Arrivano le scuse del doppiatore di Apu, celebre comprimario dei Simpson

Hank Azaria, doppiatore di Apu ne I Simpson, nel corso di una recente intervista in un podcast ha fatto la sue scuse al pubblico indiano. Come ricorderete il documentario “The problem with Apu“, realizzato dal comico indiano Hari Kondabolu, ha scatenato un piccolo putiferio attorno al gestore del Jet Market di Springfield.

Accusato di perpetrare uno stereotipo razziale contro gli indiani, il personaggio ha perso il proprio doppiatore venendo drasticamente ridimensionato. Lo stesso Azaria, in comune accordo con gli sceneggiatori, ha scelto di farsi da parte per aprire a una fase di transizione.

Nel corso del podcast di Dax Shephard Armchair Expert, Azaria si è spinto anche oltre: ha chiesto scusa al pubblico indiano, dispiaciuto che il suo personaggio potesse aver causato problemi.

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Le scuse di Hank Azaria, doppiatore di Apu ne I Simpson

Nel corso del podcast era presente anche l’attrice indo-americana Monica Padman. Proprio a lei sono state rivolte le scuse di Azaria, il quale ha voluto sottolineare che, se ne avesse avuto l’occasione, avrebbe abbandonato da diverso tempo il ruolo di Apu. Questo nonostante l’attrice non desiderasse ricevere scuse per questo. “So che non le hai chieste, ma per me è importante” ha detto Azaria.

“Ho avuto un appuntamento con il destino con questa cosa per circa trentuno anni. Una parte di me si sente come se avessi bisogno di andare in giro da ogni singola persona indiana in questo paese e chiedere scusa personalmente, e a volte lo faccio quando viene fuori”.

“Abbiamo cercato di fare un personaggio divertente e premuroso“, ha detto. “Ma solo perché c’erano buone intenzioni non significa che non ci fossero reali conseguenze negative di cui sono responsabile”. Ha quindi invitato a sceglie doppiatori della stessa etnia del personaggio, in modo da rendere la loro partecipazione allo show più autentica e sentita.

(fonte: Deadline)

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Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.

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