The Last of Us: Part 2 ha ricevuto diverse critiche ancor prima del suo lancio.

Sono state lodate la presentazione, i personaggi e la splendida grafica, mente un aspetto che ha fatto storcere un po’ il naso è stato quello della violenza, la pura brutalità e il realismo di essa poiché questo non è un gioco d’azione come DOOM dove la violenza viene utilizzata per andare avanti nella trama, enunciandone ogni suo dettaglio.

Il direttore Neil Druckmann e lo sceneggiatore Halley Gross hanno discusso con Buzzfeed su come la violenza possa essere usata come strumento narrativo. “Voglio dire, il nostro approccio estetico alla violenza vuole essere il più radicato e reale possibile e ogni giorno guardiamo, a volte con distacco, un sacco di video da tutto il mondo, giusto? Il mondo che tutti conosciamo, e stiamo cercando di dire: Ok non vogliamo farla diventare una violenza sexy. Ma come possiamo renderla vera?

Come possiamo mettere il giocatore a disagio? Perché l’arte alle volte deve essere scomoda, no? Con la storia che stiamo cercando di raccontarvi, potreste sentirvi a disagio nell’andare avanti nel gioco eppure sei talmente catturato dai personaggi che continui a giocare, e spero che rifletterete sulle azioni che compirete“- ha dichiarato Druckmann.

Queste sono le parole, seppur forti, dei produttori di The Last of Us: Part 2. Voi che ne pensate?

 

Fonte: GamingBolt

 

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