Tempo di Oscar, tempo di pronostici

Nella notte tra il 26 e 27 di febbraio i nostri occhi e le nostre orecchie viaggeranno in direzione Los Angeles, anche se purtroppo solo tramite telecomando.
Il Dolby Theatre ospiterà l’89esima edizione della cerimonia degli Oscar, evento che si preannuncia già particolarmente frizzante per via delle interessanti candidature, soprattutto per i premi principali, e per i colpi di scena che possono ribaltare le previsioni dei giorni precedenti.
Noi di Stay Nerd abbiamo scelto di partecipare alla sagra del pronostico, stilando una lista relativa alle principali categorie.
Rispetto allo scorso, in cui era possibile immaginare con maggiore facilità (ed infatti l’Oscar a DiCaprio l’avevamo previsto con largo anticipo) l’esito finale, stavolta c’è davvero bagarre in più di una categoria.
Ma bando alle ciance, e buona lettura!

Miglior Film

Chi ci ha seguito sa bene in quale direzione verterà il nostro pronostico.
La La Land può vantare 14 nomination (eguagliando il record di Titanic ed Eva contro Eva), con il paradosso di poter tuttavia ottenere solo 13 premi, in quanto concorre con due tracce per il premio Miglior Canzone.
Dopo il successo di critica e di pubblico, ed il Golden Globe come Miglior film commedia o musicale, l’opera di Chazelle è anche il candidato numero 1 al più ambito premio della serata.
Sebbene la concorrenza sia di assoluto livello, e film come Moonlight possano senz’altro costituire una spina nel fianco, non dovrebbero esserci grossi dubbi per la vittoria finale.
City of Stars… Are you shining just for me? 

Miglior Regia

Denis Villenueve è il regista del momento. In pochi sanno girare meglio di lui, e in Arrival abbiamo assistito davvero all’impatto devastante dell’occhio della sua telecamera, e del modo in cui ha saputo farci vivere uno sci-fi senza dubbio originale.
Eppure… C’è Chazelle. Lo sfidante numero 1 si potrebbe tramutare senza dubbio nel vincitore di questa battaglia. Damien Chazelle ha saputo dare una nuova impronta al genere del musical, regalandoci un prodotto incantevole e sospeso nel tempo, un perfetto mix di classicismo e modernità.
Gioventù al potere.

Miglior Attore Protagonista

Questa è uno dei premi più difficili da pronosticare. La concorrenza è serrata, ma c’è un tridente che emerge per distacco: Washington, C. Affleck, Gosling.
L’interpretazione di Denzel Washington è superba, si autodirige portando avanti Barriere grazie ad una performance vivida, trascinante, autorevole. In linea di massima non propenderemmo per lui siccome ha già sul camino due statuette, una per il Miglior Protagonista e l’altra come Non protagonista, ma c’è sempre la regola del SAG. Pare infatti che tutti i vincitori del principale premio agli Screen Actors Guilds Awards ottengano poi anche l’Oscar. Così almeno è stato di recente. E Washington l’ha vinto.
Ryan Gosling resta comunque un serio candidato alla vittoria finale, come dimostra il Globe ottenuto. In La La Land abbiamo avuto la definitiva conferma che l’attore canadese sia probabilmente il più bravo di tutti a recitare con gli occhi, e le sue espressioni costituiscono uno dei punti cardine dell’opera di Chazelle.
E poi c’è Affleck JR. Anche Casey si è portato a casa il Globe, e questa per lui è la seconda nomination agli Oscar. La malinconia e la tristezza di un personaggio consumato da uno dei più gravi drammi che possano capitare all’essere umano, è il condotto per il quale passa un film eccezionale come Manchester by the sea. Personaggi così piacciono all’Academy.
Percentuali?
30% Washington; 34% Gosling; 36% Affleck. Anche perché un premio per Manchester by the sea dovrà pur esserci.

Miglior Attrice Protagonista

Non c’è Meryl Streep che tenga, almeno stavolta. Non vogliamo credere che l’ennesimo premio finisca nelle mani della pluripremiata attrice, al punto che – dovendo indicare le principali contendenti alla vittoria finale – dopo la Stone citiamo la Huppert e la Portman. Se dovessimo scommettere un centesimo, però, sarebbe sull’attrice di La La Land. La sua Mia (giochiamo un po’ con le parole) regala momenti di grande cinema e straordinaria dimostrazione delle doti di attrice: è affascinante, sa emozionare, sa alternare indifferentemente (ma non per lo spettatore) leggerezza ad attimi di straziante realismo. Mette in scena una disarmante sensibilità, laddove richiesta, ma anche un’imperturbabile sicurezza, che devasta l’animo.
Insomma, date una medaglia… pardon, un Oscar a questa donna.

