Il Divin Codino, il nuovo film Netflix, racconta l’uomo dietro il Campione Roberto Baggio

Il 17 luglio 1994 è una data scolpita nella mente di tutti gli italiani. Non avevo nemmeno 8 anni ma ricordo bene quel momento, come la mia prima grande delusione calcistica.
Proprio con quel rigore la regista Letizia Lamartire sceglie di introdurre Il Divin Codino, il film Netflix su Roberto Baggio, e non per ingenerosità verso un campione, ma perché quei pochi, interminabili secondi rappresentano un momento che il calciatore (e l’uomo) non si staccherà mai più di dosso.

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Immediatamente dopo però resettiamo tutto e ci troviamo agli albori della sua promettente carriera, quando giovanissimo militava in serie C1 con il Vicenza.
Il Divin Codino (interpretato da Andrea Arcangeli), già acquistato dalla Fiorentina per la stagione 1985-86 per la cifra record (trattandosi di un giocatore di C) di 2.7 miliardi di lire, subisce il 5 maggio ’85 un terribile infortunio al legamento crociato e al menisco, in un Vicenza-Rimini che è un incredibile crocevia del destino, dal momento che il tecnico della formazione romagnola è proprio Arrigo Sacchi (nel film Antonio Zavatteri).

Il sogno di Baggio di una brillante carriera e di vincere il mondiale con l’Italia, battendo il Brasile, come promesso da piccolissimo a suo padre Florindo, sembra sul punto di infrangersi. Le certezze del futuro Codino sono minate e soltanto la determinazione della Fiorentina, che credeva fortemente in lui e l’aiuto del buddhismo danno al ragazzo la fiducia necessaria per andare avanti e mostrare all’Italia e al mondo intero chi è veramente Roberto Baggio.
Come nelle più belle favole, egli risorge dalle ceneri e conquista la nazionale a suon di gol tra Fiorentina e Juventus, arrivando poi a giocarsi il mondiale di Stati Uniti 1994 da protagonista. Fino alla fatidica, e ahinoi celebre, finale contro il Brasile.

divin codino netflix

Il complicato rapporto col padre

Il Divin Codino di Letizia Lamartire ci racconta tutto ciò ma soprattutto l’uomo Roberto dietro il campione Baggio, semicitando la canzone di Diodato che fa da colonna sonora al film. Alla base della narrazione infatti c’è il complesso rapporto col padre, del quale lo stesso Codino non ha mai fatto mistero, svelando in più interviste come in un certo momento della sua vita il papà fosse per lui diventato una sorta di nemico, per la sua severità, per il suo essere burbero e non molto affettuoso, ma proprio quell’educazione gli ha permesso di arrivare in alto e lo ricorda oggi con amore e come un uomo che comunque a suo modo gli ha voluto un bene dell’anima.

“Non è quello che ti dà il mondo, a renderti felice”, sottolinea Florindo Baggio (un fantastico Andrea Pennacchi) nel film al figlio Roberto, in un momento di sconforto di quest’ultimo, e il Codino ne fa tesoro, arrivando ad esser Divino anche grazie a questi insegnamenti.

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Sorprendente ed eccezionale la performance di Andrea Arcangeli, in un ruolo niente affatto semplice. Indossare la 10 del Roberto Nazionale pesa tantissimo, come e più di quel famoso rigore, ma il giovane attore inquadra la porta e la insacca con precisione, facendoci emozionare tra stralci di vita privata e momenti di calcio giocato. Di certo un plauso va riservato a chi ha curato il look di Arcangeli, rendendolo incredibilmente simile al nostro amato Codino, e la medesima attenzione la ritroviamo in molti aspetti tecnici, dalla ricercatezza e la riproposizione fedele nei costumi, a una sorta di cross processing fotografico che ci riporta perfettamente indietro nel tempo.

Sospeso tra un racconto di calcio e la storia di un uomo normale travestito da leggenda, Il Divin Codino è un’opera che ammalia tutti, sia gli amanti dello sport che quelli del buon cinema, e diventa a suo modo la risposta puntuale a chi, proprio di recente, si è espresso sostenendo che donne e calcio parlano due lingue diverse.

Di certo Letizia Lamartire sa parlarne e sa farlo bene, regalandoci un film commovente che riesce a farci innamorare ancora di più del Divin Codino.
Perché anche se ha sbagliato quel maledetto calcio di rigore, tutti vogliamo un mondo di bene al nostro Roberto Baggio.

Il Divin Codino è su Netflix dal 26 maggio 2021.

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Nato e cresciuto a Roma, sono il Deputy Editor e Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), Francesco Totti, i navigli di Milano (vabbè, so' un romano atipico), la pizza e la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna la mia attuale sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.

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