che rinnova anche la formula del festival. Quindi è un momento anche di rilettura del passato. Nell’immagine del manifesto perciò ci sono riferimenti ai precedenti poster, come ad esempio la presenza dei due personaggi presenti in quello disegnato da Gipi, o il Cappuccetto Rosso della Pichelli, e cosi via. Tutto reinterpretato dalla mia mente folle e continuando questo gioco di citazioni attorno a Roma con una serie di omaggi. In particolare al film più bello che racconta Roma secondo me, che fa parte di una antologia di cortometraggi, Toby Dammit, di Fellini, con un Terence Stamp meraviglioso, che è poi la figura che io ho disegnato.

Hai partecipato alla grande storia artistica del personaggio di Diabolik, che sta per venire rilanciato anche in ambito cinematografico. Cosa può ancora dare al fumetto italiano Diabolik? Perché è una figura che rimane ancora attuale nonostante il tempo trascorso dalla sua prima apparizione.

Diabolik è un personaggio che rappresenta una grande intuizione che si è stratificato in anni di storie ed è diventato una mitologia che fa parte ormai della cultura italiana. Quando mi hanno chiesto di disegnarlo per me è stata una responsabilità grossa. Si tratta di un personaggio strutturalmente semplice, nel suo essere e nelle sue contraddizioni, ma che funziona benissimo. Il costume ad esempio non passerà mai di moda. Magari nel film verrà attualizzato, come fu nell’opera di Bava. Ma rimane un personaggio destinato a durare, che funziona in tutto per tutto.

 

Ecco l’intervista completa

 

Davide Salvadori
Cresco e prospero tra pad di ogni tipo, forma e colore, cercando la mia strada. Ho studiato cinema all'università, e sono ormai immerso da diversi anni nel mondo della "critica dell'intrattenimento" a 360 gradi. Amo molto la compagnia di un buon film o fumetto. Stravedo per gli action e apprezzo particolarmente le produzioni nipponiche. Sogno spesso a occhi aperti, e come Godai (Maison Ikkoku), rischio cosi ogni giorno la vita in ridicoli incidenti!