Miglior Attore non protagonista

Mahershala Ali è probabilmente il candidato numero uno, ed il nostro pronostico di vittoria è per lui. Ai Globe il premio andò ad Aaron Taylor-Johnson, qui incredibilmente nemmeno candidato,  mentre nei BAFTA ha trionfato Dev Patel. Un motivo in più per cui riteniamo che stavolta possa spuntarla l’attore di Moonlight, che è riuscito a regalarci una perfomance talmente rilevante, da suscitare clamore pur a dispetto di uno scarso minutaggio.

Miglior Attrice non protagonista

Che sia la volta buona per Viola Davis? Crediamo di sì. La sua interpretazione in Barriere è stata a dir poco sublime, con dei picchi di assoluta drammaticità in determinate scene. Alla terza nomination, immaginiamo che l’Academy sia stufa di prenderla in giro e decida finalmente di consegnarle la tanto attesa statuetta.
Ora o mai più.

Miglior Film d’Animazione

Lo strapotere Disney VS la forza dello stop-motion dei Laika Studios.
I Laika sfiorarono il premio già nel 2010, con quel capolavoro di Coraline, ed ora ritentano il colpaccio con Kubo e la Spada Magica. Nonostante Oceania e La tartatuga rossa siano due ottimi prodotti del cinema d’animazione, l’unico vero outsider in grado di contendere il  premio a Zootropolis e Kubo sembra essere La mia vita da zucchina. Tuttavia noi siamo certi che sia una vera lotta a due, ma riteniamo che la vittoria finale possa sorprenderci.
Il nostro pronostico infatti va a favore di Kubo e dei Laika Studios, che per una volta potrebbero sconfiggere la grande potenza Disney e del suo Zootropolis.
Chiariamo: si tratta di due film eccezionali, seppur diversi in tutto e per tutto. Tra l’altro la vittoria di Kubo ai BAFTA ha iniziato a far scricchiolare le certezze Disney, che pensavano di avere già in tasca l’ennesimo successo. Va inoltre considerato un fattore importante, ovvero la nomination di Kubo e la spada magica al premio Migliori effetti speciali, un importante indice di quanto l’Academy consideri positivamente questo film.

Migliore Sceneggiatura Originale

Anche qui è una probabile lotta a due, con La La Land e Manchester by the sea a contendersi la statuetta.
Stiamo parlando di due script eccezionali, che sorprendono nel loro genere per autenticità, e che hanno ricevuto in tal senso una pioggia di critiche positive. Sia Lonergan che Chazelle sono sceneggiatori delle loro stesse opere, ma il primo vive così intensamente i suoi film che si ritaglia sempre una piccola parte all’interno, senza stupirci come fa – per dire – Tarantino, ma in maniera altrettanto viscerale.
Non che questo sia un motivo per decretare un vincitore, ma comunque se dovessimo puntare un centesimo, in questa lotta serrata, lo butteremmo su Lonergan. Siamo 51% a 49%.

Migliore Sceneggiatura Non Originale

Moonlight ha trionfato ai WGA Awards (Writers Guild of America), e ciò la dice lunga circa le sue serie possibilità di vittoria per il premio in questione. A dirla tutta, lo script di Jenkins e McCraney ai WGA si è aggiudicato la miglior sceneggiatura originale, tuttavia negli Oscar concorre per quella non originale, trattandosi di un adattamento basato sull’opera teatrale In Moonlight Black Boys Look Blue, dello stesso Tarell Alvin McCraney. Concrete insidie giungono da Heisserer con Arrival e da Barriere del fu August Wilson. Per quest’ultimo potrebbe esserci qualche chance in più, vista la propensione dell’Academy a dare riconoscimenti postumi. Sarà battaglia, ma Moonlight sembra il favorito.

Migliore Fotografia

Pochi dubbi, dettati più che altra dal fatto che potrebbero decidere di concedere a La La Land soltanto la Scenografia e favorire qualcun altro per la Fotografia. Eppure, nonostante le opere contendenti abbiano serie possibilità di vittoria (soprattutto Arrival, che ha una fotografia favolosa), il film di Chazelle è talmente denso di magia che non dovrebbe avere rivali. La scena finale poi è uno spettacolo per gli occhi, anche a livello fotografico. Oltre ai già citati meriti di Arrival, un candidato pericoloso potrebbe essere Prieto per Silence, se non altro perché ha già ricevuto una nomination nel 2006, rimanendo a secco.
Tuttavia – come detto – La La Land guida i pronostici e guarda tutti dall’alto.

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