Il director di The Witcher 3 presenta le sue dimissioni: nuova polemica in casa CD Projekt RED

Scoppia un nuovo caso attorno a CD Projekt RED: il director di The Witcher 3 ha infatti presentato le sue dimissioni nelle scorse ore. La notizie è giunta nella notte italiana tramite un report di Bloomberg firmato da Jason Schreier, il qualche ha sottolineato come Konrad Tomaszkiewicz, responsabile dello sviluppo della terza avventura videoludica di Geralt di Rivia, abbia rassegnato le sue dimissioni.

Nei mesi scorsi lo studio polacco era infatti stato oggetto di un’indagine interna volta a chiarire alcune vicende di mobbing avvenute sul lavoro. Proprio Tomaszkiewicz sarebbe stato uno dei nomi coinvolti. La commissione d’inchiesta non lo avrebbe riconosciuto come colpevole ma, nonostante questo, il director di The Witcher 3 avrebbe scelto di dimettersi per alleggerire il clima sul posto di lavoro.

Le parole di addio del director dopo le dimissioni da CD Projekt RED

Nella nota rilasciata al personale dello studio in seguito alle sue dimissioni, Tomaszkiewicz ha sottolineato come sia maturata questa decisione, nonostante fosse stato riconosciuto innocente delle accuse di mobbing. “[…] molte persone provano paura, stress o disagio quando lavorano con me“, ha scritto. Si è dunque scusato con il personale “per il brutto clima causato“.

Nell’e-mail ai dipendenti, Tomaszkiewicz ha affermato che la decisione sarebbe stata concordata con il consiglio di amministrazione della società. “Continuerò a lavorare su me stesso”, ha scritto. “Cambiare comportamento è un processo lungo e arduo, ma non mi arrendo e spero di migliorare”.

Le dimissioni di Tomaszkiewicz restano un pessimo segnale per CD Projekt RED, già alle prese con gli sconvolgimenti causati dai cattivi risultati di Cyberpunk 2077 e dalle class-action dei giocatori contro la società. La vicenda di sicuro non contribuirà ad alleggerire il clima all’interno degli studi di Varsavia e potrebbe avere strascichi pesanti.

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.