David Harbour svela il suo apprezzamento per la quarta stagione di Stranger Things

Nel corso di una lunga intervista su People David Harbour ha potuto parlare a lungo della quarta stagione di Stranger Things. L’attore ha subito sottolineato come questi nuovi episodi siano i suoi preferiti dello show.

“I Duffer Brothers sono molto sensibili alle risposte dei fan, ma sono anche attenti alla sceneggiatura”, ha rivelato Harbour. “Nella nuova stagione molti dei personaggi preferiti dei fan faranno ciò per cui sono amati. Ma li vedremo anche distorti e trasformati in altri colori e altri sapori”.

Il riferimento, non a caso, riguarda proprio la particolare condizione in cui si troverà Jim Hopper all’interno della nuova stagione. Come rivelato in tempi non sospetti dal teaser trailer dello show, Hopper si trova in un campo di prigionia sovietico, costretto a sopravvivere.

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“E una delle grandi cose che vedremo con Hopper. Lui che era un protettore, è un uomo di giustizia, ora è diventato un prigioniero”, ha continuato Harbour. “È intrappolato ed è isolato. E possiamo vederlo con una sfrumatura completamente diversa, rispetto a quello che era stata mostrata di lui. Questa stagione è la mia preferita perché mostrerà davvero ciò di cui è fatto il mio personaggio”.

Era stato accennato che avremmo visto nuovi dettagli sulla storia di Hopper. Il leitmotiv della sua ‘resurrezione‘ lo porteranno a ripercorrere la strada compiuta nel suo passato. “Vedremo davvero molto della sua storia passata. Chi era come guerriero, in un certo senso. E gli errori che ha fatto in passato torneranno a fargli visita”, ha rivelato Harbour.

Non resta che attendere quindi per scoprire cosa ci riserverà la quarta stagione di Stranger Things  e quale sarà il destino di Jim Hopper. Nel frattempo lasciamo a voi la parola! Che cosa ne pensate voi lettori? Lasciateci un commento!

(fonte: People)

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.

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