Eoin Colfer torna in Italia con Fiamme nella palude, un pulp-fantasy dal cuore trash

Raggiunto il successo con la serie di romanzi young fantasy Artemis Fowl, di cui è disponibile su Disney+ una trasposizione cinematografica diretta da Kenneth Branagh, Eoin Colfer abbraccia l’adult fantasy con il romanzo Highfire (in America, gennaio 2020), portato in Italia da Mondadori nella collana Strade Blu con un titolo molto evocativo Fiamme nella palude, disponibile dal 4 agosto in tutte le librerie.

Fiamme nella palude

A differenza degli altri titoli che hanno reso celebre Colfer, Fiamme nella palude è un romanzo completamente diverso. Ambientato in Louisiana (quindi nel nostro mondo e non nel sottosuolo di Artemis Fowl) il romanzo risente delle molteplici influenze che derivano da quell’esotico territorio.  La sub-cultura cajun (francofona) si fonde al viscido retroterra dei redneck degli states meridionali (in pratica, lo stereotipo del buzzurro campagnolo ubriacone e arrossato dal sole non è proprio un cliché nella realtà americana, ma una costante da ricordare) e il risultato è un divertente affresco trash-pulp  in tipico stile americano.

E poi arriva il fantasy.

Un anti hard-boiled fantasy, serve altro?

La trama, senza svelare troppo al lettore, si concentra su tre personaggi principali che andiamo subito a conoscere. “Miccetta” Moureau è un teppista di 15 anni che vuole vivere nel mondo della malavita della Louisiana e fa di tutto per sporcarsi la fedina penale. In particolare finisce nei guai perché si immischia negli affari di un poliziotto corrotto, nonché uno dei pretendenti di sua madre, Regence Hooke.

In Fiamme nella palude il poliziotto Hooke è il villain per eccellenza; violento, strafatto di alcool e chissà cos’altro, corrotto fino all’osso, dedito a una personale scalata verso il potere assoluto. E perché no, dotato anche di una sana mitomania. Nella letteratura hard-boiled i detective facevano uso della violenza pur di sradicare il crimine, nel romanzo di Eoin Colfer capita l’esatto opposto. Hooke usa la violenza per sopprimere ogni senso di legalità tra le paludi della Louisiana e quando scopre Miccetta che lo spia non ci pensa due volte a eliminarlo.

fiamme nella palude

Ma non essendo un romanzo di George R.R. Martin, il protagonista non muore nelle prime 50 pagine e Miccetta viene salvato da un drago. Sì, un drago. Vern è una creatura mitologica balorda e umanizzata: si spara bottiglie di vodka e, come ogni  buon nostalgico, indossa magliette imbarazzanti di Flashdance. Se nel fantasy classico i draghi poltriscono sopra ricchi tesori nascosti in grotte inaccessibili o fortezze impenetrabili, il nostro Vern gozzoviglia in una catapecchia circondata dagli alligatori delle paludi. Tra una maratona di Netflix e una sbornia il nostro ultimo dei draghi fa il re fantoccio con i suoi sudditi alligatori e il suo unico obiettivo è quello di sopravvivere in un mondo di umani ammazza-draghi.

fiamme nella palude

Fiamme nella palude è un romanzo originale e frizzante. Colfer vuole coccolare i lettori con giochi di parole, battute squallide e una trama leggera e molto action; con una prosa lineare e allo stesso tempo verace l’autore irlandese crea un pulp-fantasy da leggere. Inoltre ci sono tante contaminazioni con altri autori molto interessanti che andiamo ad analizzare.

Il divertissement è un’inclinazione letteraria che porta l’autore a giocare con la sua storia; il risultato è un romanzo a volte bizzarro e no-sense e dalla patina estremamente frivola e trash. Ne è un esempio uno dei titoli più famosi di Joe R. Lansdale, la trilogia del Drive-in, un mix-up di horror e fantascienza, da cui Colfer ha sicuramente tratto ispirazione.

lansdale

Nel campo della narrativa pulp Fiamme nella palude risente di altre influenze rintracciabili nei lavori di Victor Gischler. Romanzi come Notte di sangue a Coyote Crossing o Anche i poeti uccidono presentano un’America corrotta e guidata da poliziotti malavitosi e arrivisti e il tutto viene affrontato da un protagonista che di nobile ha poco o niente, tranne la dipendenza dal fumo, l’alcool e le belle donne, eppure riesce a fare la cosa giusta.

Fiamme nella palude

Draghi straccioni e dove trovarli

Fiamme nella palude è un romanzo riuscito. Prende gli elementi miglior di altri generi e li fonde in una cornucopia di vodka e turpiloquio senza freni. Ma il topos del drago debosciato, il punto di forza del romanzo, non è così innovativo se si va a scavare in profondità.

Dove sarebbe il fantasy contemporaneo senza Il drago e george di Gordon R. Dickson? Non molto lontano, anche se non sembra. Il comic-fantasy è un gradevole genere che nasce dalla costola del fantastico classico. Possiamo tracciare un percorso archetipico pensando addirittura al Morgante di Luigi Pulci per arrivare fino a Terry Pratchett. Ne Il drago e george di Dickson, per esempio, il protagonista viene trasformato in un drago per colpa di un sortilegio e si ritrova a far parte della comunità dei draghi. Dickson demolisce i cliché del fantasy classico e crea un bestiario di draghi ridicoli, innocui, goffi, stupidi, grassi e spesso vigliacchi. Addio grandi dragoni brucia eserciti.

Fiamme nella palude

Fiamme nella palude segue la stessa falsariga di Dickson, perché Vern è un drago volgare, che ama poltrire, e non incarna il mitologema classico del Grande Nemico alato, vedere Skyrim.

Fiamme nella palude, il trash rende liberi

Un’esplosiva lettura, adatta per essere divorata sotto l’ombrellone, ricca di richiami alla cultura geek-nerd contemporanea e all’immaginario nostalgico degli anni 80/90, senza dimenticare l’effetto “spegni-cervello” visto l’alto tasso di parolacce, scene d’azione, e cazzeggio. E se volete un paragone cinematografico basta pensare al pulp-urban fantasy Bright dove c’è un Will Smith perfetto.

bright

Il trash rende liberi, a volte fa bene seguire la fantasia.
O lasciarsi inseguire da poliziotti ubriachi che vogliono uccidere ragazzini.
A voi la scelta.

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