Nuova avventura per Hayao Miyazaki: il leggendario filmmaker racconta il suo nuovo film ai microfoni del New York Times

Ci sono persone a cui la pensione va stretta e, tra queste, c’è anche Hayao Miyazaki (per fortuna), che qualche anno fa ha annunciato di essere uscito dal ritiro per creare un nuovo film per Studio Ghibli. Fin qui del film è stato detto poco o nulla. Della nuoa pellicola sappiamo solo che sarà ispirata al romanzo del 1937 di Genzaburo Yoshino dal titolo “E voi come vivrete?”.

Al riguardo tuttavia ci sono alcune novità interessanti. Infatti Miyazaki ha rilasciato un’intervista al New York Times, nella quale ha parlato anche del suo nuovo lavoro, iniziato nel 2016 dopo aver annunciato di averne abbastanza della pensione. Non è cosa da poco: l’ultima volta in cui il sensei ha concesso un’intervista a una testa occidentale è stato oltre sette anni fa, e questo ovviamente dimostra quale occasione rara sia poter avere anche solo un’ora per parlare con lui.

Questo è quanto successo alla giornalista Ligaya Mishan, che ha potuto parlare a 360 gradi con il regista della sua carriera, della decisione che ha portato al suo ritiro, della ristrutturazione degli Studios e del ritorno del vecchio team di animatori per realizzare il suo ultimo film. E proprio quest’ultimo, che Toshio Suzuki (produttore e co-fondatore dello Studio Ghibli) ha definito un’opera fantasy di ampio respiro, è stato al centro delle battute finali della corposa intervista pubblicata sul New York Times.

Al riguardo Suzuki aveva parlato di qualche ritardo sul film. “Stiamo ancora disegnando tutto a mano, ma ci vuole più tempo per completare il film perché stiamo disegnando più frame, quindi ci sono più disegni da fare rispetto a prima. Quando facevamo Il Mio Vicino Totoro nel 1988 avevamo solo otto animatori, e ce l’abbiamo fatta in otto mesi. Per il film di adesso ne abbiamo sessanta, ma viaggiamo ad un ritmo di un minuto di animazione al mese. Significa che in un anno facciamo docidi minuti di film. In effetti ci stiamo lavorando da tre anni, per cui abbiamo trentasei minuti completati fin qui. Speriamo di farcela entro i prossimi tre anni.”

Hayao Miyazaki ultimo film

Dal ritiro al film: l’ultimo grande atto di Hayao Miyazaki?

Tra i punti toccati nell’intervista, Miyazaki ha parlato della decisione di dire addio all’animazione dopo Si alza il vento nel 2013. Il film fu acclamato a livello internazionale, ma ebbe qualche problema sul suo giapponese. Trattando della Seconda Guerra Mondiale e dalla partecipazione del Giappone al conflitto come parte dell’Asse, la tematica risultò essere troppo delicata per il la stragrande maggioranza del pubblico.

Forse anche questo spinse Miyazaki a ritirarsi dalla scene, decisione che tuttavia non durò a lungo, visto che già nel 2016 annunciò che sarebbe tornato al lavoro. Il soggetto scelto era ancora una volta un romanzo, uno dei preferiti dell’autore nel corso della sua giovinezza. La storia racconta di Jun’ichi Honda, un ragazzo che in seguito alla morte del padre deve trasferirsi presso lo zio, col quale intrattiene ogni sera una conversazione incentrata su un racconto diverso. Attraverso queste storie il giovane si confronta con tematiche diverse, destinate a farlo crescere come individuo.

Da Suzuki sappiamo che la pellicola sarà “un fantasy di grande respiro” e che il personaggio in cui si riconosce maggiormente non è umano. Da Hayao Miyazaki sappiamo invece relativamente poco sul suo ultimo film. Il regista ha confessato di averlo pensato anche per la nipote, ma ha soprattutto svelato come si sia concentrato per lo più sugli storyboard per non perdere troppo tempo. Consapevole dell’età avanzata, Miyazaki ha insomma voluto tutelarsi nel caso il tempo si fosse rivelato tiranno.

Nella conclusione dell’intervista Mishan ha potuto fare un’ultima domanda all’autore. “Il titolo del suo prossimo film è “E voi come vivrete?”. Ci darà una risposta a questo interrogativo?”.

Da parte sua il regista ha replicato in maniera decisamente ermetica. “Sto realizzando questo filma proprio perché non ho una risposta” ha affermato, concludendo con un sorriso.

(fonte: NYTimes)

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.