Primi accertamenti dell’ufficio dello sceriffo di Santa Fe sulla morte di Halyna Hutchins: Alec Baldwin non sapeva che l’arma fosse carica, così come l’assistente di scena

Novità sulla tragedia dal set di Rust, che ha condotto Alec Baldwin a uccidere per fatalità la direttrice della fotografia Halyna Hutchins. L’ufficio dello sceriffo di Santa Fe ha iniziato le indagini sulla morte della quarantaduenne, morta a causa di un’arma di scena caricata con proiettili veri.

Come ricorderete il contesto era quello di una scena in cui veniva girata una sparatoria. Baldwin avrebbe premuto il grilletto di una pistola che avrebbe dovuto essere caricata a salve, e che invece si è rivelata contenere proiettili veri. Il risultato è stato la morte di Hutchins e il ferimento del regista, Joel Souza.

Dalle indagini svolte in queste ore Baldwin non sarebbe stato avvertito che l’arma era carica. L’assistente avrebbe consegnato la pistola all’attore definendola una “cold gun”, che in gergo indica un’arma caricata con proiettili a salve. A sua volta, tuttavia, anche l’assistente non risultava essere a conoscenza della natura dell’oggetto. Insomma, l’errore umano è stato commesso ancora prima, a monte dell’ingresso dell’arma da fuoco sul set.

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Ancora incerta l’origine dell’arma che ha ucciso Halyna Hutchins sul set del film di Alec Baldwin

Mentre vi scriviamo il tribunale e l’ufficio dello sceriffo di Santa Fe stanno continuando le indagini. Tra le prove raccolte c’è anche il vestito di scena di Baldwin, macchiato di sangue, così come la pistola di scena. L’arma è ovviamente al centro di una serie di investigazioni, necessarie al fine di capire quale sia la sua orgine e cosa abbia condotto alla tragedia che ha colpito il set, causando la morte di Halyna Hutchins.

Secondo i registri, la pistola era una delle tre che l’esperta di armi del film, Hannah Gutierrez, aveva posizionato su un carrello fuori dalla struttura in legno del set. Il vicedirettore Dave Halls ha preso la pistola e l’ha portata sulla scena, consegnandola a Baldwin, ignaro che fosse carica di proiettili veri. Questo è quanto ha scritto un detective nella domanda di mandato di perquisizione. L’impressione, quindi, è che l’arma non fosse mai nemmeno stata utilizzata sul set, non subendo alcun controllo.

La cosa getta una luce inquietante sulla produzione di Rust. Nei giorni precedenti l’incidente molti addetti della troupe si erano lamentati delle condizioni di lavoro sul set. Il caos era stato tale che la produzione era stata sospesa per qualche giorno, riprendendo solo poco tempo prima della fatalità. Difficile dire se questo abbia in qualche modo influito sulla confusione che ha portato alla morte di Halyna Hutchins.

(fonte: THR)

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.