Nuovi dettagli sull’ambientazione di Indiana Jones 5?

James Mangold, regista di Indiana Jones 5, potrebbe aver svelato quale sarà l’ambientazione del film in un Tweet con un interessante riferimento musicale.

Il filmmaker, pochi giorni fa, ha postato un Tweet passato leggermente sotto silenzio. Al suo interno Mangold potrebbe tuttavia aver dato importanti indizi ai fan su cosa vedremo nel prossimo film dedicato all’archeologo creato da George Lucas e Steven Spielberg.

“I Velvet Underground sono dannatamente forti. Ecco. Questo è il mio Tweet”

“(note: vivo mentalmente nella New York City degli anni Sessanta, ora come ora, a causa del fatto che è dove sono ambientati tutti i film su cui sto lavorando)”.

indiana jones 5 ambientazione

I due riferimenti sono abbastanza chiari. Citando i Velvet Underground, gruppo rock simbolo del rock anni ’60 e della psichedelia, Mangold avrebbe di per sé già fornito un importante indizio sul futuro del film. Ma la nota successiva appare ancora più chiara: tutti i film a cui sta lavorando il regista sono ambientati nella New York degli anni Sessanta. E, ovviamente, tra questi film è incluso anche Indiana Jones 5, del quale, a questo punto, possiamo dire di conoscere l’ambientazione.

A questo punto manca solo da comprendere quale tipo di mitologia vedremo all’interno della pellicola. Alcuni rumor hanno parlato di possibili riferimenti alla corsa spaziale che, visto il periodo, potrebbe essere parte della storia. Niente di inaspettato, dopo che Indy ha avuto a che fare anche con gli alieni nella criticatissima quarta pellicola della saga.

Non resta che attendere per scoprire cosa l’archeologo giramondo si troverà ad affrontare questa volta. Nel frattempo, diteci cosa ne pensae con un commento!

(fonte: ComicBook.com)

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.

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