Kotaku pubblica un nuovo report sulle condizioni di lavoro presso gli studi di Rockstar Games

Le recenti dichiarazioni di Dan Houser, co-fondatore di Rockstar Games, relative agli orari di lavoro del team impegnato nello sviluppo di Red Dead Redemptio 2, hanno suscitato molto scalpore, soprattutto per quanto concerne le 100 ore di lavoro settimanali.

Sebbene lo stesso Houser si sia affrettato a dichiarare che solo una ridotta parte del team – chi era impegnato nella stesura dello script – poteva aver forse toccato simili orari, un recente report pubblicato da Kotaku sostiene una tesi ben differente.

A quanto si legge nel testo, a molti impiegati – anche attuali – dello studio di sviluppo è stato chiesto di raggiungere non le 100 ma almeno le 80 ore di lavoro settimanali, tempo che avrebbero dovuto impiegare nello sviluppo di nuovi giochi o nel testare quelli già pubblicati per suggerire eventuali migliorie.

“Era imperativo per quasi tutto lo studio lavorare 80 ore a settimana” dichiara un ex dipendente di Rockstar San Diego. “Se non avevi da fare su Red Dead 2, potevi testare GTA V per altre otto ore.”

Le parole di Houser hanno colpito negativamente i membri del team coinvolti e in molti non si sono visti riconoscere il proprio merito nello sviluppo di uno dei titoli più importanti dell’intero anno.

“Nessuno che io conosca ha mai lavorato 100 ore a settimana, ma in molti lo abbiamo fatto per 60 o 80 ore” dichiara uno degli sviluppatori dello studio. “Sentire uno dei capi della compagnia dichiarare che niente di tutto questo è mai accaduto è stato un duro colpo per il morale, inferto in un momento nel quale dovremmo festeggiare.”

Nel medesimo report, troviamo anche impiegati – ex e attuali – che la pensano in maniera diametralmente opposta a quanto letto finora.

“Anche nei periodi peggiori” si legge proseguendo nel report “non mi è mai capitato neanche di avvicinarmi alle 100 ore settimanali. Per anni, tuttavia, sono stato quasi obbligato a lavorare dalle 50 alle 60 ore settimanali.”

C’è anche chi dimostra un certo entusiasmo in tutto questo e dichiara di adorare “il lavoro in questa compagnia e ho ottenuto anche diverse promizioni. Anche la paga non è male.”

Per saperne di più, vi invitiamo a leggere il lungo report scritto dai colleghi di Kotaku, dove potete trovare ulteriori testimonianze di numerosi dipendenti ed ex-dipendenti dei vari studi della compagnia, e a farci sapere nei commenti cosa ne pensate.

Fonte: Kotaku

Romano di nascita, nerd per passione, amante di Final Fantasy, di Batman e dei Cavalieri dello Zodiaco. Parla poco ma ascolta e osserva molto, sente un’affinità smodata con i lupi e spera di rincarnarsi in uno di loro. Cede spesso alle tentazioni della rabbia con picchi che creano terremoti in Cina per l’Effetto Farfalla e odia la piega che sta prendendo l’Universo-Videoludico negli ultimi anni.