Come vendere droga online (in fretta): la serie TV Netflix è tratta da una storia vera

Dal 31 maggio 2019 il catalogo Netflix si arricchisce di un nuovo prodotto: la serie TV Come vendere droga online (in fretta).
Un nome che è tutto un programma e che, inevitabilmente, cattura l’attenzione del pubblico intenzionato quantomeno a capire di cosa si tratti.

Quello che scopriamo subito è che la storia in questione è ispirata a fatti reali, accaduti tra il 2013 e il 2015 a Lipsia, dove lo studente Maximilian S. (che, per un incredibile fatalità si chiama come l’attore protagonista, Maximilian Mundt), lanciò un commercio di droga online direttamente dalla sua camera da letto, facendo circolare “roba” in tutta Europa per un valore di circa quattro milioni di euro. La storia, quella reale, ovviamente non ha un lieto fine per il ragazzo, che nel novembre 2015 è stato condannato a sette anni di reclusione.

I creatori della serie televisiva, Philipp Käßbohrer e Matthias Murmann, portano i fatti in una piccola cittadina tedesca, dove l’adolescente Moritz Zimmermann (il già citato Maximilian Mundt) è alle prese con grossi problemi di cuore dovuti al fatto che la sua ragazza, Lisa (Anna Lena Klenke), è tornata in Germania dopo un anno passato negli States, ma sembra fortemente cambiata e non più convinta di provare dei sentimenti per lui. Moritz è la raffigurazione del nerd per eccellenza, ed allora Lisa, in questo periodo di dubbi e mutamenti, inizia a provare qualcosa per il belloccio e popolare Dan (Damian Hardung).

Il giovane Mortiz, così, coadiuvato dall’amico Lenny Sander (Danilo Kamperidis), compra dell’ecstasy da uno spacciatore locale, tale Buba (Bjarne Madel), pensando in questo modo di far di nuovo colpo su Lisa. Le cose ovviamente non andranno come previsto e il tutto inizierà a sfuggire dalle mani dei due ragazzi, fino alla creazione di Mydrugs, uno store online per la vendita di sostanze stupefacenti, spedite agli acquirenti tramite posta.

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Nerd oggi, capo domani”

Come vendere droga online (in fretta) parte quindi da una storia vera in grado di calamitare l’attenzione degli spettatori, sfruttandola per dirigersi versi altri lidi, come i problemi dell’adolescenza, fascia d’età a cui la serie si rivolge particolarmente.

Ammicca, senza troppo nasconderlo, a prodotti Netflix di successo, come The end of the f***ing world o Sex Education, risultando però proprio per questo come qualcosa di già visto e che ormai non stupisce più di tanto il pubblico.

I personaggi infatti, sebbene siano assolutamente congeniali al tipo di rappresentazione, sono settati su standard pregressi e riconoscibili, a partire dalla coppia di protagonisti Moritz e Lenny, il classico duo nerd messo ai margini della comunità scolastica e, per estensione, di una società che guarda troppo all’estetica e ai follower di Instagram o di Facebook, anziché premiare le doti intellettive. È proprio tramite queste che i due giovani cercano dunque il riscatto, provando a dimostrare che l’ingegno alla fine ha sempre la meglio sull’apparenza, sebbene a volte – per citare Lenny – per uscire dalla bottiglia in cui è finita intrappolata, un’ape debba metter da parte la propria intelligenza e diventare una mosca.

La retorica della superficialità però, come detto, non è certo una novità nelle serie TV young-adult, e per quanto le tematiche siano importanti, non colpiscono a fondo, anche per via di una serie troppo frettolosa, che ha voglia di gettare nel calderone tante cose senza riuscire ad approfondirne nessuna come dovrebbe.

La psicologia dei personaggi finisce per essere solamente abbozzata, e spesso vorremmo sapere ulteriori sfumature di quelli secondari potenzialmente più interessanti, come Gerta, un’affascinante ragazza che stravede per Moritz ma di cui vengono tracciate solamente le linee di contorno, o lo stesso Buba, probabilmente uno dei personaggi più divertenti della serie. A proposito: per chi l’ha visto in lingua originale, provate a dare uno sguardo alla versione doppiata, perché Buba con la voce di Christian Iansante è qualcosa di fenomenale.

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Correre di fretta verso una seconda stagione?

Una fretta generale che sembra quasi voler fare il verso al titolo (per uno show di 6 episodi complessivi, da circa 25-30 minuti ciascuno), e che preclude la possibilità di approfondire ed apprezzare alcune scelte stilistiche davvero intriganti, sia per quanto riguarda la regia che per il montaggio serrato e convulso come la serie stessa.

Dopo l’esperimento di Bandersnatch, riuscito solo in parte, qui viene replicata in maniera minima l’interazione con il pubblico, che ha la possibilità di cliccare su “salta l’intro” quando vengono fornite spiegazioni scientifiche o tecniche, sulle sostanze stupefacenti o sul mondo della vendita online, in situazioni sempre preannunciate dalla voce narrante di Moritz, che si rivolge spesso allo spettatore.

Senza svelarvi nulla di più, sarà proprio questa sorta di interazione a regalarci un finale aperto ad una seconda stagione di Come vendere la droga on line (in fretta), che è un qualcosa a cui sinceramente aneliamo, nella speranza di veder finalmente approfondite dinamiche e personaggi dall’ottimo potenziale mal sfruttato.

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